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apr
13

_Radici di cent’anni. Nerello Mascalese_

“Le nostre radici sprofondano e stanno a sedimentare per tanto. Prima di tutto esse viaggiano, vanno anche molto lontano, come quelle degli alberi che si propagano a distanze insospettabili. Le radici sono voci, innanzitutto, cifra arcaica e moderna al tempo stesso. Sono voci sacre, come quelle dei poemi epici, sacre come quelle dei nostri maestri, a cominciare da Socrate, radice del pensiero occidentale, che non sapeva nulla e che non scrisse nulla. E saremo noi stessi queste voci nella entropia comunicativa dei nostri giorni, ma lo saremo per forza, con lo stesso smarrimento di chi cerca ancora il padre e la madre, le nostre radici prime, le propaggini strappate e ricomposte della nostra stessa vicenda intima”
Rosalba De Filippis, scrittrice e docente

“In Italia si aggirano silenziosi veri e propri cercatori d’alberi: guardano, annuiscono, misurano, documentano, fotografano, tracciano, pensano, catalogano. Sognano e realizzano nuovi strumenti  per amare il paese, tracciano nuovi percorsi botanici che illuminano il paesaggio: avvicinano il passato al futuro. Trasformano le nostre città popolate dalla specie Homo oeconomicus  in spazi abitati e attraversati da  nuovi Homo e Phoemina radix”.

Tiziano Fratus, autore  de Il sussurro degli alberi

apr
10

“Strappo alla regola…filetto di maiale sfumato con Tenuta Di Fessina Etna Bianco ERSE 2012…”
Foto di Giorgio Mario Stucchi

apr
10

di graditi doni e vulcaniche liasons.

falerno del massico, etichetta bronzo, vendemmia 2010. masseria felicia. aglianico e piedirosso.#vinitaly2014
presto la gola al vino ai piedi dell’etna.
grazie di cuore a maria felicia! 

…il vino antico, perdendo la dolcezza, acquista quella forza piena di austerità, l’amaritudine. Inger mi calices amariores.

…che offrì la faccia al vento 
la gola al vino e mai un pensiero 
non al denaro, non all’amore né al cielo. 

Fabrizio De André

_Felicia e … Tenuta Di Fessina …da vulcano a vulcano  grazie arrivato a casa sano e salvo _

Maria Felicia Brini ph

apr
04

_Il bacio della luna all’Etna, Turi Caggegi ph_

I was made for loving you

apr
03

Il grande vecchio, Nerello Mascalese.

Le piante, riversi animali immobili, simili agli uomini e agli animali (Platone)

“Mitologie vegetali nascenti di quell’oscuro enigma (Tasso) della natura, sensibile alle corrispondenze cosmiche, alle attrazioni simpatiche, alle signaturae che potevano svelare le affinità segrete tra le piante e gli astri. I ‘miracoli delle piante’ e i loro arcani giacevano sepolti in un universo di segnali muti il cui senso era difficile captare razionalmente ma che costituivano tuttavia un corpus prezioso di simboli da interpretare e da riportare al morale e all’umano”.

Le officine dei sensi, Piero Camporesi

“Simili agli uomini e agli animali, le piante, ‘riversi animali immobili’, hanno ‘bocca, nervi, vene, cuoio, ossa, midolle, vesti, corna, e fan figli per non morire del tutto”.

Campanella, Del senso delle cose e della magia

Nozze d’oro. In coppia da cinquant’anni. Nerello Mascalese. 

“…s’amano insieme e l’affezione loro si conosce mediante le radici, perché se ben son piantati l’uno discosto dall’altro, nondimeno le si vanno a trovare, s’abbracciano amorosamente insieme ed essendo piantati da presso si danno grazia l’un l’altro”

Gaudenzio Merola, Nuova selva di varia lettione, divisa in cinque libri. Tradotta di latino in lingua italiana, Venezia, Gio. Andrea Valvassori detto Guadagnino, 1559

apr
03

_Turi Caggegi ph, Etna_

apr
03

_Turi, appassionato patron dell’Osteria Nero d’Avola_
Il futuro del pesce  è made in Taormina!  ;-)


Carissimi,
vi facciamo i nostri migliori auguri per una stagione che raccolga soddisfazione da ogni angolo del foodie-world!
Forti abbracci, continuate così.
:Silvia:

L’Osteria Nero D’Avola, Piazza San Domenico 2b a Taormina – telefono 0942-628874/ 3394010863 – dal 1 aprile riapre a pranzo e cena per la stagione 2014. Il giorno di chiusura sarà lunedì da Aprile a Giugno, mentre da Luglio in poi Nero d’Avola sarà aperta  tutti i giorni.

apr
02

Nell’imminenza del Vinitaly 2014, il giornalista Ernesto Gentili, curatore della Guida ai vini d’Italia edita da L’Espresso, redige una guida ai mille vini della penisola su Repubblica del 1° aprile. Tra i vitigni indigeni da tenere sott’occhio, il Carricante, e, tra le aziende vinicole, Tenuta di Fessina, insieme alle cantine etnee Benanti e Graci.

LE GUIDE DI REPUBBLICA, 1° aprile 2014

L’Italia dei mille vini, di Ernesto Gentili

“Ecco un percorso guidato fra quelle varietà che negli ultimissimi anni hanno segnato una crescita qualitativa sorprendente e hanno mostrato, nella loro naturale diversità, un registro stilistico comune, una bevibilità, una freschezza e un’originalità aromatica che piace sempre di più. 
(…)
La spiccata acidità e i profumi di stampo minerale costituiscono infine anche i dati salienti dei vini a base di Carricante, uva bianca tradizionalmente coltivata sulle pendici dell’Etna: un luogo di straordinaria vocazione vinicola, giusto per ricordare che i buoni vini nascono dalla magica fusione tra uva e territorio.

Carricante.
Vitigno a bacca bianca diffuso in Sicilia, prevalentemente nella provincia di Catania; è presente nella DOC Etna e nella DOC Sicilia. Aziende di riferimento: Benanti, Fessina, Graci”

apr
01

Una nuova recensione dei vini di Tenuta di Fessina, in seguito alla partecipazione a SORSI DELL’ETNA 2014, è quella comparsa su INTRAVINO. La firma Andrea Gori:

“Tenuta di Fessina (Rovvitello e Santa Maria di Licodia)
Laeneo 2012 (da Santa Maria di Licodia): nerello cappuccio in purezza, floreale lieve ed elegante, stuzzicante e curioso, ben giocato su note di iris e alchechengi. 85.
Il Musmeci 2009: compatto e arcigno, si apre a fatica ma regala note di arancio rosso e mirtillo fresco, bocca pepata di forza e passione, austero e nebbiolesco, per gli amatori del genere. 88+”.

“Si esce dalla splendida (e affollatissima) sala del Villa Igea a Palermo con l’animo rinfrancato, perché in effetti la qualità dei vini è davvero molto alta e le ingenuità sull’uso dei legni sono sempre più rare. Viene meno anche la presunzione per la quale si pensa che basti scrivere Etna su una bottiglia per venderla bene e a prezzi elevati. Bello perdersi tra vigne, contrade e alberelli e farsi raccontare tante realtà famigliari che si sono buttate, spesso in punta di piedi, nell’impresa di produrre vino prendendo in mano tradizioni secolari.

Ma proprio la qualità e il gran numero di storie aziendali, e la loro complessa realtà parcellizzata, richiederebbero un lavoro (da parte della DOC o di qualche ente che sovraintenda la comunicazione del vino della zona) di mappatura delle vigne, con un raggruppamento almeno per versanti, che faciliti la lettura e renda più semplice al consumatore districarsi nella moltiplicazione irrefrenabile di etichette. Che è entusiasmante, ma rischia di proiettare l’Etna in una nicchia troppo piccola di appassionati e cultori della materia.”