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Mar
07

 

In Sicilia, la viticoltura è distribuita su tutta l’isola, ma il peso della parte occidentale della regione è assai rilevante. Nella sola provincia di Trapani è insediato circa il 60% del vigneto siciliano. Le varietà più diffuse sono il Catarratto, già in passato utilizzato per la produzione del Marsala, e il Nero d’Avola, che ha visto un rapido accrescimento delle superfici e una diffusione in

tutta la regione, allontanandosi sempre di più dai territori di vocazione che sono nella zona sud–orientale. Assieme al Syrah, c’è lo Chardonnay tra le varietà non autoctone che hanno preso slancio dal rinnovamento della viticoltura negli anni ‘90 dello scorso secolo. Il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio, vitigni autoctoni etnei, con circa 4.800 ettari rappresentano circa il 4% della produzione siciliana, pressoché tutti collocati tra Catania e Messina. La viticoltura in Sicilia si è insediata nell’antichità. I Greci, i Fenici, i Romani, ognuno di questi popoli ha testimoniato, con la propria arte, la propria letteratura e nelle suppellettili di artigianato, il rapporto che aveva con il vino, sia nel consumo quotidiano che nelle occasioni cerimoniali e liturgiche. Nell’Odissea viene descritto nei dettagli lo stratagemma di Ulisse, che prima ubriaca Polifemo, che viveva sulle pendici dell’Etna, e poi lo acceca per sfuggirgli. Oggi la viticoltura siciliana copre una superficie di circa 120.000 ettari, dei quali circa 105.000 nelle provincie di Trapani, Agrigento e Palermo, la vecchia Val di Mazzara. Circa 10.000 nella storica Val di Noto, distribuiti nelle provincie di Siracusa, Ragusa, Caltanisetta ed Enna. Tra Messina e Catania circa 5.000 ettari in quella che era la Val Demone.

Attualmente, in Sicilia si sta assistendo alla rinascita del vini poetici e lirici, che raccontano bene, con consapevolezza, l’identità profonda di questa terra, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati, con l’eleganza come obiettivo decisivo. Oggi la nuovelle vague dei vini siciliani segna un percorso alla ricerca di qualcosa di nuovo, una nuova interpretazione dei vini siciliani. Maturazioni estreme, grassezze alcoliche spinte e colori smaccati sono ormai aspetti sorpassati.  La verticalità, il rigore, alla base del nuovo stile siciliano che si sta affermando in tutto il mondo.

Trailer del documentario SICILIA UN MARE DI VINO regia Lidia Rizzo, montaggio Erika Manoni, musica Rudy Gnutti, prodotto da Blue Film.

Mar
06

“Metti a frutto le cose ti circondano
Questa pioggerellina
Fuori della finestra
La sigaretta che tengo tra le dita,
questi piedi sul divano.
Il suono del rock and roll sullo sfondo,
la Ferrari rossa che ho in testa.
La donna che si sbatte qua e là
Girando ubriaca per la cucina…
Mettici dentro tutto,
mettilo a frutto”
Raymond Carver


Ancora un gioco di accostamenti, rileggere la bella prefazione di Bruno Gambarotta a quel magnifico eno-zibaldone dei due sabaudi doc Enrico Remmert e Luca Ragagnin che è “Elogio della sbronza consapevole”, e abbinare la citazione del poeta e scrittore statunitense Raymond Carver al Ristorante Vo di Torino. 

Il design essenziale, declinato nei toni malva, di questa Stella Michelin, ottenuta nel 2013 da Stefano Borra e Luca Cossu, rispettivamente chef e sommelier del ristorante gourmet di Via Provana, in una delle zone più suggestive di Torino, a poca distanza dal Lungo Po che si affaccia sul Monte dei Cappuccini, non ci inganni: i due patron del Vo ci hanno messo tutto, e lo hanno messo bene a frutto. Intuizione e fantasia, rigore e scuola francese, passione ed esattezza, ricerca e tradizione. Territorio, ma anche esplorazione. In cantina, oltre duecento etichette selezionate, tra le quali compaiono i cru di Carricante e di Nerello Mascalese di Tenuta di Fessina, con nostro grande piacere ed onore, grazie alla preziosa collaborazione dell’agente di vendita per la Provincia di Torino Federico Carlo Crugnoli.

INFO Ristorante VO – Torino | Via Andrea Provana 3/D – Torino | tel 011 83 90 288
www.ristorantevo.it

Con Tenuta di Fessina si stanno esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del cosiddetto Principe del vulcano nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

Individuato il versante nord dell’Etna per la coltivazione dei vitigni a bacca rossa, a Rovittello, per la coltivazione del Carricante è stato prescelto il lato sud-ovest del vulcano, con vigne allevate ad alberello a circa mille metri di altitudine nei Comuni di Santa Maria di Licodìa e Milo, da cui nascono i cru A’ Puddara e Il Musmeci Bianco.

A’ PUDDARA è un cru di Carricante per un Etna DOC Bianco che è un doveroso omaggio alla Sicilia. Dedicato alle stelle che si avvistano dal mare sulla vetta del vulcano in estate, le Pleiadi, dette in dialetto “A’ Puddara”, la chioccia, è un vino rigoroso e delineato come la cima della Montagna che si staglia nella notte. Riscoprendo le potenzialità di un comprimario dei vitigni principali dell’Etna, Tenuta di Fessina si rivela capace di regalare grandi bianchi dove il territorio e la mano dell’uomo, non invasiva ma rispettosa della terra e delle tradizioni da cui cresce, consentono la piena espressione. A’ Puddara fermenta interamente in botte grande, come da antica consuetudine etnea per la vinificazione del Carricante. Prodotto a Santa Maria di Licodìa, versante sud dell’Etna, a 900 metri slm, è un autentico vino di montagna, in grado di coniugare, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e le fiamme del vulcano. Una splendida sintesi della Montagna di fuoco, che ha consentito a Tenuta di Fessina di raccogliere i principali riconoscimenti del mondo del vino italiano e internazionale sin dalla prima annata sul mercato, la vendemmia 2009.

Milo, incantevole terrazza sulla sottostante costa jonica, è un altro cuore pulsante di Tenuta di Fessina, da dove si produce Carricante in purezza da vigneti di un secolo d’età per l’ Etna DOC Bianco Superiore Il MUSMECI. Milo nasce sulla frana vulcanica precipitata nel mare oltre 10.000/15.000 anni fa: i terreni scuri di Milo sono costituiti da una miscela di detriti con molti strati differenziati, prodotti del disfacimento del vulcano e fonte di una ricchezza straordinaria come nutrimento della vite. Allevato anch’esso ad alberello, il Carricante ha un’ elevata acidità fissa che lo rende adatto all’affinamento in legno e alla conservazione nel tempo. Come vuole la migliore tradizione etnea per questa varietà a bacca bianca, la fermentazione del cru di Carricante di Fessina Il Musmeci avviene direttamente in botte grande, per 9 mesi.

Presente al Ristorante Vo di Torino anche ERSE, Etna DOC, bianco d’entrata della batteria di Fessina, omonimo del Rosso base, è la versione vinificata un acciaio del Carricante, unito per un 20% a Minnella e Catarratto, uve indigene etnee dei vigneti aziendali a Rovittello. Nel nuovo Etna DOC Bianco di Fessina l’intervento del Catarratto e della Minnella integra l’apparato aromatico. Il frutto e la fragranza esaltano le meravigliose emozioni che dona il Carricante, così sapido e dall’acidità inconfondibile. Erse Bianco è, intenzionalmente, un vino fresco, giovane, diretto, dalla grande bevibilità e l’impronta minerale evidente. Nasce da un blend di Carricante proveniente da Milo e Santa Maria di Licodìa.

Tra i Rossi a Torino, IL MUSMECI ROSSO, Etna DOC Riserva. Il nostro vino più rappresentativo, recante anche in etichetta l’anima di Fessina, l’antico palmento del Settecento in pietra lavica. Prodotto a Rovittello, a 670 mt slm nel versante settentrionale del vulcano da una selezione degli alberelli di Nerello Mascalese più vecchi, centenari, è la più impegnativa espressione dell’Etna DOC Rosso di Tenuta di Fessina. Maturato in tonneaux e grandi botti da 35 hl, è un vino elegante, longevo, dalla grande freschezza e il carattere austero. Il Musmeci è stato definito un “Barolo dell’Etna” per il rigore e la finezza che lo contraddistinguono. Premiato dalle principali Guide ai vini d’Italia sin dalla prima annata, il 2007, ambisce a trarre il meglio da questa terra, con il rigore e il rispetto che l’Etna richiede.

Red born in Italy, lava e Ferrari sui tornanti dell’Etna

Feb
28

La nostra adorata Maria Beretta, agente di Fessina per Messina e Provincia, da Paolo “delle meraviglie”, alias Paolo Trimarchi, patron dell’Oyster Bar e Ristorante L’Acquario Degustazione di Giardini Naxos. Immancabile ERSE Bianco, Etna DOC, ad accompagnare la freschezza dei prodotti de L’acquario Degustazione!

ERSE, Etna DOC_Carricante (80%), Minnella e Catarratto (20%)

Sul mercato da settembre 2013

L’Etna DOC Bianco ERSE è prodotto, tra la vetta dell’Etna e il mare, da Carricante degli alberelli centenari di Milo e Santa Maria di Licodìa. Con aggiunta di uve indigene etnee Minnella e Catarratto, è vinificato in acciaio  e rappresenta la nostra introduzione alle potenzialità di questo vitigno da sempre considerato “gregario di lusso” del Nerello Mascalese nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le notevoli doti di freschezza e longevità.

PRESS :

“(…) Tra le novità di quest’anno c’è l‘Etna Bianco ERSE, un blend di Carricante e Catarratto coltivati a Santa Maria di Licodìa e Milo, dove si estendono vecchi vigneti tra i quaranta e cento anni. Etna DOC Bianco ERSE, Tipologia: Bianco DOC, Uve: Carricante (80%), Catarratto e Minnella 20%, gr: 13°, € 16, bott. 4.500, vendemmia tardiva, vinificazione in acciaio e maturazione nel medesimo per 9 mesi, 6 mesi in bottiglia, Carpaccio di pesce bianco con bacche di ginepro” (Guida ai migliori vini d’Italia 2014, BIBENDA, AIS).

“L’ERSE Bianco, ultimo nato, da Carricante e Catarratto, si caratterizza per note floreali e di piccoli frutti chiari” (Guida ViniBuoni d’Italia 2014, Touring Editore)

“Quest’anno l’ETNA ROSSO ERSE 2011 (12.000 bottiglie, 15 €) è anche nella versione ETNA BIANCO ERSE 2012 (Carricante, 6.000 bottiglie, 15 €). Entrambi vini puliti, immediati, specchio del territorio. Il primo esalta i profumi tipici del nerello, unendoli a una struttura agile ma con un tannino ben levigato; il secondo è caratterizzato da sobrietà olfattiva e grande piacevolezza gustativa” (Guida SLOW WINE 2014, Slow Food Editore).

“Silvia Maestrelli e Federico Curtaz hanno contribuito non poco al rinascimento della viticoltura etnea. Significativo il loro apporto nel far conoscere e apprezzare i vini di Santa Maria di Licodìa, sul versante sud occidentale del vulcano, zona tra le meno battute, dove nasce l’Etna DOC Bianco A’ Puddara. Nuove acquisizioni riguardano adesso Milo, sul versante orientale, dove il terroir è vocato per la coltivazione del carricante. Pertanto attualmente i vini aziendali sono prodotti su tre diversi versanti: a nord i rossi, a sud e a est i bianchi che si segnalano per la particolare eleganza e l’aderenza al territorio e alle caratteristiche varietali dei vitigni d’origine” (Guida ai vini d’Italia 2014, Gambero Rosso) . 

“ETNA BIANCO ERSE 2012_16/20 BT 6500 €14/17″ (Guida I vini d’Italia 2014, L’Espresso)

“(…) Ottimi vini di pregevole fattura, ma le nostre tasche in profonda crisi economica reclamano ossigeno e in nostro soccorso giunge l’ Etna Bianco Erse 2012. Anch’esso a prevalenza Carricante ma con contaminazioni autoctone di Minnella e Catarratto da vigne centenarie, affinato in acciaio per amplificare le doti di agilità e immediatezza. Riesce benissimo nell’intento grazie a un olfatto di bella espressività e mutevolezza coinvolgente: l’agrumato del cedro e del limone prende possesso della scena, poi le nuance esotiche del frutto della passione lasciano spazio all’ingresso trionfale delle bianche sensazioni della pesca e del melone invernale. Finito? E le sensazioni minerali? Ci sono, nettissime, con addirittura echi salmastri, accompagnati da sentori freschi, mentolati e infine vegetali di erba falciata. Al sorso c’è tutto quello che ci si aspetta da un vino così leggibile: succo ma anche nerbo acido a sostegno, grande componente fruttata, freschezza, facilità di beva e quella salinità che non abbandona il palato e invoglia il sorso successivo. Da iscrivere di diritto alla categoria dei vini pericolosi, poiché finisce talmente in fretta da far sembrare bucata la bottiglia. Per 15 euro circa in enoteca è un gran bel bere: abbinatelo a delle polpette di baccalà in salsa verde (AGRODOLCE, 16 01 2014, “Vini anticrisi: ERSE Bianco 2012 di Tenuta di Fessina”  di Alessio Pietrobattista)

 

Feb
27

Il giornalista norvegese Gunnar Skoglund, che collabora anche con la rivista di settore Wine & Spirits, sulla scia dell’epidemia della dieta 5:2 – nata in Gran Bretagna e divenuta popolare in breve tempo  in Europa e negli Stati Uniti, basata su un digiuno intermittente che prevede l’assunzione normale di pasti in alcune giornate e la riduzione delle calorie in altre -, stila un elenco dei suoi “vini della casa” (5 rossi e 2 bianchi, tutti “dannatamente buoni”) per sviluppare la propria versione di questo fenomeno. “La mia versione – scrive sul blog Husets vin – è probabilmente sconosciuta ai più (almeno finora), ma allo stesso tempo fondata e sana almeno quanto il sistema ufficiale 5:2. Però, così diversa”.

Per la domenica, all’insegna della temperanza, Gunnar suggerisce l’Erse Etna Rosso 2012 di Tenuta di Fessina: “un vino davvero sexy, dai profumi delicati di ciliegia e la mineralità vulcanica. Strutturato, con tannini raggruppati elegantemente intorno alla bocca. Da abbinare a carne rossa o bianca, leggera, cotta alla piastra”.

 

_Etna DOC ERSE Rosso, vendemmia 2012, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio_


Feb
27

“L’Etna bianco raccoglie e fonde, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e il fuoco del vulcano”. 
(Mario Soldati, “Vino al vino”)

A “Sorsi dell’Etna” 2014 si terrà anche un’esclusiva degustazione orizzontale dedicata al Doc Etna bianco 2010. Sarà possibile assaggiare, attraverso il racconto e la descrizione della giornalista Francesca Ciancio, dodici tra i vini bianchi più rappresentativi dell’Etna.

Il Grand hotel Villa Igiea di Palermo, alle 12 del prossimo 9 marzo, ospiterà anche l‘Etna DOC Bianco A’ PUDDARA 2010, cru di Carricante di Tenuta di Fessina prodotto a Santa Maria di Licodìa, versante Sud dell’Etna.

I posti sono limitati e chunque volesse partecipare deve acquistare un biglietto di dieci euro chiamando subito allo 091454419 o 0917726883.

Elenco delle aziende e delle etichette che parteciperanno alla degustazione orizzontale:

– Barone di Villagrande – Doc Etna bianco Superiore Legno di Conzo

– Benanti – Doc Etna bianco Superiore Pietramarina

– Cottanera – Doc Etna bianco

– Feudo Cavaliere – Doc Etna bianco Millemetri

– Firriato – Doc Etna bianco Cavanera Ripa di Scorciavacca

– Girolamo Russo – Doc Etna bianco Nerina

– Graci – Doc Etna bianco Quota 600

– I Custodi delle vigne dell’Etna – Doc Etna bianco Ante

– Murgo – Doc Etna bianco Tenuta S. Michele

– Nicosia – Doc Etna bianco Fondo Filara

– Tenuta di Fessina – Doc Etna Bianco A’ Puddara

– Tenuta Montegorna – Doc Etna bianco

A’ PUDDARA, ETNA DOC BIANCO_Carricante in purezza di Tenuta di Fessina.

A’ Puddara è un vino dedicato alla Sicilia e, come le Pleiadi, che sono un oggetto pulsante nel cielo, è un piccolo continente che ha un cuore che pulsa in mezzo al Mediterraneo. A’ Puddara — “le gallinelle” o “la chioccia” per i pescatori e gli agricoltori, a memoria della poesia di Ovidio – costituiva un segnale che indicava la direzione nel lavoro e nella vita. Immaginiamo i pescatori di Riposto che rientrano dal mare e che, guardando in alto sul vulcano, avvistano le Pleiadi nascoste dietro alla vetta proprio nel punto in cui, come fosse un giardino pensile, riposa il vigneto del nostro Carricante. E’ un vino rigoroso e delineato come A’ Muntagna che si staglia nella notte…

PRESS A’ PUDDARA 2010, in degustazione all’orizzontale dedicata ai Bianchi dell’Etna il prossimo 9 marzo a Villa Igiea – Palermo – per SORSI DELL’ETNA 2014. Con Francesca Ciancio.

“A’ Puddara 2010 Etna Bianco Tenuta di Fessina. Antipasto di mare completo dal lime all’ostrica nel finale e nel mezzo tutte la variazione tra mare e cielo passando dal vulcano, grande. 92”(Andrea Gori, Intravino).

“Da non trascurare la salata acidità del Carricante A’ Puddara di Tenuta di Fessina, un bianco siciliano di freschezza e complessità aromatica avvincenti” (Alessio Pietrobattista, Intravino, 30 08 2012).

“A’ Puddara Etna Bianco 2010. Nome localmente dato alle Pleiadi, in dialetto vuol dire “la chioccia”, simbolo degli affetti domestici, infatti le Pleiadi, poste proprio sull’Etna per i pescatori che rientrano dal mare verso la costa, costituiscono il loro punto di riferimento. Proprio sotto le Pleiadi, sull’Etna in Contrada Cavaliere a Santa Maria di Licodia c’è il vigneto di Carricante con il quale è realizzato questo vino bianco vinificato in legno botte grande da 35 hl, dopodiché subisce una leggera decantazione in acciaio e l’affinamento di un anno ed oltre in bottiglia. Delicato e chiuso al naso, è lento e timido nell’aprirsi, vuole tempo e sul tempo batte il suo dinamismo in continuo divenire. Sono delicati i profumi di buccia di agrumi, poi la ginestra e l’erba fresca di campo, decisi i sentori di ghiaia. In bocca è spigoloso e vibrate, marcatamente sapido e minerale” (Mauro Maccario, settembre 2012, Enopress)

“A’ Puddara 2010 – Fessina. Freschezza, tanta acidità ficcante modello Chablis, lunghezza gustativa: col Carricante si può, sull’Etna si può. Al naso è ancora giovanissimo, quasi clorifilloso, primario nel profilo fruttato e floreale con melone invernale, pepe bianco. La bocca fa il resto, si beve in scioltezza malgrado la gioventù. Apporto del legno pari a zero e non possiamo che esserne contenti” (Alessio Pietrobattista, 24 09 2012, Intravino)

Al Carricante A’ Puddara 2010 sono assegnati i “TRE BICCHIERI” del Gambero Rosso 2013, oltre all‘ “ECCELLENZA” della Guida ai vini d’Italia 2013 de L’Espresso (curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari) e la menzione “Grande Vino” di Slow Wine, ritenuto tra i vini più piacevoli della Guida Slow Food Editore 2013, curata da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni. All’intera produzione aziendale di Tenuta di Fessina anche l’attribuzione della “BOTTIGLIA” Slow Wine.

“ETNA BIANCO A’ PUDDARA 2010. 5 bottiglie, ECCELLENZA DELL’ESPRESSO. 18/20 bt 3000 € 24/28. Il profilo aromatico è giocato su sottili venature minerali, l’attacco di bocca è molto fresco, lo sviluppo reattivo, la sapidità e l’acidità ne sostengono la dinamica, con l’aerazione l’autenticità si allea a una purezza cristallina” (Guida Vini d’Italia 2013 L’Espresso)

“Gnocchi di patate alla brace, questo è il piatto che ci propone Matias Perdomo del Ristorante Al Pont de Ferr di Milano. Un piatto assolutamente fine ed elegante, difficile trovare l’abbinamento giusto. Bisogna giocarlo tutto su questa sua affumicatura, sull’uso della brace. L’Italia ci offre le sue risorse: siamo andati in Sicilia, alle pendici dell’Etna, e abbiamo scelto un grandissimo bianco, l’Etna Bianco da uve Carricante A’ Puddara della Tenuta di Fessina. Perché ho parlato di grande risorsa dell’Italia? Perché parlare dei vini dell’Etna è come parlare di vini di un’isola nell’isola. Qui c’è tutta la mineralità del terroir vulcanico. Questo vino, che ha già un anno sulle spalle, inizia ad avere delle sensazioni affumicate, iodate. E’ per questo che ci è piaciuto molto nell’abbinamento. Ovviamente, poiché in giovane età, presenta tutto il frutto bianco, mediterraneo e maturo, tanta freschezza poiché stiamo parlando di vigneti ad alta quota, un’acidità che riequilibra il palato e lo rende perfetto per essere abbinato a questo grandissimo piatto. Assolutamente da provare, è una grande emozione” (Giuseppe Carrus, Gambero Rosso Channel, ottobre 2012).

“La Tenuta di Fessina conta, nell’ambito etneo, su due diversi siti produttivi: il principale sul versante nord, proprio a ridosso dell’abitato di Rovittello, in gran parte composto da una vigna di nerello mascalese di un’ottantina d’anni; l’altro vigneto, di solo carricante, di pari età, è invece sul versante opposto, quello che guarda verso sud, a Santa Maria di Licodìa. Riguardo allo stile aziendale, Federico Curtaz, enologo e agronomo, socio di Silvia Maestrelli in quest’avventura isolana, sin dalla prima vendemmia ha sempre pensato che i vini di Fessina, senza rinunciare minimamente alla finezza, dovessero esprimere al meglio, e far risaltare, i sentori varietali delle uve e la territorialità unica del vulcano. Tre Bicchieri meritati per il carricante A’ Puddara ’10, vino complesso e di straordinaria eleganza, gustativamente spesso, connotato da una vibrante acidità. (…)” (Guida Vini d’Italia Gambero Rosso 2013)

“TENUTA DI Fessina A ‘Puddara Etna Bianco 2010-92 punti. Fondata nel 2007, questa tenuta è frutto di una collaborazione tra Silvia Maestrelli e Federico Curtaz. Il loro Carricante cresce da un vigneto piantato nel 1970, dove vecchi alberelli producono un luminoso bianco speziato con sapori nitidi di pesche nettarine. E’ fresco e scattante, con una consistenza arricchita da una sensazione leggera di panna fresca”(Wine&Spirits, giugno 2013, “Year’s Best Southern Italy”).

A’ PUDDARA, ETNA DOC BIANCO, Carricante 100%.

A’ Puddara is a wine dedicated to Sicily. Like the Seven Sisters in the sky it is a small continent with a beating heart in the middle of the Mediterranean sea. A’ Puddara, like in the Ovidio poem, means hen, mothering woman for fishermen and peasant; a sign to show the way, to direct their lives. If you imagine a fisherman coming home, you will see him looking up at the volcano, where he finds the seven sisters exactly where the carricante vineyard is. It a rigorous and outlined wine, like the mount Etna rising up in the night…

Production area: Etna_Santa Maria di Licodìa (Contrada Cavaliere).

Soil composition: dark and sandy, with volcanic ash from lava flows.

Colour: straw yellow with green nuances; Nose. Sharp and outlined aromas; flint and aromatic herbs, Taste: light entry in the mouth with intense ripe fruits and a good acidity.

The name is related to the Pleiades constellation, that appear in the night right over the vineyard. The wine is made from 100% Carricante, issued by a 45 year old vines 3000 feet. Bush trained vines, planted on rocky sandy black soil. Big cask, 3.5 tons, hold the wine since fermentation, and he ripe eight month before be bottled. The wine age around 10 to 12 month in bottle before to be released. Elegant, with a precise acidic silhouette, it remind a little bit a Riesling, could age easily many, many years, prefere oysters and fish foods, but the great personality of this wine give lot of chance to pair with many foods.

 

A’ Puddara 2010 vintage is awarded “TRE BICCHIERI”, top prize of Guide The wines of Italy Gambero Rosso 2013 and “ECCELLENZA”, highest award of L’ Espresso Guide 2013 (considered to be the strictest selection of Italian top wines, with half the number of top awards given compared to the others Italian wine guides). A’ Puddara 2010 has been inserted among the “GRANDI VINI” (great wines) of the SLOW WINE 2013, the guide edited by Slow Food. “Grandi Vini” means the best bottles as regards the organoleptic profile..

Feb
27

«[…] hai visto le generose

montagne siciliane coperte da vigneti.

Hai bevuto a Messina, a Palermo e sull’Etna;

Catania ti ha riempito il calice».

(Jan Andrzej Morsztyn, “Georgiche”, 1643-1644)

Nel segno di una collaborazione sinergica per promuovere l’Etna, con iniziative e servizi presenti sul territorio, segnaliamo con piacere l’attività di Egidio Ferraro,  ideatore e anima di Alternativetna. La promozione turistica in filiera è un approccio fondamentale, infatti, per veicolare in Italia ed all’estero  il territorio unico della Montagna di Fuoco ed il suo carattere identitario.

“TOUR DEL VINO.

Alternativetna organizza visite guidate con degustazione nelle principali zone di produzione vitivinicola attorno l’Etna.
Grazie alla lunga esperienza, alla conoscenza diretta del territorio, delle cantine, siti di interesse storico-artistico, realtà gastronomiche, personalizza itinerari adatti a una grande varietà di appassionati di vino che vogliano saperne qualcosa di più sui grandi vini dell’Etna.


Si va dalle grandi modernissime strutture industriali con silos in acciaio, pompe e impianti di imbottigliamento, fino alle piccole aziende familiari, col vigneto dietro casa e piccole cantine costruite attorno a immense botti di rovere.
Molte cantine sono visitabili su prenotazione, ed è naturalmente possibile degustare i vini prodotti, camminare nei vigneti, immergersi nelle umide cantine tra i profumi di rovere e mosto per un’esperienza davvero unica, non solo per gli appassionati ed esperti di vino.

Una visita delle cantine dell’Etna può diventare davvero un’esperienza unica da fare alla scoperta di nuove etichette”.

www.alternativetna.com – alternativetna@gmail.com

WINE TOUR

Alternativetna guided tours and tastings in the main areas of wine production around Mt. Etna and surrounding areas.
With years of experience, direct knowledge of the area, wineries, historic sites, artistic, gastronomic reality, we can arrange itineraries highly customized and suitable for a wide range of wine lovers: curious newbie’s who want to know something more other great wines of Mt. Etna fans who want to deepen their knowledge of production techniques and the different types of wine, experts looking for specific products, rare and hard to find, professionals, importers who have need an experienced guide to look for new business opportunities.
They range from large industrial facilities with modern steel silos, pumps and bottling plants, to small family businesses, with the vineyard behind the house and small wineries built around a huge oak barrels.
Many wineries are open to visitors by appointment, and it is of course possible to taste the wines, walking vineyards, dive in damp cellars among the scents of oak and must for a truly unique experience, not only for lovers and wine experts. A visit to the cellars of Mt. Etna can be a unique experience to do individually to discover new labels”. (Egidio Ferraro)

www.alternativetna.com – alternativetna@gmail.com

Feb
25

“Preserviamo noi stessi e la natura, di cui siamo parte. Siamo ecologisti narrativi quando ci battiamo affinché quelle narrazioni non muoiano, affinché le storie della terra possano sopravvivere contro tutte le desertificazioni cui stiamo assistendo”
Da “La religiosità della terra. Una fede civile per la cura del mondo” di Duccio Demetrio, 2013

Presto il nostro Etna DOC Rosso più fragrante, ERSE annata 2012, sarà nei calici del Sorpasso, sfizioso “vin caffé e cucina” a Roma, in Via Properzio 31-33, grazie alla collaborazione del nostro distributore nella Capitale, lo storico Trimani

ERSE, Etna DOC Rosso d’entrata nella batteria di Fessina, da un blend di Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese dei nostri vigneti centenari di Rovittello, a 700 mt slm, è la fotografia del vigneto tradizionale etneo ed è dedicato alla dea greca della rugiada. Un “vino del mattino” per il frutto spiccato e la piacevole freschezza, nato da un vigneto esposto ad est, perciò al riparo dalla calura del pomeriggio. Eleganza e forte territorialità le due doti principali. Corposo e setoso, appaga il gusto di chi ricerchi un vino quotidiano con l’allungo dei Nerelli e un’ immediata godibilità.

Oggi in Sicilia si assiste alla rinascita del vini poetici e lirici, che raccontano con consapevolezza l’identità profonda di questa terra, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati, con l’eleganza come obiettivo decisivo. La verticalità, il rigore, alla base del nuovo stile che si sta affermando in tutto il mondo. Dall’Etna, dove, per destino, i vari vigneti danno vini molto diversi, generati da suoli e microambienti talmente particolari da renderli unici.

I vini di Tenuta di Fessina sono il frutto di questo costante impegno nella ricerca e valorizzazione delle diverse potenzialità che i vari versanti dell’Etna offrono nella produzione enologica.

Dal sito del SORPASSO: 

L’impostazione che abbiamo voluto per il nostro locale passa attraverso la passione per i prodotti genuini della campagna, per la vita naturale, la semplicità in cucina. Abbiamo la fortuna di avere a disposizione una tenuta in Umbria nella zona tra Orvieto e Todi con ulivi, vite, orto e frutteto. Questo ci ha permesso di stabilire da tempo un contatto diretto con usanze e tradizioni del luogo. Sulla scia di quest’esperienza, abbiamo convertito la nostra passione e capacità di trasformare i prodotti della terra in qualcosa di commerciale, per condividere quest’esperienza con i frequentatori del nostro locale e raggiungere l’obiettivo di prodotti genuini a prezzi ragionevoli, la filosofia ma anche la forza del SORPASSO.
Su queste premesse, oltre alla piccola produzione diretta, al SORPASSO potete trovare selezioni di salumi e formaggi sempre diversi settimana dopo settimana, perché frutto di un’accurata e costante ricerca nel circuito dei piccoli produttori artigianali, effettuata sia direttamente da noi che attraverso collaboratori esterni.

Vino e dintorni

Il SORPASSO è anche aperitivo e cocktails: dalle 18 alle 21 è possibile stuzzicare lo stomaco con assaggi e tartine sempre diversi accompagnati da una buona scelta di vini al bicchiere, segnalati ogni giorno sulla lavagna dietro il bancone. Vineria e cocktail proseguono fino all’orario di chiusura, per gustare drink classici e della casa, alcolici, analcolici e alla frutta.
Non può mancare poi una cantina ben assortita e in continuo aggiornamento, che accosta grandi etichette a bottiglie che si distinguono per il giusto rapporto qualità/prezzo.
La birra del SORPASSO è la bavarese Riegele, già premiata come miglior birra tedesca, proposta nelle due qualità di Riegele Hell una lager-pale chiara e di Augustus Wiezen una doppio malto di frumento e lievito selezionati, a fermentazione naturale non pastorizzata e non filtrata.

I RISTORANTI D’ITALIA 2013
LE GUIDE DELL’ESPRESSO
SORPASSO 

Via Properzio 31-33
Tel. 06.89024554
Sito: www.sorpasso.info
Aperto: sempre; chiuso: mai
Ferie: in agosto
Carte di credito: tutte. Prezzo: da 15 a 30.
E’ aperta dalle 7 e mezzo del mattino fino all’una di notte, questa osteria moderna vicino a Piazza Risorgimento.
A sinistra il bancone da bar dove prendere caffè e cornetto, a destra una vetrina attraverso la quale pescare salumi di qualità, formaggi e “trapizzini”, e poi una manciata di stretti tavolini per consumare pasti leggeri assistiti da gentili signore. Piccola pensata scelta di vini, anche al bicchiere. Sui 25 euro

http://www.sorpasso.info/web/

Feb
25

Grazie a D&P Selezioni, Tenuta di Fessina sarà presente al Vinexpo Asia-Pacific di Hong Kong – dal 27 al 29 maggio 2014 – con tutta la linea di produzione.

Potrete trovarci allo stand di D&P Selezioni srl:
HALL 1 – LEVEL 1
EF53

http://www.vinexpo.com/en/

 

 

All’Etna

“… prometto questo,

nessun laccio fermerà la linfa

nessuno rivolterà la terra:

prometto a te, che guardi da lontano,

con la lente”.

Elisa Biagini, “L’ospite”

L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa proclamato nel 2013 Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco,  è un luogo particolare, che riconduce alla nostra dimensione. Una montagna che cambia tutti i giorni, come noi. Tutti i giorni esce un po’ di cenere, un po’ di polvere, qualche sbuffata di fumo. Ed il paesaggio muta  visibilmente. Questo fumo apporta nuova terra alla montagna, che cresce, si rigenera.

 Tenuta di Fessina è un progetto emozionale, che nasce sulla scia di un innamoramento di Silvia Maestrelli per questa terra ricca di contrasti. Nel 2007, in collaborazione con l’enologo Federico Curtaz, già agronomo di Gaja per venti anni,  la produttrice toscana acquista un vecchio vigneto di Nerello Mascalese risalente al secolo scorso.  Al centro del vigneto, un vero scrigno: un palmento del Settecento in pietra lavica, con l’antica “chianca” –  torchio per la pressatura delle vinacce – ancora intatta. I’ vigne di Fessina, come la gente di queste terre chiama da sempre la tenuta di Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia, raccontano bene la cura e l’amore con cui sono state coltivate e conservate dai precedenti proprietari, a cui è stato dedicato, come forma di ringraziamento per non aver mandato in fumo i vigneti sull’Etna, il cru di Nerello Mascalese Il Musmeci, ETNA DOC Rosso. A colpo d’occhio, Fessina  appare  come un vero giardino dai frutti d’oro o un bosco nano di brillanti chiome verdi spettinate dal vento nutriente della Montagna di fuoco, incastonato tra due fertilissime colate laviche, con alberelli centenari avvitati su se stessi ed espressivi come sculture naturali. Impossibile non innamorarsene a prima vista.

 

Il cuore pulsante di Fessina si trova a 670 mt slm.  Le vigne – circa sette ettari –  sono situate tra due antiche sciare semicircolari, colate laviche del passato che isolano  il vigneto come i vecchi muri dei “clos” francesi, creando un microambiente unico.  I noccioleti si alternano alla vite, qualche pianta di olivo completa il puzzle agrario delle rasole, che ritagliano i terreni coltivabili ingabbiandoli in scuri muri di pietra lavica. A Fessina si trovano ancora vecchi vigneti, prevalentemente piantati col metodo tradizionale ad antichissimo dell’alberello in quadro con alte densità di viti per ettaro e una produzione limitata di grappoli. Il vigneto è situato su una dorsale di terreno  poco profondo, nero, con un’ importante presenza di sabbia, ricco di piccole pomici e fini argille destrutturate.  Su questo terreno abbondano oligoelementi, ferro, potassio, calcio, fosforo, magnesio, manganese:  i vini ottenuti dalle uve prodotte su questi suoli sono in grado di stupire per la ricchezza e la complessità dei profumi accompagnati ad un’ interessante ed elegante struttura. Sia attraverso il profumo che attraverso il sapore, è percettibile la spiccata mineralità. A Rovittello l’inverno è rigido, con nevicate frequenti, la primavera è fresca e piovosa, l’estate calda e asciutta, un autunno lungo, tiepido, con un differenziale termico molto elevato tra la notte e il giorno. Vini “verticali”,  dalla netta acidità e il profilo definito.  A Fessina si pratica una viticultura fatta a mano, come si ritrova in Valtellina, nella Valle della Mosella, nella Valle del Reno, con pendenze che possono fortemente variare e diffusi terrazzamenti che sostengono autentiche perle rocciose: su queste piccole terrazze crescono Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante in prevalenza.  La coltivazione non è biologica, ma “consapevole”: ci sta solo quello di cui ha bisogno la vite.

 

Oggi in Sicilia si assiste alla rinascita del vini poetici e lirici, che raccontano con consapevolezza l’identità profonda di questa terra, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati, con l’eleganza come obiettivo decisivo. La verticalità, il rigore, alla base del nuovo stile che si sta affermando in tutto il mondo. Dall’Etna, dove,  per destino, i vari vigneti danno vini molto diversi, generati da suoli e microambienti talmente particolari da renderli unici.

 I vini di Tenuta di Fessina sono il frutto di questo costante impegno nella ricerca e  valorizzazione delle diverse potenzialità che i vari versanti dell’Etna offrono nella produzione enologica.

 ERSE, Etna DOC Rosso base, da un blend di Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese, è la fotografia del vigneto tradizionale etneo, l’ Etna DOC più fragrante di Fessina, dedicato alla dea greca della rugiada. Un “vino del mattino” per il  frutto spiccato e la piacevole freschezza, nato da un vigneto esposto ad est, perciò al riparo dalla calura del pomeriggio.  Eleganza e forte territorialità le due doti principali. Corposo e setoso, appaga il gusto di chi ricerchi un vino quotidiano con l’allungo dei Nerelli  e un’ immediata godibilità.

LAENEO, DOC Sicilia, autentica rarità dell’Etna. Prodotto da alberelli di Nerello Cappuccio in purezza – Fessina è una delle poche aziende produttrici etnee che hanno raccolto la sfida di vinificare il Nerello Cappuccio al 100% – , può essere considerato un vino “didascalico” per le intenzioni con le quali è stato prodotto. Verificare l’apporto di questa varietà all’Etna DOC, nel quale si trova in compagnia del Nerello Mascalese. Il Cappuccio apporta all’Etna DOC la spezia e il colore, perciò Laeneo è intrigante, oltre che per la succosità nutrita di note ematiche, per la propria suadenza aromatica. Oggi Laeneo vanta una propria cerchia di appassionati che attendono con curiosità  l’uscita di ogni nuova annata. Il Nerello Cappuccio di Fessina è goloso, pepato e dalla beva irresistibile.

 IL MUSMECI ROSSO, Etna DOC Riserva. Vino rosso più rappresentativo, recante anche in etichetta l’anima di Fessina, l’antico palmento del Settecento in pietra lavica. Prodotto a Rovittello, a 670 mt slm nel versante settentrionale del vulcano da una selezione degli alberelli di Nerello Mascalese più vecchi, centenari, è la più impegnativa espressione dell’Etna DOC Rosso di Tenuta di Fessina. Maturato in tonneaux e grandi botti da 35 hl, è un vino elegante, longevo, dalla grande freschezza e il carattere austero. Il Musmeci è stato definito un “Barolo dell’Etna” per il rigore e la finezza che lo contraddistinguono. Premiato dalle principali Guide ai vini d’Italia sin dalla prima annata, il 2007, ambisce a trarre il meglio da questa terra, con il rigore e il rispetto che l’Etna richiede.

 A’ PUDDARA è un cru di Carricante per un Etna DOC Bianco che è un doveroso omaggio alla Sicilia. Dedicato alle stelle che si avvistano dal mare sulla vetta del vulcano in estate, le Pleiadi, dette in  dialetto “A’ Puddara”, la chioccia, è un vino rigoroso e delineato come la cima della Montagna che si staglia nella notte. Riscoprendo le potenzialità di un comprimario dei vitigni principali dell’Etna, Tenuta di Fessina si rivela capace di regalare grandi bianchi dove il territorio e la mano dell’uomo, non invasiva ma rispettosa della terra e delle tradizioni da cui cresce, consentono la piena espressione. A’ Puddara fermenta interamente in botte grande, come da antica consuetudine etnea per la vinificazione del Carricante. Prodotto a Santa Maria di Licodìa, versante sud dell’Etna, a 900 metri slm, è un autentico vino di montagna, in grado di coniugare, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e le fiamme del vulcano. Una splendida sintesi della Montagna di fuoco, che ha consentito a Tenuta di Fessina di raccogliere i principali riconoscimenti del mondo del vino italiano e internazionale sin dalla prima annata sul mercato, la vendemmia 2009.

 IL MUSMECI Bianco ed ERSE Bianco, ultimi due nati, entrambi Etna DOC che condividono col cru A’ Puddara il vitigno principale d’origine e la provenienza, il versante sud dell’Etna, dove i vini vengono prodotti da vecchi alberelli, si fanno portavoce del progetto di Fessina sul Carricante: si stanno infatti esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del “Principe del vulcano” nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

 Milo, incantevole terrazza sulla sottostante costa jonica, è un altro cuore pulsante di Tenuta di Fessina, da dove si produce Carricante in purezza da vigneti di un secolo d’età per l’ Etna DOC Bianco Superiore Il MUSMECI. Milo nasce sulla frana vulcanica precipitata nel mare oltre 10.000/15.000 anni fa: i terreni scuri di Milo sono costituiti da una miscela di detriti con molti strati differenziati, prodotti del disfacimento del vulcano e fonte di una ricchezza straordinaria come nutrimento della vite. Allevato anch’esso ad alberello, il Carricante ha un’ elevata acidità fissa che lo rende adatto all’affinamento in legno e alla conservazione nel tempo. Come vuole la migliore tradizione etnea per questa varietà a bacca bianca, la fermentazione del cru di Carricante di Fessina Il Musmeci  avviene direttamente in botte grande, per 9 mesi.

 ERSE, Etna DOC, bianco d’entrata della batteria di Fessina, omonimo del Rosso base, è la versione vinificata un acciaio del Carricante, unito per un 20% a Minnella e Catarratto, uve indigene etnee dei vigneti aziendali a Rovittello. Nel nuovo Etna DOC Bianco di Fessina l’intervento del Catarratto e della Minnella integra l’apparato aromatico. Il frutto e la fragranza esaltano le meravigliose emozioni che dona il Carricante, così sapido e dall’acidità inconfondibile. Erse Bianco è, intenzionalmente, un vino fresco, giovane, diretto, dalla grande bevibilità e l’impronta minerale evidente. Nasce da un blend di Carricante proveniente da Milo e Santa Maria di Licodìa.

 ERO, DOC Sicilia, è un Nero d’Avola in purezza. Una sfida per noi, nuovi produttori siciliani con possedimenti sull’Etna, decidere di produrre un Nero d’Avola, varietà abusata in anni di vini siciliani marmellatosi e sovrabbondanti. Ero è un vino semplice, intenzionalmente semplice, ma dal frutto e la spezia evidenti. Un Nero d’Avola in purezza proveniente dalla patria di questo antico vitigno dalle origini oscure, la Val di Noto, che ritrova la sua vera natura, la bevibilità e la polpa.

Feb
24

L’Impossibilità, come il Vino

Eccita l’Uomo che l’assapora;

La Possibilità è insipida

Aggiungi una pur pallida

Traccia di Rischio

E nel Sorso di prima

Un incantesimo produce l’ingrediente

Certo come una Condanna

Emily Dickinson – L’Impossibilità, come il Vino

 Grazie alla gentile collaborazione dell‘ONAV Firenze e all’attenzione sempre sensibile che ci riserva il sig. Carlo Consonni, si è svolta un’interessante serata dedicata ai vini dell’Etna, tra cui Tenuta di Fessina, in compagnia di altre prestigiose cantine della Montagna di Fuoco.

Per Fessina, l’inviata Gianna Viviani, sommelier AIS, racconta la sua esperienza all’Albergaccio del Machiavelli a Sant’Andrea in Percussina,  San Casciano Val di Pesa (FI). Nelle sue parole, l’incontro con la vitalità e la mutevolezza del vino, affascinante come l’incontro con un altro essere umano, proprio come  suggerisce Mario Soldati. Ingrediente certo, l’arricchimento di entrambi, il vino e l’uomo.

Degustazione ONAV delegazione Toscana  – I vini dell’Etna  12 febbraio 2014.

La serata è stata fortemente voluta da Filippo Paoletti, enologo che segue varie aziende nella zona di Montalcino, nonché delegato ONAV della sezione di Firenze.  L’ Onav è un’organizzazione no-profit  avente  scopo di “rendere più attento il produttore e più consapevole il consumatore”; offre un corso per diventare Assaggiatore Vino,  seguito e supportato non solo da professionisti del settore e produttori di vino, ma anche da chi nel vino ha trovato un interesse, una passione e la voglia di far conoscere.

La zona etnea risponde al mercato del vino con prodotti unici, il territorio ha una storia importante alla quale non si sfugge, il terreno è formato da uno o più tipi di lava con età diverse e da materiali eruttivi, il clima nella zona pedemontana  è più fresco e più ventilato, le temperature vicine allo zero e quelle massime non sono mai troppo elevate rispetto al resto del territorio siciliano.

I vini in degustazione di Tenuta di Fessina:

Erse bianco 2012,  Etna DOC, uve  Carricante, Minnella e Catarratto, Note floreali e piccoli frutti, freschezza di  giovane vino. Una salinità presente,  nel bicchiere  un’ eco:  bevi e lui risponde e ne bevi ancora. Erse Bianco è divertente, semplice e pulito.

Erse 2012 bianco conduce alle origini, alle uve, alle mani  pazienti sugli alberelli, fotografia di lava come crosta di pane, racconta del sole che salva dalle giornate fredde, della “muntagna” che non rende impossibile l’estate, di un luogo difficile che divora i giorni e non ti dà niente se non diventi suddito del suo regno,  richiede impegno, costanza e passi lenti. Figlio di un amore silenzioso, essenza di un bel portamento, lascia il ricordo dei nonni sui muretti dei palmenti, quando l’orizzonte si fa di luce dorata e la musica della notte ingentilisce le temperature e gli occhi. Porta dentro una storia ricca ed intensa, su gambe ignude, magre, nervose sotto pantaloni corti e, nonostante questa gioventù – tengo a sottolinearlo -,  al naso e in bocca vive: elegante. Erse bacia la mano della Sua Sicilia, la tiene stretta, e sa essere attuale.

Il Musmeci 2008, Etna DOC, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, cru della Tenuta di Fessina, la bellezza nella storia del suo nome, Musmeci famiglia,  il sig. Musmeci custode delle vigne. Questo vino è a lui dedicato. Uve dalle coltivazioni più antiche, abbraccia le emozioni, persistente e con un bel finale; i tannini ci sono, raffinati, e i sentori sono evoluti. Il rosso è posato, ma  vivo.

Un vino che ti fa riposare e rallentare il passo, versato nel vetro non  esaurisce al primo sorso, no, nel primo sorso inizia la conversazione: lo fai sostare in bocca un po’ di più, in giri di lancetta d’orologio forse non necessari, tra le boccate di una sigaretta fumata alla pelle del dito, sputando il filo di tabacco che ti resta sulla lingua. Un linguaggio di poche parole, un sorriso accennato, saggio, uno scuotere la testa come a dire: “ci siamo vero?”. Sì Musmeci, carissimo  padre della vigna, c’è quel che ci deve essere, la tua terra, la terra che vorremmo avere addosso come la pelle. Quel cono alto che vomita arance infuocate,  tiene attenti e premurosi verso una natura che ci vuole suoi, ma non servi. Un vino che ha classe, riconosce, svela e rispetta le sue origini.

La Tenuta di Fessina ha scommesso nel 2007 ed offre al consumatore la Sicilia che desidera splendere sotto gli occhi di tutti”.

Gianna Viviani

Gianna Viviani.

Il vino una passione di anni fa, lasciata, poi ripresa. Diventare sommelier AIS nel 2013 è stato come raccogliere le idee per portarle avanti con immagini e sensibilità,   in una realtà dove il tratto del cuore viene oscurato, il vino è “speranza”. (cit. Lucy Van Pelt)

 

 

 

 

 

 

Feb
16

“Gli alberi fioriscono perché non possono parlare”
Franco Arminio


Il prossimo 5 maggio Eataly Torino offrirà a Tenuta di Fessina una splendida occasione per raccontare lo straordinario territorio da cui nascono i nostri vini, l’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa proclamato nel 2013 Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco.

La Montagna di Fuoco è un luogo particolare, che riconduce alla nostra dimensione. Una montagna che cambia tutti i giorni, come noi. Tutti i giorni esce un po’ di cenere, un po’ di polvere, qualche sbuffata di fumo. Ed il paesaggio muta visibilmente. Questo fumo apporta nuova terra alla montagna, che cresce, si rigenera.

Tenuta di Fessina è un progetto emozionale, che nasce sulla scia di un innamoramento per questa terra ricca di contrasti. Al centro del vigneto, un vero scrigno: un palmento del Settecento in pietra lavica, con l’antica “chianca” – torchio per la pressatura delle vinacce – ancora intatta. I’ vigne di Fessina, come la gente di queste terre chiama da sempre la tenuta di Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia, raccontano bene la cura e l’amore con cui sono state coltivate e conservate dai precedenti proprietari, a cui è stato dedicato, come forma di ringraziamento per non aver mandato in fumo i vigneti sull’Etna, il cru di Nerello Mascalese Il Musmeci, ETNA DOC Rosso. A colpo d’occhio, Fessina appare come un vero giardino dai frutti d’oro o un bosco nano di brillanti chiome verdi spettinate dal vento nutriente del vulcano, incastonato tra due fertilissime colate laviche, con alberelli centenari avvitati su se stessi ed espressivi come sculture naturali. Impossibile non innamorarsene a prima vista.

A Torino saranno degustati i seguenti nostri vini, frutto di varietà indigene etnee.

ERSE 2012, Etna DOC Rosso d’entrata di Fessina, nato da un blend di Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese, è la fotografia del vigneto tradizionale etneo, l’ Etna DOC più fragrante della nostra azienda, dedicato alla dea greca della rugiada. Un “vino del mattino” per il frutto spiccato e la piacevole freschezza, prodotto da un vigneto esposto ad est, perciò al riparo dalla calura del pomeriggio. Eleganza e forte territorialità le due doti principali. Corposo e setoso, appaga il gusto di chi ricerchi un vino quotidiano con l’allungo dei Nerelli e un’ immediata godibilità.

LAENEO 2012, DOC Sicilia, autentica rarità dell’Etna. Prodotto da alberelli di Nerello Cappuccio in purezza – Fessina è una delle poche aziende produttrici etnee che hanno raccolto la sfida di vinificare il Nerello Cappuccio al 100% – , può essere considerato un vino “didascalico” per le intenzioni con le quali è stato prodotto, ossia verificare l’apporto di questa varietà all’Etna DOC, nel quale si trova in compagnia del Nerello Mascalese. Il Cappuccio apporta all’Etna DOC la spezia e il colore, perciò Laeneo è intrigante, oltre che per la succosità nutrita di note ematiche, per la propria suadenza aromatica. Il Nerello Cappuccio di Fessina è goloso, pepato.

– una verticale del nostro cru di Nerello Mascalese IL MUSMECI, annate 2008 e 2009, attraverso le quali esporre la filosofia di Tenuta di Fessina, impegnata nel realizzare, con onestà, prodotti che raccontino il territorio e i diversi andamenti climatici che lo hanno interessato durante le varie vendemmie. Nel bicchiere, noteremo le differenze evidenti tra le due raccolte: un 2008 frutto di un’annata splendida, un vino equilibrato e ricco, mentre il 2009 è più austero e sottile, a causa dell’annata più complicata che ha caratterizzato tutta l’Etna. Entrambi espressioni di diverse anime del Mascalese, che ci auguriamo possano stupire per la netta personalità. Il Musmeci Rosso è il nostro Rosso più rappresentativo, recante anche in etichetta l’anima di Fessina, l’antico palmento del Settecento in pietra lavica. Prodotto a Rovittello, a 670 mt slm nel versante settentrionale del vulcano, da una selezione degli alberelli di Nerello Mascalese più vecchi, centenari, è la più impegnativa espressione dell’Etna DOC Rosso di Tenuta di Fessina. Maturato in tonneaux e grandi botti da 35 hl, è un vino elegante, longevo, dalla grande freschezza e il carattere austero. Il Musmeci è stato definito un “Barolo dell’Etna” per il rigore e la finezza che lo contraddistinguono. Premiato dalle principali Guide ai vini d’Italia sin dalla prima annata, il 2007, ambisce a trarre il meglio da questa terra, con il rigore e il rispetto che l’Etna richiede.

– una chicca a chiudere la degustazione di Eataly Torino, il nostro nuovo cru di Carricante, in uscita sul mercato ad aprile. IL MUSMECI BIANCO 2012, Etna DOC Bianco Superiore, proveviente da Milo, circa mille mt slm, condivide col cru A’ Puddara il vitigno principale d’origine e la provenienza, il versante sud dell’Etna, dove i vini vengono prodotti da vecchi alberelli, e si fa portavoce del progetto di Fessina sul Carricante: si stanno infatti esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del “Principe del vulcano” nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

Eataly Torino si trova in via Nizza, 230 int. 14 (di fronte a “8 Gallery”) zona Torino Lingotto.

www.torino.eataly.it