Call us toll free:
Top notch Multipurpose WordPress Theme!
Mar
18

“Il fatto di credere intensamente in un obiettivo è una delle forze più potenti sulla terra”.

Zig Ziglar

Il nuovo Etna DOC Bianco ERSE, annata 2012, uscito sul mercato a settembre 2013, è già terminato. Le scorte di cantina, 6.500 bottiglie di questo blend di Carricante, Minnella e Catarratto, hanno fatto presto ad essere vendute.

Ma dopo ogni traguardo ce n’è sempre un altro. Tenuta di Fessina è già tesa oltre la siepe: ad aprile uscirà di cantina, dopo 9 mesi di botte grande, e altrettanti di acciaio e bottiglia,  il Musmeci Bianco, Etna DOC Superiore prodotto a Milo, cru di Carricante.

La proposta di Erse Bianco ha inaugurato il progetto sul Carricante. Con Tenuta di Fessina, infatti, si stanno esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del cosiddetto Principe del vulcano nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

Individuato il versante nord dell’Etna per la coltivazione dei vitigni a bacca rossa,  a Rovittello, per la coltivazione  del Carricante è  stato prescelto il lato sud-ovest del vulcano, con vigne allevate ad alberello nei Comuni di Santa Maria di Licodìa e Milo, da cui nascono i cru A’ Puddara e Il Musmeci Bianco.

Sull’Etna, per destino, i vari vigneti danno vini molto diversi, generati da suoli e microambienti talmente particolari da renderli unici. Milo nasce sulla frana vulcanica precipitata nel mare oltre 10.000/15.000 anni fa: i terreni scuri di Milo sono costituiti da una miscela di detriti con molti strati differenziati, prodotti del disfacimento del vulcano e fonte di una ricchezza straordinaria come nutrimento della vite. Allevato ad alberello, il Carricante ha un’ elevata acidità fissa che lo rende adatto all’affinamento in legno e alla conservazione nel tempo. Come vuole la migliore tradizione etnea per questa varietà a bacca bianca, la fermentazione del cru di Carricante di Tenuta di Fessina avviene in botte grande.

In attesa del prossimo imbottigliamento di ERSE Bianco, previsto a giugno 2014, saluteremo a breve l’arrivo del nuovo cru di Carricante, che sembra possedere tutte le carte in regola per conservare la reputazione di eccellenza che Tenuta di Fessina si è guadagnata negli anni con i propri progetti. Il Musmeci Bianco, ne siamo certi, saprà appagare la sete di Carricante!

Questa la prima recensione raccolta dal Musmeci Bianco:

Il Musmeci Etna Bianco Superiore Tenuta di Fessina 2012_ Contrada Milo quindi eleganza diffusa e sussurrata, ribes bianco e camemoro, salvia, salsedine e mandarino, bocca carezzevole e incalzante ancora avvolta in un guscio ma dentro rugge aspettando il suo momento. 90+(Andrea Gori, gennaio 2014)

Mar
18

_Nerello Mascalese_

“E’ terra la sostanza del mio dire
E’ terra di quella calpestata
E’ terra secca spaccata nel suo buco
E’ terra conquistata da una terra
Invisibile che si fa impasto d’amore…”
M. Gualtieri, Senza polvere, senza peso, Einaudi, Torino 2006

Si avvicina l’edizione 2014 del Vinitaly.

Tenuta di Fessina sarà presente alla grande fiera del vino di Verona dal 6 al 9 aprile presso lo stand 98 G del Padiglione Sicilia.

In degustazione a Verona, l’intera produzione di Tenuta di Fessina: dal “cru” di Nerello Mascalese IL MUSMECI, annate 2008 e 2009, prodotto dalle viti centenarie allevate in Contrada Rovittello, vino di austera profondità, all’Etna DOC ERSE 2012, fotografia del vigneto tradizionale etneo, con la tipicità del territorio e delle varietà locali.

In assaggio a Verona anche il Nerello Cappuccio in purezza LAENEO 2012, fragrante rarità dell’Etna.

In anteprima al Vinitaly, l’annata 2012 di A’ PUDDARA, Etna Bianco DOC da Carricante in purezza, vino di grande acidità, dal profilo tagliente e preciso come sono i suoli da cui è originato, a 1000 metri slm, a Santa Maria di Licodìa, versante sud del vulcano, da cui nascono anche le due nuove etichette di Etna DOC Bianco: ERSE Bianco, blend di Carricante, Minnella e Catarratto, e il cru prodotto a Milo IL MUSMECI BIANCO, Etna DOC Superiore, entrambi vendemmia 2012.

Dai vigneti di Fessina in Val di Noto nasce ERO 2012, DOC Sicilia Nero d’Avola,  rosso di intensa articolazione aromatica, giocato tutto in levare, dalla voluta semplicità. 

Il progetto nella Tenuta di Fessina, in Contrada Rovittello (Comune di Castiglione di Sicilia),  aspira a realizzare un percorso alla ricerca di qualcosa di nuovo, dare una nuova interpretazione ai vini siciliani. L’eleganza come obiettivo decisivo, come stile. Il protagonista assoluto il territorio, la Sicilia, con la sua terra ed i suoi vigneti, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati.

Un progetto emozionale, Tenuta di Fessina, che vuol contribuire alla rinascita dei vini siciliani poetici e lirici, con l’aspirazione a divenire un classico dell’Etna.

Mar
17

PREVIEW VINITALY 2014.
Our CARRICANTE 2012 vintage, the voice of Etna Bianco.

A’ PUDDARA  is a Carricante cru wine for a White Etna DOC and is a due homage to Sicily. It is dedicated to the stars that can be sighted from the sea over the peak of the volcano during summer, the Pleiades, called in local dialect “A’ Puddara”, the “mother hen”. It is a rigourous and well-defined wine, like the peak of the Mountain silhouetted in the dark.Thanks to the rediscovery of the potentiality of a second lead in the main Etnean vines, Tenuta di Fessina proves able to produce great white wines, which are fully expressed through the territory and the human intervention, that is not invasive, but respectful of its land and generating traditions. A’ Puddara completely ferments in large barrels, according to the ancient Etnean custom for the production of Carricante. This wine is made in Santa Maria di Licodìa, on the Southern side of mount Etna, 900 m asl. It is a true mountain wine, which is able to combine the perpetual snow of the top and the volcano flames, thanks to its paleness and its flavour, its freshness and its hidden smoky touch. A wonderful synthesis of the fire Mountain, which allowed Tenuta di Fessina to be praised by Italian and international wine experts since its first year on the market, the 2009 vintage.

White IL MUSMECI and White ERSE, the newborns. They are both Etna DOC and they share with A’ Puddara cru wine the main vine and their origin, the Southern side of Mount Etna, where wines are produced from old trees, which tell about the Fessina project for Carricante: in addition to the Nerello Mascarese, the potentiality of another Etnean native vine is being esplored, the Carricante, white berried grape, which has always been considered as a “luxury component” of the “volcano Prince”, in the Etna DOC traditional grape blend, for its exceptional freshness and longevity. Fessina aims at testing the results that can be reached working with natives on different sides of the Mount Etna.

Milo, an enchanting terrace of the Ionian coast, is a second beating heart of Tenuta di Fessina. Pure Carricante is produced here, from a hundred-year-old vine, for the Superior White Etna DOC Il MUSMECI. Milo is built on a volcanic landslide which fell in the sea over 10 – 15 thousand years ago: Milo’s dark soil is made of a mixture of debris on many different layers, coming from the crumbled parts of the volcano. This is an extraordinary source of nutrition for vines. Carricante, bred to tree, has a high fixed acidity, which makes it suitable for aging in wood and for a long preservation. According to the best Etnean tradition for this white-berried variety, Fessina Il Musmeci Carricante cru wine is directly fermented in large barrels for 9 months.

ERSE, Etna DOC, new entry of the Fessina range, has the same name as the base Red and it is a Carricante version vinified in steel, with 20% blend of Minnella and Catarratto, native Etnean vines from the owners’ vineyards in Rovittello. In the new Fessina White Etna DOC, Catarratto and Minnella integrate the aromatic structure. Its fruity taste and fragrance enhance the wonderful emotions given by the Carricante wine, with its savouriness and unique acidity. White Erse is intended to be a fresh, young, direct and highly drinkable wine, with an evident mineral taste. It is made from a blend of Carricante coming from Milo and Santa Maria di Licodìa.

Tenuta di Fessina

Padiglione Sicilia, stand 98 G. 

 

Anteprima Vinitaly 2014.

Carricante vendemmia 2012, voce dell’Etna Bianco. 

A’ PUDDARA è un cru di Carricante per un Etna DOC Bianco che è un doveroso omaggio alla Sicilia. Dedicato alle stelle che si avvistano dal mare sulla vetta del vulcano in estate, le Pleiadi, dette in  dialetto “A’ Puddara”, la chioccia, è un vino rigoroso e delineato come la cima della Montagna che si staglia nella notte. Riscoprendo le potenzialità di un comprimario dei vitigni principali dell’Etna, Tenuta di Fessina si rivela capace di regalare grandi bianchi dove il territorio e la mano dell’uomo, non invasiva ma rispettosa della terra e delle tradizioni da cui cresce, consentono la piena espressione. A’ Puddara fermenta interamente in botte grande, come da antica consuetudine etnea per la vinificazione del Carricante. Prodotto a Santa Maria di Licodìa, versante sud dell’Etna, a 900 metri slm, è un autentico vino di montagna, in grado di coniugare, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e le fiamme del vulcano. Una splendida sintesi della Montagna di fuoco, che ha consentito a Tenuta di Fessina di raccogliere i principali riconoscimenti del mondo del vino italiano e internazionale sin dalla prima annata sul mercato, la vendemmia 2009.

IL MUSMECI Bianco ed ERSE Bianco, ultimi due nati, entrambi Etna DOC che condividono col cru A’ Puddara il vitigno principale d’origine e la provenienza, il versante sud dell’Etna, dove i vini vengono prodotti da vecchi alberelli, si fanno portavoce del progetto di Fessina sul Carricante: si stanno infatti esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del “Principe del vulcano” nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

Milo, incantevole terrazza sulla sottostante costa jonica, è un altro cuore pulsante di Tenuta di Fessina, da dove si produce Carricante in purezza da vigneti di un secolo d’età per l’ Etna DOC Bianco Superiore Il MUSMECI. Milo nasce sulla frana vulcanica precipitata nel mare oltre 10.000/15.000 anni fa: i terreni scuri di Milo sono costituiti da una miscela di detriti con molti strati differenziati, prodotti del disfacimento del vulcano e fonte di una ricchezza straordinaria come nutrimento della vite. Allevato anch’esso ad alberello, il Carricante ha un’ elevata acidità fissa che lo rende adatto all’affinamento in legno e alla conservazione nel tempo. Come vuole la migliore tradizione etnea per questa varietà a bacca bianca, la fermentazione del cru di Carricante di Fessina Il Musmeci  avviene direttamente in botte grande, per 9 mesi.

ERSE, Etna DOC, bianco d’entrata della batteria di Fessina, omonimo del Rosso base, è la versione vinificata un acciaio del Carricante, unito per un 20% a Minnella e Catarratto, uve indigene etnee dei vigneti aziendali a Rovittello. Nel nuovo Etna DOC Bianco di Fessina l’intervento del Catarratto e della Minnella integra l’apparato aromatico. Il frutto e la fragranza esaltano le meravigliose emozioni che dona il Carricante, così sapido e dall’acidità inconfondibile. Erse Bianco è, intenzionalmente, un vino fresco, giovane, diretto, dalla grande bevibilità e l’impronta minerale evidente. Nasce da un blend di Carricante proveniente da Milo e Santa Maria di Licodìa.

 

Mar
15

 

International Wine Cellar, March/April 2014

In “The Wines of Southern Italy,Ian D’Agata reviews wines from southern Italy, which he calls, “an increasingly interesting place for wine lovers to visit, virtually or in person,” and despite some considerations, “there’s lots to cheer in southern Italian wines today. Simply put, beginning with the 21st century, things have never been better.”

Included in D’Agata’s reviews:

TENUTA DI FESSINA Erse Etna Rosso 2011 – 91 points
“Bright medium red. Perfumed aromas of flinty raspberry, red plum, violet and licorice, plus a hint of smoke. Not especially fleshy but displays lovely inner-mouth perfume and energy, with captivatingly fresh red berry and cherry flavors. This very young, pure, unoaked wine relies more on its acidity than on its tannins for structure but has mesmerizing balance. Drink it slightly chilled; with its aromatic complexity, this will pair well with many spicy dishes. A knockout!”

TENUTA DI FESSINA Erse Etna Bianco 2012 – 88 points
“Bright yellow. Perfumed notes of flowers, vanilla and flint complement ripe banana and pear on the nose. Rich and dense but with lively acidity giving lift to the ripe tropical fruit and smoky stone fruit flavors. Finishes big and almost creamy, with a lemony undertone. A good wine, but I prefer my Carricante wines more crisp, minerally and lemony.”

Mar
14

Chez Bruce, London, Stella Michelin.

ERSE 2012, Etna DOC Bianco, Carricante, Minnella, Catarratto 

“Etna white brings and merges together, in its pallor and its aroma, in its freshness and in its hidden smoky vein, the perennial shows of the mountain top and the fire of the volcano”.

(By Mario Soldati, “Vino al vino”)

ERSE, Etna DOC.

Our  centennial vineyards stretch across the sloping  fields of Milo and Santa Maria di Licodia, between Mt Etna top and the Ionian Sea.  From their bush-trained vines the Doc Etna Bianco ERSE is produced, blending Carricante with indigenous grape varieties such as Minnella and Catarratto.  ERSE, vinified in stainless steel tanks, is our interpretation of a variety which has been considered for a long time a “deluxe” minor wine grape, due to its remarkable characteristics of freshness and longevity.

Mar
13

 

From 1/14 MEININGER’S WBI. REGIONAL ANALYSIS.

SICILY’S RAPID EXPANSION

 As Sicily establishes itself in the international wine trade, quality is rising, indigenous varieties are fl ourishing, and more people are moving in. But there are challenges to overcome, including the cost of production and logistics, says Michèle Shah.

“(…) Nerello Mascalese can be found on the unique volcanic slopes of Etna. Its terraced vineyards of ancient bush-trained vines produce wines of depth and fi nesse characterised by minerality and elegance. Top bottlings of Etna Rosso DOC are made from Nerello Mascalese and Nerello Cappuccio, while Etna Bianco DOC is made predominantly withCarricante grapes. The region’s main concern today is that of curtailing production to maintain its quality status and the ‘uniqueness’ it enjoys. From a mere handful of producers some 10 years ago, there are over 70 estates bottling and labelling wines today. Every Sicilian producer with a name wants a slice of Etna, which means Etna could lose some of its uniqueness.

Yet Etna wines are not for the mass-market and it is emerging linerie such as Tenuta di Fessina, a 70,000-bottle production established in 2007 in the commune of Castiglione di Sicilia at an altitude of 670 metres, owned by Tuscan producer Silvia Maestrelli and Piemonte-born agronomist Federico Curtaz that will show the way. Their philosophy, according to Maestrelli, is to seek a genuine expression of terroir by intense manual labour, keeping yields low and by respecting nature”.

WBI_ SICILY’S RAPID EXPANSION

Mar
11

“Doc Etna Bianco A’ Puddara 2010 – Tenuta di Fessina. Versante sud- Santa Maria Licodia. Carricante in purezza. Vino freschissimo, tagliente, intenso al naso con fiori bianchi e macchia mediterranea. Uno degli affreschi dell’Etna più belli.  Costo: 23 euro”.

“(…) Alla orizzontale condotta da Francesca Ciancio che ha aperto Sorsi dell’Etna 2014 a Villa Igiea, a Palermo, e che ha visto protagonisti dodici bianchi annata 2010 , è emerso l’affresco poliedrico di un Etna che non si lascia imbrigliare sotto un unico stile, troppe variabili geografiche e anche umane in gioco, che fanno a tutto tondo la sua ricchezza, verrebbe da dire, vertiginosa. Ma c’è la forgia del territorio che marca a fondo queste espressioni, facendole emergere con i tratti della forte mineralità e sapidità, della verticalità, della freschezza e con una vita consegnata al tempo.” (Cronache di gusto, 10.03.2014, I bianchi del vulcano, l’orizzontale di Sorsi dell’Etna)

Mar
07
“L’Etna è un’opera di fantasia creativa, non un semplice monte”
Maria Corti

Una splendida iniziativa si terrà sull’Etna giovedì 13 marzo 2014: grazie alle capacità creative ed organizzative di Valeria Carastro e la forte volontà di promuovere questo territorio unico presso un pubblico sempre più ampio da parte di Etna Wine Lab, la prossima settimana prenderà avvio un progetto davvero interessante, al quale Tenuta di Fessina ha il grande piacere di partecipare. Un Grand Tour in miniatura, condotto attraverso la suggestiva Circumetnea, sulla colorata e tradizionale littorina. Un modo particolare e affascinante di avvicinarsi all’Etna: 110 chilometri di binari da Catania Borgo a Riposto, l’antico porto dove si raccoglievano vini, arance, mandorle destinate via nave a raggiungere i mercati del Nord. “Un viaggio straordinario tra aranceti, vigne, colate laviche, paesi che sembrano greggi al pascolo sulle pendici del vulcano”, come ha scritto il giornalista Sergio Miravalle sulla Stampa di qualche tempo fa.


Esistono infatti pochi luoghi al mondo come l’Etna.Il mito vi ha attecchito in maniera indelebile, conservando una magia che l’Etna continua ad esercitare sull’uomo da millenni. Da sempre, la montagna vivente ha ispirato leggende, favole, poeti, storici, filosofi. Ed attratto, da tempo immemore, viaggiatori da ogni parte del mondo. Nel Settecento, la moda del Grand Tour ha portato sull’Etna, alla ricerca di un mito estetico tipicamente mediterraneo, intellettuali del calibro di Johann Wolfgang von Goethe, Guy de Maupassant, Jean Houel, delle cui peregrinazioni rimane traccia nei numerosi scritti che ci hanno tramandato. Tuttora, il grande cono che si erge maestoso dalla piana di Catania continua ad affascinare visitatori, che arrivano alle pendici dell’Etna in ogni stagione dell’anno, incantati dal vino che si produce sino a mille metri – ed oltre – di altitudine, su terrazzamenti in pietra lavica avvinti ai fianchi del Vulcano, ma altrettanto incuriositi dalla suggestione che questi luoghi emanano, così diversi e variegati a poche centinaia di metri di distanza. Questa straordinaria diversità offre uno spettacolo unico al mondo, in cui il patrimonio naturalistico si compone di elementi così diversi tra loro: alle varie quote si susseguono coste rocciose, macchie e garighe, terreni erbosi, foreste sempreverdi, boschi, deserti vulcanici. E vigneti. Terra di forti contrasti, modello dell’intero bacino mediterraneo, l’Etna è anche un immenso giardino da coltivare. I fertili terreni lavici, ricchi di importanti sostanze quali ferro, potassio, fosforo, calcio, la grande abbondanza di acque e le particolari caratteristiche geomorfologiche e climatiche di questa terra, hanno reso la campagna etnea una delle zone più ricche e preziose per la produzione di vino, sin dall’antichità.

I professionisti di Etna Wine Lab accompagneranno gli ospiti lungo un percorso straordinario fra storia, vino, gusto e cultura dell’Etna. La CIRCUMETNEA che abbraccia il vulcano e rivela gli antichi segreti del territorio sarà il nostro mezzo di trasporto per un’esperienza indimenticabile. Il programma della giornata è ricco di frammenti ricchi di contenuti e densi di autenticità. Il giorno 13 marzo i partecipanti incontreranno sei produttori: Tenuta di Fessina, Az. Franchetti, Az. Frank Cornelissen, Az. Irene Badalà, Az. Scirto, Az. Calcagno.

 

PROGRAMMA

Pick Up*

8:00 Sheraton Hotel
8:15 Piazza Europa, Caffè Epoca
8:30 Piazza Verga, Excelsior Hotel
8:40 Piazza Trento, NH Bellini
8:50 Via Etnea, Una Hotel
9:00 Partenza per Riposto
9.50 Partenza con la Circumetnea dalla stazione di Riposto

10.30 Rovittello. Azienda Tenuta di Fessina 
Visita guidata al vigneto, cantina e palmento. 
Lezione sui vini ed il territorio etneo con degustazione guidata di vini di tre produttori
Buffet a base di prodotti tipici 

14.30 Partenza con la CIRCUMETNEA

14.50 Passopisciaro. Azienda Franchetti
Visita al vigneto ed alla cantina
Degustazione guidata dei vini di tre produttori

16.30 Partenza per Catania (con il bus)
Il costo per l’intera giornata, incluso il trasporto, le pietanze, la lezione e le degustazioni è di €120.00
Si consiglia di indossare scarpe comode ed abbigliamento a strati. La prenotazione è obbligatoria.

Per prenotare: http://www.etnawinelab.com/tours via Eventbrite™

*Su richiesta è possibile effettuare altre fermate

Tenuta di Fessina è un progetto emozionale, che nasce sulla scia di un innamoramento di Silvia Maestrelli per questa terra ricca di contrasti. Nel 2007, in collaborazione con l’enologo Federico Curtaz, già agronomo di Gaja per venti anni,  la produttrice toscana acquista un vecchio vigneto di Nerello Mascalese risalente al secolo scorso.  Al centro del vigneto, un vero scrigno: un palmento del Settecento in pietra lavica, con l’antica “chianca” –  torchio per la pressatura delle vinacce – ancora intatta.

 

 

I’ vigne di Fessina, come la gente di queste terre chiama da sempre la tenuta di Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia, raccontano bene la cura e l’amore con cui sono state coltivate e conservate dai precedenti proprietari, a cui è stato dedicato, come forma di ringraziamento per non aver mandato in fumo i vigneti sull’Etna, il cru di Nerello Mascalese Il Musmeci, ETNA DOC Rosso. A colpo d’occhio, Fessina  appare  come un vero giardino dai frutti d’oro o un bosco nano di brillanti chiome verdi spettinate dal vento nutriente della Montagna di fuoco, incastonato tra due fertilissime colate laviche, con alberelli centenari avvitati su se stessi ed espressivi come sculture naturali. Impossibile non innamorarsene a prima vista.

 

Il cuore pulsante di Fessina si trova a 670 mt slm.  Le vigne – circa sette ettari –  sono situate tra due antiche sciare semicircolari, colate laviche del passato che isolano  il vigneto come i vecchi muri dei “clos” francesi, creando un microambiente unico.  I noccioleti si alternano alla vite, qualche pianta di olivo completa il puzzle agrario delle rasole, che ritagliano i terreni coltivabili ingabbiandoli in scuri muri di pietra lavica.

A Fessina si trovano ancora vecchi vigneti, prevalentemente piantati col metodo tradizionale ad antichissimo dell’alberello in quadro con alte densità di viti per ettaro e una produzione limitata di grappoli. Il vigneto è situato su una dorsale di terreno  poco profondo, nero, con un’ importante presenza di sabbia, ricco di piccole pomici e fini argille destrutturate.  Su questo terreno abbondano oligoelementi, ferro, potassio, calcio, fosforo, magnesio, manganese:  i vini ottenuti dalle uve prodotte su questi suoli sono in grado di stupire per la ricchezza e la complessità dei profumi accompagnati ad un’ interessante ed elegante struttura. Sia attraverso il profumo che attraverso il sapore, è percettibile la spiccata mineralità. A Rovittello l’inverno è rigido, con nevicate frequenti, la primavera è fresca e piovosa, l’estate calda e asciutta, un autunno lungo, tiepido, con un differenziale termico molto elevato tra la notte e il giorno. Vini “verticali”,  dalla netta acidità e il profilo definito.  A Fessina si pratica una viticultura fatta a mano, come si ritrova in Valtellina, nella Valle della Mosella, nella Valle del Reno, con pendenze che possono fortemente variare e diffusi terrazzamenti che sostengono autentiche perle rocciose: su queste piccole terrazze crescono Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante in prevalenza.  La coltivazione non è biologica, ma “consapevole”: ci sta solo quello di cui ha bisogno la vite.

 

Oggi in Sicilia si assiste alla rinascita del vini poetici e lirici, che raccontano con consapevolezza l’identità profonda di questa terra, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati, con l’eleganza come obiettivo decisivo. La verticalità, il rigore, alla base del nuovo stile che si sta affermando in tutto il mondo. Dall’Etna, dove,  per destino, i vari vigneti danno vini molto diversi, generati da suoli e microambienti talmente particolari da renderli unici.

Mar
07
«(…) in quei luoghi, dietro qualsiasi forestiero, mendicante o vagabondo, si sospettava un essere divino. Non era concepibile, prima di accoglierlo, domandare al visitatore chi fosse; solo dopo aver immaginato la sua origine divina ci si poteva abbassare a domande di carattere terreno, e questo si chiamava ospitalità; e per il medesimo motivo essa faceva parte delle pratiche e delle virtù più sacre. I greci dell’epoca omerica non conoscevano l’ ”ultimo degli uomini”! L’uomo era sempre il primo, cioè divino»
Cyprian Norwid nella sua introduzione all’ “Odissea”
L’appeal dei vini dell’Etna è determinato dalla storia, del territorio e delle persone, che emerge dal calice.

Della “montagna di fuoco” affascina l’ambivalenza, il calore e il nitore, di queste terre, immediatamente percepibili nel bicchiere. Il Principe Fabrizio del Gattopardo racconta la Sicilia come la terra dei forti contrasti: l’Etna, in particolare, sembra interpretare questo paradigma all’ennesima potenza. Fuor di misura nel paesaggio, sia nell’inferno attorno a Randazzo, ai piedi dello spaventoso vulcano prodigo di terremoti, piogge di fuoco e colate laviche, sia nella bellezza della baia di Taormina, a poca distanza dalla vetta, altrettanto foriera di ricchezza; fuor di misura nella capacità degli Etnei di convivere intimamente con un ambiente apparentemente ostile e difficile come la Muntagna, senza sentire l’esigenza di dominarlo, ma di partecipare empaticamente alla vita del vulcano, con rispetto, ostinazione e fiducia nelle inesauribili risorse di questo territorio realmente straordinario. Solo quando si è capaci di “seguire l’ordine della natura, la via della natura, il tempo della natura, il disegno della natura” , ossia solo quando si è capaci di adeguarsi alla corrente dei fenomeni naturali, considerando l’uomo non come qualcosa di alieno ed opposto ad essi, ma un’integrale caratteristica del processo del mondo, si riesce a sciogliere la contraddizione uomo-vulcano.
E Salvo Lo Castro, patron del nuovissimo Ristorante 3 D C a Linguaglossa, sembra incarnare alla perfezione questi elementi distintivi tutti etnei. Con trascinante entusiasmo e incrollabile fiducia nelle risorse di questa zona, è tornato nel luogo di nascita, intenzionato a valorizzare quanto possibile l’unicità della Muntagna. Un cittadino del mondo, dalle sfaccettate esperienze, eclettico, vulcanico, gentile e ostinato, desidera fermamente offrire a questo territorio una chance di affrancamento da quel destino di dimenticanza che, almeno fino a qualche anno, fa ha paradossalmente condizionato negativamente le attività di accoglienza e ristorazione in questo meraviglioso angolo della Trinacria orientale. Capace come pochi di stringere efficaci collaborazioni improntate alla qualità senza compromessi, ha messo a punto un interessante programma di promozione che riguarda non solo il suo bel locale di recentissima apertura, ma tutto il territorio. Lo sostengono in questa avventura, oltre al formidabile staff di sala e cucina, la moglie Alina e il fratello Valentino, dal sorriso coinvolgente e il calore tipico dei siciliani doc non appena si varca la soglia di Via Mareneve, che porta verso la pineta Ragabo e le stazioni sciistiche dell’Etna.

Salvo segue l’ “ordine della natura, la via della natura, il tempo della natura, il disegno della natura” nelle scelte rigorose che affronta costantemente selezionando personalmente i prodotti che andranno ad arricchire le tavole di 3 D C, con viva curiosità per autentiche perle gastronomiche provenienti da piccole aziende agricole locali e la sicurezza di offrire brand ormai attestati. Tutto rigorosamente born in Sicily. Segue la natura anche nello stile di accoglienza che si respira immediatamente nel suo ristorante-pizzeria: amabilità, senza traccia di artificio. Natura etnea. Ogni avventore, in omaggio a quel principio dell’antica cultura greca che qui ancora miracolosamente sopravvive, la xenia, è trattato come un dio. In Sicilia, l’ospitalità è davvero un modo per rendere l’ospite “membro temporaneo” della comunità che sta visitando, un’inclinazione spirituale tipica del mondo greco.

Con nostro grande piacere, i vini di Tenuta di Fessina accompagnano costantemente i piatti di Salvo, veri classici della cucina siciliana, intenzionalmente semplificati, in controtendenza rispetto a tante fumose rielaborazioni attuali, ma dal gusto moltiplicato all’infinito in virtù di ingredienti di primissima qualità e sistemi di cottura tradizionali – sempre acceso e scoppiettante il forno a legna che campeggia nella cucina a vista di 3 D C!

L’ambiente è sobrio e caldo, con due sale comunicati: una destinata alla ristorazione, con sette tavoli sette, dalla mise en place candida, essenziale, vivacizzata da cristalleria muticolor, immersi in una diffusa cantina che ricopre tutte le pareti del locale – e un efficiente wine-taste che distribuisce calici a mescita di ben 12 etichette -, e l’altra alla pizzeria, ambiente più semplice ma altrettanto ricercato nell’intenzione di proporre comunque enogastronomia di qualità per cene più facili e veloci. La carta delle miscele del caffè, ennesima chicca di questa nuova attività che ha tutte le carte in regola per rendere davvero giustizia a questo insieme di risorse, ambientali, culturali ed umane, che la Montagna di fuoco vanta.

In bocca al lupo a Salvo alla sua bella squadra, che dell’Etna tramandano con passione il calore il nitore!

 

INFO Ristorante Pizzeria 3DC GRADI

 Via Mareneve 73 – 95015 – Linguaglossa (CT)

Cell: 391 4832065 | E-mail: tredicigradisicily@gmail.com

www.3dcgradi.com

Mar
07

“Il popone fu messo in tavola e rotolò piano verso di me, una volta, due, verde nella forte scorza sottilmente intarsiata d’oro. Mi chinai ad annusarlo. ‘È lui’ dissi. E fu odore profondo non di lui solo; vecchio odore come vino del solitario inverno nelle montagne, dinanzi alla linea solitaria, e della sala da pranzo, piccola, col tetto basso, nella casa cantoniera”.
Da “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini

Il mal di Sicilia, quella seduzione del cuore evocata magnificamente da Vittorini, conversazione straripante nostalgia che ogni siciliano intrattiene senza sosta con la propria terra natia anche quando la vita lo ha portato lontano da quel “mondo grande e bello”, per quanto “offeso”, dà ancor più gusto alla cucina di Angelo Santo Nicosia, classe 1964, chef e patron del Ristorante torinese Al Garamond. Le origini siciliane traboccano dai piatti di questo raffinato locale nei pressi della Mole Antonelliana, in un felice matrimonio con la tradizione sabauda che sembra aprire ogni volta un nuovo capitolo di quel romanzo che ha nell’incontro tra il Sud e il Nord la sua affascinante trama. La madeleine di questa quête memoriale sono i colori e i profumi del Mediterraneo, abbinati ad una nutrita carta dei vini.

Pregiati cristalli e posate, candidi tavoli al lume di candela, toni ocra alle pareti, vetrate blu, mattoni a vista ai soffitti di questo palazzo ottocentesco di Via Pomba, rendono elegante un ambiente di per sé già accogliente: la sobrietà e il rigore  piemontesi, il calore e l’ospitalità della Sicilia.

Al Garamond la cartina dell’Italia appare piegata in due, e, mentre gli estremi coincidono, si mescolano tradizioni ed atmosfere.


Anche i vini etnei di Tenuta di Fessina ad arricchire presto questo invitante connubio. Saranno infatti in carta a breve, con nostro grande piacere, gli Etna DOC Bianco A’ Puddara 2012, cru prodotto a Santa Maria di Licodìa, ed ERSE Bianco 2012, blend di Carricante, Minnella e Catarratto.

Laeneo 2012, DOC Sicilia Nerello Cappuccio, a stuzzicare i palati più curiosi: autentica rarità dell’Etna, è prodotto da alberelli di Nerello Cappuccio in purezza – Fessina è una delle poche aziende produttrici etnee che hanno raccolto la sfida di vinificare il Nerello Cappuccio al 100% – e può essere considerato un vino “didascalico” per le intenzioni con le quali è stato prodotto, ossia verificare l’apporto di questa varietà all’Etna DOC, nel quale si trova in compagnia del Nerello Mascalese. Il Cappuccio apporta all’Etna DOC la spezia e il colore, perciò Laeneo è intrigante, oltre che per la succosità nutrita di note ematiche, per la propria suadenza aromatica. Oggi Laeneo vanta una propria cerchia di appassionati che attendono con curiosità l’uscita di ogni nuova annata. Il Nerello Cappuccio di Fessina è goloso, pepato e dalla beva irresistibile.

INFO Ristorante Al Garamond
10123 Torino (TO)
Via Pomba, 14
Tel. 011 8122781
www.algaramond.it