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Mag
08

_In partenza per Sicilia en primeur 2014! debora ph._

debora, grazie! 
“La gioventù è un’epoca adatta alle generose passioni …”

(Joseph Hergesheimer)

Strawberries cherries and an angel’s kiss in spring
My summer wine is really made from all these things…

Mag
08

_Swim ERSE Bianco 2012 vintage, Etna DOC, blend Carricante, Minnella, Catarratto_

“Happy. Just in my swim shorts, barefooted, wild-haired, in the red fire dark, singing, swigging wine, spitting, jumping, running—that’s the way to live”.
Jack Kerouac

Mag
06

_Winetour&tasting, Tenuta di Fessina. Anne &Peter from Australia. Natalie ph._

Dear Anne and Peter, 

Thanks for your visit to Tenuta di Fessina, we are honored! 
We hope that you retain a good memory of our estate of Mount Etna. 
Thanks again to Christian
:Silvia:
Mag
05

Agli alberi ci lega una sorta di fascinazione. Apparentemente immobili, sono soggetti a lunghe e lente, trasformazioni. Sulla loro superficie appaiono i segni di una vita nascosta, segreta. Creature resistenti al male e alla morte, divengono testimoni di un lungo tempo trascorso e in attesa di un tempo ancora da compiersi. Un po’ come noi umani.

A colpo d’occhio, Fessina appare come un bosco nano di brillanti chiome verdi spettinate dal vento nutriente del vulcano, incastonato tra due fertilissime colate laviche, con alberelli centenari avvitati su se stessi ed espressivi come sculture naturali. Un vero giardino dai frutti d’oro o una selva colma di tesori nascosti. Impossibile non innamorarsene a prima vista.

In questa stagione, nella quale i nostri alberelli centenari di Nerello Mascalese sono in pieno risveglio, raccontiamo Fessina attraverso il nostro vero patrimonio, le antiche viti dalle quali nascono i nostri vini. Potati da generazioni diverse, gli alberelli portano sulla corteccia la memoria dell’Etna, raccontano la capacità degli etnei di partecipare alla vita del vulcano, con rispetto, ostinazione e fiducia nelle inesauribili risorse di questo territorio realmente straordinario.   Si tratta di una capacità eccezionale, fuori di misura, come lo è l’intero territorio, di convivere intimamente con un ambiente apparentemente ostile e difficile come la Muntagna, senza sentire l’esigenza di dominarlo. Gli alberelli raccontano, senza parlare, questa forza straordinaria che ci incoraggia a proseguire con sempre maggior impegno. Gli alberi ci riempiono di doni, ossigeno, frutti, ombra, bellezza.

Gli alberelli sono allevati con un fusto centrale, dal quale si dipartono tre o quattro speroni corti rinnovati ogni anno per la produzione. Sono sorretti  un tutore di castagno a cui il tronco e la vegetazione annuale sono legati. La coltivazione è molto semplice. In inverno avvienela potatura e il ripristino dei pali di castagno usurati, in primavera la spollonatura che lascia 6/7 tralci, la pulizia dell’erba con piccole motozappe e la rifinitura a mano, il diradamento e una sfogliatura a luglio inoltrato.                 Gli alberelli sono sculture del tempo, potati da generazioni diverse: a volte sono forti ed eretti, a volte sono contorti e avvitati su se stessi.

A Fessina si pratica una viticultura fatta a mano, come si ritrova in Valtellina, nella Valle della Mosella, nella Valle del Reno, con pendenze che possono fortemente variare e diffusi terrazzamenti che sostengono autentiche perle rocciose: su queste piccole terrazze crescono Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante in prevalenza.  La coltivazione non è biologica, ma “consapevole”: ci sta solo quello di cui ha bisogno la vite.

 Camminare nelle nostre vigne calice alla mano arricchisce il sapore del nostro vino del gusto del rigore che occorre per misurarsi con la Montagna. I vini di Fessina rappresentano profondamente il territorio nel quale crescono: sono vini austeri – come è il clima, anche umano e culturale dell’Etna – ma generosi, con una grande eleganza, un corpo sottile e una personalità ben definita, caratteristiche che conferisce loro il particolare microclima di Fessina. Vini di montagna, a tutti gli effetti, realizzati da una viticultura fatta a mano, in ogni fase della filiera di produzione.

Tenuta di Fessina è un progetto emozionale. Acquistata nel 2007 dal precedente proprietario attraverso ben 12 atti notarili, segno dell’enorme parcellizzazione che l’Etna ha subito negli anni e che ancora oggi si riscontra fortemente, nasce sulla scia del mio innamoramento per questa terra ricca di contrasti. Al centro del vigneto, un vero scrigno: un palmento del Settecento in pietra lavica, con l’antica “chianca” – torchio per la pressatura delle vinacce – ancora intatta. I’ vigne di Fessina, come la gente di queste terre chiama da sempre la tenuta di Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia, a circa 700 metri slm, raccontano bene la cura e l’amore con cui sono state coltivate e conservate dai precedenti proprietari, a cui è stato dedicato, come forma di ringraziamento per non aver mandato in fumo i vigneti sull’Etna, il cru di Nerello Mascalese Il Musmeci, ETNA DOC Rosso. Il sig. Ignazio Musmeci, scomparso da poco tempo, portava sul volto la grazia rude di questa terra, un’eleganza e una gentilezza di altri tempi: il nostro Rosso più importante, Il Musmeci Rosso Riserva, intende rendere omaggio a questa innata signorilità di chi ha curato questi vigneti, senza lasciarli andare in malora, per quasi un secolo. Un amore per la terra, e la cultura di questa terra, che costituisce oggi la nostra vera grande ricchezza a Fessina.

Cantare le radici dell’Etna attraverso i nostri alberelli, intese come elemento fondamentale per contrastare il degrado in ogni sua forma, diventa perciò per noi un impegno quotidiano all’insegna del reciproco sostegno tra produttori etnei, per custodire secoli e secoli di storia.

L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa proclamato nel 2013 Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco,  è un luogo particolare, che riconduce alla nostra dimensione. Una montagna che cambia tutti i giorni, come noi. Tutti i giorni esce un po’ di cenere, un po’ di polvere, qualche sbuffata di fumo. Ed il paesaggio muta  visibilmente. Questo fumo apporta nuova terra alla montagna, che cresce, si rigenera.

Senza dubbio, le fiamme eruttate dal vulcano hanno prodotto nei millenni terribili devastazioni, distruggendo periodicamente vigneti, coltivazioni e abitazioni. D’altra parte,  le ceneri riversate sul suolo lo arricchiscono rendendolo fertile al punto che vigneti e terre coltivate  sono meravigliosamente rigogliosi.  I nostri vigneti si nutrono dunque tutti i giorni, crescendo dalla cenere vulcanica che apporta minerali e sostanze organiche quotidianamente.   Sono terreni molto scuri, in quanto  prodotti da lava raffreddata molto rapidamente. Hanno una tessitura sabbiosa leggerissima, quasi di cipria, e sono ricchi di sostanze organiche e di vetri vulcanici; hanno quindi una bassa densità apparente e riescono a trattenere acqua, limitando il dilavamento. Suoli fertilissimi, dunque. La fertilità è una caratteristica di tutti i terreni vulcanici, ricchi di potassio innanzitutto, ma pure di magnesio, sodio, zolfo.  Anche i suoli poveri di vetri vulcanici, che sono più o meno ricchi di silice, più o meno basici o acidi, apportano particolari caratteristiche alle uve.   Il suolo vulcanico agisce soprattutto sulla freschezza, sulla stabilità, sulla sapidità e la longevità dei vini.

L’Etna ha una grande fortuna, almeno tre o quattro vitigni autoctoni, principalmente il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio, il Carricante, la Minnella. Esistono ancora alcune impurità che derivano dalla storia, le uve “francise”. Dopo la crisi che ha colpito tutta l’Europa, dovuta alla fillossera, che ha combattuto la vite ferocemente, sono stati introdotti nuovi vitigni, che apparivano più sicuri, ma poi sono tornati a dominare i vecchi vitigni.  Dunque, sull’Etna, insieme ai vitigni autoctoni principali, compare ancora qualche “impurità”, tra cui Grenache, un po’ di Nero d’Avola qua e là, qualche Catarratto e qualche Grecanico.

La personalità del Nerello Mascalese è travolgente.  Il luogo d’origine del Nerello Mascalese è la piana di Mascali, alle falde dell’Etna, dove le citazioni confermano che questo vitigno si coltiva da almeno quattro secoli. Ha una grande vigoria vegetativa e produttiva. Sull’Etna trova condizioni di equilibrio dovute principalmente alla scarsa profondità dei terreni agrari, all’abbondante presenza di scheletro nella tessitura dei terreni, alle alte densità di piantagione, all’altitudine piuttosto notevole, oltre che alle pratiche colturali. La variabilità di maturazione, tra contrada e contrada – come vengono comunemente definite le zone – è molto alta.  Il Nerello Mascalese produce circa 70 q.li per ha. I tannini sono abbondanti, profondi, ed avvolgenti, gli aromi complessi.

Il Nerello Cappuccio è presente solo in Sicilia, chiamato anche Nerello mantellato. Dal Nerello Cappuccio, coltivato sull’Etna, si produce un vino che entra nell’uvaggio della DOC Etna Rosso con il Nerello Mascalese.

Il Carricante è un vitigno esclusivamente coltivato sull’Etna, si pensa originario della zona di Viagrande. Molto fertile e molto produttivo, ha grappolo grande e alato, apparentemente neutro sul piano aromatico. Produce vini all’elevata acidità fissa . Le uve della varietà Carricante, con l’invecchiamento, manifestano note complesse.

Con Tenuta di Fessina si stanno esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del cosiddetto Principe del vulcano nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

Individuato il versante nord dell’Etna per la coltivazione dei vitigni a bacca rossa,  a Rovittello, per la coltivazione  del Carricante è  stato prescelto il lato sud-ovest del vulcano, con vigne allevate ad alberello nei Comuni di Santa Maria di Licodìa e Milo, da cui nascono i cru A’ Puddara e Il Musmeci Bianco.

Mag
02

 

Presto in carta all’Enoteca del Chianti Classico del Mercato Centrale di Firenzehttp://www.mercatocentrale.it/mercato-centrale-firenze/, oltre 1200 etichette per circa 4000 bottiglie in degustazione e vendita ogni giorno – anche i vini di Tenuta di Fessina.

Selezionati da Luca Gardini, che curerà anche l’enoscuola fiorentina –http://enoscuola.it/ -, i cru A’ Puddara, Etna DOC Bianco 2012, Carricante in purezza, e Il Musmeci, Etna DOC Rosso 2008, cru di Nerello Mascalese.

 Guida  ”VIGNAIOLI E VINI D’ITALIA 2013“. Curata dal capo redattore del Corriere della Sera Luciano Ferraro e dal sommelier di fama internazionale Luca Gardini, racconta volti e storie di uomini e donne uniti da un denominatore comune: la passione per il vino e per la terra e la volontà di raggiungere l’eccellenza  attraverso un percorso di ricerca  di qualità e di rispetto delle tradizioni.

“Federico Curtaz e Silvia Maestrelli. TENUTA DI FESSINA
Ha ritrovato un po’ del suo Piemonte alle pendici dell’Etna, Federico Curtaz. Dopo aver lavorato come agrotecnico anche per Gaja, è diventato l’enologo di VILLA PETRIOLO, l’azienda di Silvia Maestrelli. Con lei e con l’imprenditore milanese Roberto Silva, marito di Silvia, ha fondato nel 2007 la Tenuta di Fessina. ‘La mia esperienza più profonda’, la descrive lui. ‘L’Etna è stato una folgorazione. Qui mi sento a casa’. 7 ettari di Nerello Mascalese con viti di oltre 80 anni, tra due antiche sciare disposte a semicerchio, con i segni di lava antica. Scrive Silvia: ‘ Guardo all’Etna come una figlia guarda a sua madre, che genera come un poeta’.

L’ETICHETTA. Etna Rosso DOC IL MUSMECI. 
Prima annata sul mercato la 2007 e immediatamente è stato un successo di pubblico e critica. Il Musmeci è un cru di circa 7 ettari posto ai piedi dell’Etna che custodisce vigne di oltre 80 anni di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio (minoritario nel blend). Molto elegante e quasi nordico, con note floreali ben in evidenza, al palato ha trama tannica dalla grana raffinata. Matura per venti mesi in botti grandi. Prezzo in enoteca: 35 euro.

ALTRI VINI CONSIGLIATI. Etna DOC Bianco A’ PUDDARA; IGT Nero d’Avola ERO”.


Apr
30

_Turi Caggegi ph, Etna_

Colui che crede in se stesso vive coi piedi fortemente poggiati sulle nuvole.

Ennio Flaiano, Taccuino del marziano, 1974 (postumo)

Apr
29

Il confronto con l’altro consente non solo di misurare, ma creare la propria diversità. Le identità non esistono al di fuori dello scambio, e tutelare la biodiversità culturale non significa chiudere ciascuna identità in un guscio, bensì metterle in rete. Conservative ma tutt’altro che statiche, le tradizioni alimentari e gastronomiche sono estremamente sensibili ai mutamenti, all’imitazione, alle influenze esterne. Ogni tradizione è il frutto – sempre provvisorio – di una serie di innovazioni e dell’assestamento che esse hanno indotto nella cultura che le ha accolte (…) Le identità culturali sono tanto più forti quanto più sono aperte all’esterno e inserite in vasti percosri di scambio, di incrocio, di contaminazione “

Da “Il mondo in cucina. Storia, identità, scambi”  a cura di Massimo Montanari, Laterza 2002

_Lola, Graziella, Anna Maria, Elisabetta e tutti gli amici di AIS Emilia, delegazione di Bologna, in visita a Tenuta di Fessina_ 

_Gli effetti benefici del Carricante A’ Puddara ;-) _

_Ricotta infornata_

_Bruschetta all’olio exatraverigine di oliva NEAI prodotto a Noto da Tenuta di Fessina, con origano selvatico raccolto il latitudine sull’Etna_

_Salsiccia  di Linguaglossa lavorata al ceppo e cotta alla brace_

_Arrusti e mangia, Maiale Nero dei Nebrodi. Ai fuochi, Egidio_

_ La pasta alla Norma di Graziella_

_ Il gusto del vino direttamente dove nasce_

_Etna DOC Rossi di Tenuta di Fessina., ERSE 2012 e IL MUSMECI 2008_

_AIS Bologna_

_Felix Wehrle ed i simpatici amici svizzeri_

_Condotti dalla brava Debora, la sommelier Mirai Tzuda e un winelover giapponese assaggiano il Nerello Mascalese  in vigna, tra gli alberelli centenari da cui nasce Il Musmeci Rosso_

_Guy, agente di vendita dell’importatore in UK di Fessina FortyFive10, e Diletta, addetto stampa Tenuta di Fessina_

 

Dedicata a tutti gli ospiti che hanno voluto visitare TENUTA DI FESSINA in questi giorni! A Lola GomarGraziella Rimondi e gli amici di AIS Bologna, Giuliano e Antonella, Felix e i deliziosi winelovers svizzeri, Guy e Chrissi, Debora e Cettina, Egidio e Graziella, Natalie, Mirai e i turisti giapponesi. A tutti tutti tutti!

“…il vino bianco è fresco e va giù bene come questo cielo grande su di noi”. 
Paolo Conte

Presentazione Tenuta Di Fessina 2014

Apr
28

_Splendida serata, in compagnia dell’Arch. Lucia Papa, allo stellato Ristorante Alice, al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo. I vini di Fessina presenti in carta!_

Il ristorante gourmet Alice è stato ufficialmente inaugurato venerdì 21 marzo, al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo. È un luogo elegante, dove design e cucina si incontrano, e nello stesso tempo semplice, come lo è la Chef Viviana Varese.

Viviana Varese nasce a Salerno da una famiglia di ristoratori il 21 luglio 1974 ed esordisce come pizzaiola a soli 7 anni. A 21 segue il primo stage al ristorante Mediterraneo di Piacenza dove affianca lo chef formatosi alla Cascina Rossa, storico locale del golfo di Napoli, e acquisisce le prime basi di cucina mediterranea e pasticceria. Segue lo stage con Gualtiero Marchesi, due Stelle Michelin, dal quale apprende l’organizzazione di un grande ristorante. Il suo debutto avviene il 29 maggio 1999: nasce Girasole il suo primo ristorante a Lodi.

Poi avviene l’incontro con Sandra Ciciriello che dà il via nel 2007 ad Alice. Nel ristorante di Milano arriva la prima Stella Michelin che premia una cucina il cui protagonista è soprattutto il pesce, scelto personalmente da Sandra, che è anche sommelier A.i.s. È Sandra ad accogliere i clienti di Alice, a scegliere e suggerire i giusti accostamenti tra i piatti e i migliori vini italiani e stranieri, oltre ad occuparsi della selezione delle materie prime: frutta, verdura e naturalmente pesce! Nel 2010 Viviana riceve il riconoscimento della guida di Identità Golose come Chef Donna dell’anno e Chef Emergente del Gambero Rosso.

Prendi la passione e la creatività dei piatti di Viviana, unisci il talento rabdomantico di Sandra nella scelta delle materie prime e vini di qualità et voilà: ottieni Alice!

Il ristorante gourmet Alice è al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo e si affaccia con una grande vetrata su Piazza XXV aprile ed è un luogo molto elegante dove design e cucina si incontrano e nello stesso tempo semplice, come lo è la chef Viviana Varese.

Alice ha 50 coperti in uno spazio di circa 200 mq, i tavoli firmati Riva 1920 sono in legno massello di briccola, pali recuperati dalla laguna di Venezia o realizzati in kauri millenario proveniente dalla Nuova Zelanda, disegnati da Renzo e Matteo Piano. Le sedie Tulip di Knoll del designer Eero Saarinen circondano i tavoli, dando un tocco di moderno alla sala. L’intero ambiente è illuminato da luci Iguzzini, costruite principalmente con alluminio riciclato e materiale plastico, le parti sono facilmente separabili e consentono una riciclabilità pari al 99%. Il cuore di Alice è ovviamente la cucina, rigorosamente a vista: una Molteni, il sogno di ogni grande chef.

Per Alice, Viviana e Sandra hanno scelto un arredamento ricercato e di design con l’utilizzo di materiali che rispettano la natura e l’ambiente.
L’originalità di Viviana e Sandra si esprime nell’invenzione del Social Table, un tavolo per 12 persone, dove si può cenare proprio davanti alla cucina con un menu e abbinamenti di vini a sorpresa, da condividere con persone sconosciute, infatti si potrà prenotare anche il singolo posto a sedere.

La cucina è per Viviana sinonimo di vita. Richiede passione, impegno, creatività, dedizione e umiltà.

Orari di apertura:
Pranzo: dalle ore 12,00 alle ore 14,30
Cena: dalle ore 19,00 alle ore 23,00

Telefono: +39 02 4949 7340″

 

 

Apr
27

_Abbinamento della domenica di Giorgio Mario Stucchi:  Tagliatelle al Crudo di Parma e Pecorino; Tenuta Di Fessina DOC Sicilia Nero d’Avola ERO 2012_

Apr
23

 

Campagna di sensibilizzazione contro la conservazione “a vita” delle bottiglie importanti. ;-)

Fonte: AIS Delegazione Catanzaro