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Lug
25

dal post in Dissapore sui migliori vini siciliani del 4 luglio 2014

Tenuta di Fessina
La riscoperta del territorio vinicolo siciliano posa gran parte delle sue fondamenta sul lavoro che è stato fatto sull’Etna, polmone viticolo di grande qualità. E dal fascino assoluto. Non a caso i grandi del vino siciliano come Planeta, Tasca, Firriato e recentemente Cusumano ne hanno acquistato decine di ettari. L’etna bianco e rosso di Fessina è puro manifesto delle potenzialità dell’Etna. Vini d’autore da non farsi sfuggire.

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Lug
25

“Per rinfrescarsi il tipico vino alla mandorla ghiacciato… e lo sguardo verso la baia” Read more!

Mag
30

Reduci dall’edizione 2014 di Sicilia en Primeur, svoltasi quest’anno nella suggestiva Isola di Vulcano e che ha portato anche a Tenuta di Fessina i più importanti giornalisti del mondo del vino, ecco i dieci motivi per cui amare la Sicilia.

“I 10 motivi perché la Sicilia Mi piace:

Che la Sicilia, un “continente”, per le sue tante “anime”, le sue storie antiche e la continua voglia di innovare, le realtà consolidate e quelle emergenti, dove vecchie e nuove generazioni ancora convivono, con tutti i suoi pregi e contraddizioni, sia una delle Regioni rampanti del vino italiano, i cui nettari sono sempre più apprezzati in tutto il mondo, è ormai un fatto.
Una nuova ed ultima conferma, ma solo in ordine di tempo perché di certo altre ce ne saranno, è arrivata quando, freschi di entusiasmo per il trionfo agli Oscar del capolavoro di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”, e dell’Italia in generale, WineNews ha pensato subito al vino italiano, al successo che ha nel mondo, e a quale fosse la sua “grande bellezza”. E lo ha chiesto, di recente, alle firme più prestigiose della stampa enoica internazionale (da The Wine Advocate a Wine Enthusiast, da JancisRobinson.com a Master of Wine e famosi wine writer …).
Il risultato? La Sicilia è una delle Regioni del vino italiano che, con Toscana e Piemonte, racconta meglio “La grande bellezza” dell’Italia del vino. Ma non è questo l’unico motivo, per cui quest’isola affascinante, complicata e divertente, mi piace.

1 – Perché guardando nel passato, vede sempre il suo futuro, in un “laboratorio” di soggetti privati e pubblici, studiosi ed importanti università, in cui si riscoprono antichi vitigni e si fanno rinascere con successo interi territori.
2 – Per la contaminazione che si riflette anche nei vini, tra autoctoni e internazionali che nel “continente siciliano (con le sue isole)” si incontrano per la gioia di chi ama i grandi vini.
3 – Per la stratificazione storica, dalla colonie greche all’abusivismo edilizio, passando per Bizantini, Arabi, Normanni, spagnoli, francesi …
4 – Perché le “grandi” cantine si alleano con le più piccole, grazie ad aziende “pioniere” che hanno fatto e fanno ancora oggi da apripista a tante altre realtà, non solo del vino, diventate di eccellenza.
5 – Per le tavolate con i prodotti che si prendono dal campo e si portano direttamente in tavola, preparati sul momento, dai pomodori ai capperi, dai pistacchi alle nocciole, ma anche per i “trionfi” di crudité e dolci siciliani.
7 – Perché vecchie e nuove generazioni fanno ancora le cose insieme, e i più anziani non si tirano mai indietro, ma anzi sostengono, le idee che partono da figli e nipoti (dall’attenzione alla sostenibilità al mondo della rete, solo per fare un esempio).
8 – Perché c’è il feudo antico ma anche il resort più moderno, conservati, restaurati, in entrambi i casi alla base del rilancio, insieme a molto altro, della Sicilia come una delle mete turistiche più importanti al mondo.
9 – Perché ci sono il mare ed il vulcano, sintesi estrema delle tante anime di questo “continente”, meglio ancora, dal punto di vista enologico, di quelle nuove, capaci in poco tempo di raggiungere un grande successo.
10 – Perché senza i suoi “mali” che, purtroppo, l’affliggono non sarebbe la Sicilia che “Mi piace” raccontare.

(Credit Alessandro Regoli, direttore WineNews)

 

Mag
29

“Il vino siciliano è cambiato tantissimo, così come il vino italiano in generale. In Sicilia, però c’è stato un processo più rapido che ha permesso di trovare un’identità fortemente legata al territorio. L’attenzione verso i vitigni autoctoni è partita proprio da qui, dall’Isola al centro del Meditterraneo, in primis con il Nero d’Avola e poi con il Nerello Mascalese. Questa tendenza ha avuto poi un effetto domino anche nelle altre regioni d’Italia”

(Monica Larner dall’intervista rilasciata a Cronache di gusto su Sicilia en Primeur)

Mag
21

Convegno “Etna Patrimonio Unesco: ambiente, legalità, pace”, in programma sabato 24 maggio, Giornata Europea dei Parchi 2014, nella sede del Parco dell’Etna, l’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi (via del Convento 45).

Mag
20

“Con il roast beef Fassina, Il Musmeci Etna bianco Doc 2012 oppure Valentina Cubi Iperico Valpolicella doc 2012??”
We wine better, Trimani

Nella Capitale, IL MUSMECI, Etna DOC Bianco Superiore di  Tenuta di Fessina, annata 2012, è distribuito da Trimani Vinai in Roma dal 1821

Trimani

 Via Goito, 20 – 00185 Roma tel. 06.446.9661 – email: info@trimani.com 

www.trimani.com

Mag
20

_L’accoglienza a Tenuta di Fessina, shabby chic. By Debora_

“…ascoltarne il profumo, anche diverso, al naso, poi in bocca. Il che dovrebbe avvenire per ogni cosa e fatto – sia della vita materiale, sia di quella spirituale (la scuola, i rapporti d’amore, le amicizie, le discussioni dialettiche, quant’altro) – che onorino la vita; anche – contro i ricchi più ricchi – la festeggino. 
Se fossi credente e visitassi ogni chiesa del mio percorso, prima che all’altare maggiore mi soffermerei alle opere d’arte – pitture, affreschi, maioliche, arredi, sculture – e cercherei di trarne il maggiore piacere, materiale e no. Per chi, come noi, crede nella terra (e in Lucrezio), è imperativo porre l’attenzione ad ogni gesto, così da farci, in poco tempo, capaci di ogni scelta”
Da Le parole della terra di Luigi Veronelli e Pablo Echaurren

Nerello Mascalese VS Nerello Cappuccio, ERSE Rosso 2012 VS LAENEO 2012

“Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico.
Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne sgrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta.
E alla fine, ringrazziannu u Signiruzzu, si mangiano!”
Da “Gli arancini di Montalbano” di Andrea Camilleri, Oscar Mondadori, 2001

Another Country, panche e cassette dell’uva

Mag
20

_Con la nostra Debora, l’amico Luigi Parrinello e il suo splendido gruppo in visita a Fessina. Paolo Trimarchi ph._

Poiché la qualità intima di un vino dipende dalla personalità di chi lo ha prodotto, per noi è determinante che a condurre i wine-tour in azienda sia il produttore o chi vive l’azienda in prima persona giornalmente. E’ l’emozione che fa la differenza oggi, non più solo la destinazione. E questa emozione la donano la cura dei particolari, la capacità di coinvolgimento, l’espressione della nostra identità, unica ed irripetibile come lo sono le singole persone.

Spesso l’assuefazione percettiva ci induce a perdere a poco a poco lo “sguardo altro” sulle nostre meraviglie, in mezzo alle quali viviamo quotidianamente: questo occhio vivo e vivace possiamo recuperarlo attraverso una comunicazione fortemente personale e la condivisione di ciò che gli altri dicono di noi. Una rete circolare, sviluppata soprattutto on line – con la pubblicazione dei video delle nostre visite e degustazioni in azienda – che permetta a chiunque di accedere al valore di un’esperienza. L’impegno nel mondo dell’enoturismo è oggi anche quello mirato a creare un marketing dei servizi per costruire proposte sempre più articolate e personalizzabili, per nicchie di mercato alla ricerca di un valore aggiunto, la valorizzazione dell’intera filiera aziendale, di cui comunichiamo costantemente storia, stile e filosofia di lavoro. Cerchiamo di far partecipare in prima persona al “rito del vino” i nostri ospiti con proposte quanto più possibile differenziate, che esprimano tutte le sfaccettature di Tenuta di Fessina.

“La nobiltà del vino è proprio questa: che non è mai un oggetto staccato e astratto, che possa essere giudicato bevendo un bicchiere, o due o tre, di una bottiglia che viene da un luogo dove non siamo mai stati. Che cosa ci dice l’odorato, e il palato, quando sorseggiamo un vino prodotto in un luogo, in un paesaggio che non abbiamo mai visto, da una terra in cui non abbiamo mai affondato il piede, e da gente che non abbiamo mai guardato negli occhi, e alla quale non abbiamo mai stretto la mano? Poco, molto poco”.

(Da vino al vino di Mario Soldati)

Mag
19

_Il Musmeci 2012 vintage, Etna Bianco DOC Superiore. Cru of Carricante from Milo_​

INTERNATIONAL TREBICCHIERI, May 2014

“Chicken Salad (Mediterranean version)”

by Giulia Sampognaro

“This month we suggest a variation on chicken salad, one wi th a Mediterranean touch. The only cooked ingredient, which must be grilled, is chicken, to which we add cherry tomatoes (ours are from Pachino), celery (from Sperlonga), lettuce and cubes of toasted bread.

Everything is salted, then drizzled wi th oliv e oil Lorenzo n° 5 Nocellara del Belice de-pitted Barbera and then blended with mayonnaise. The oil is why we decided to call it Mediterranean. This is a decidedly springtime version, both in its appearance and flavor. After having tried 20 different wines, we offer you our ratings, as we do every month. At the top of the pairing list we find fragrant wines that are not too structured and not aged in wood”.

“Il Musmeci Etna bianco Superiore 2012.

Tenuta di Fessina_ This label has just come on the market, but has already won us over. It is from a century-old bush-trained vineyard of carricante grapes in Milo, a village on the south slope of Mount Etna. The nose starts slow on a slightly smoky note, then mulberry and citrus zest aromas appear. On the palate, it has rhythmic, mouth-filling development, a finish with extraordinary flavorful energy and a sharpish close. A great wine.

Pairing: 8½

Not a particularly structured wine, and perhaps that is why it pairs well with the salad. Very pleasant notes of orange blossoms emerge from the pairing, which is both balanced and mouth-filling”.

Mag
19

“I could hear the stars’ crazy heart beating…between the perennial snows of the mountain top and the fire of the volcano”

The winelovers will be guided to discover Contrada Moscamento’s centenary “alberelli” (little trees) , in Rovittello (Castiglione di Sicilia), at sunset, for a touring aperitif with ERSE Bianco 2013 vintage, Etna DOC (blend Carricante, Minnella, Catarratto), among the authentic natural sculptures of vines and the dark dry stone walls and Etna’s typical terraces. After the tour around the vinification cellar and the old wine cellar made with lava stone, peak of the wine tour with an incursion into the real Fessina’s treasure chest , the 18th-century “palmento” (the old winery with  millstone) with the big “chianca” still intact, very charming, even though it is currently under renovation.

The wine tasting dinner will take place on the outside, at the vineyard-side, at sunset.

The “wine of the stars”, dedicated to the Pleiades rising above the top of Etna in summertime, and the seafoods of the OysterBar L’Acquario Degustazione in Giardini Naxos: A’Puddara&Oysters. Il Musmeci Bianco 2012, Fessina’s second cru Carricante, Etna DOC Bianco Superiore, in combination too.

Under the stars, the “vertical” tasting of Il Musmeci Rosso Riserva, cru of Nerello Mascalese 2007, 2008, 2009 vintages), which grows from Fessina’s eldest “alberelli” (little trees), will be accompanied by a very fresh and typical main course, made with fish.

“This is what wine’s nobleness consists of: it is never a detached and abstract object, which could be judged by drinking a glass, or two or three, of a bottle coming from a place where we have never been to. What do smell and taste tell us when we drink a wine produced in a place, in a setting we have never seen, from a land we have never walked on, and by people we have never looked in eyes and shook our hands with ? Little, very little”

(From “Vino al vino” by Mario Soldati)

www.cuntu.it
www.tenutadifessina.com