Call us toll free:
Top notch Multipurpose WordPress Theme!
Feb
25

Grazie a D&P Selezioni, Tenuta di Fessina sarà presente al Vinexpo Asia-Pacific di Hong Kong – dal 27 al 29 maggio 2014 – con tutta la linea di produzione.

Potrete trovarci allo stand di D&P Selezioni srl:
HALL 1 – LEVEL 1
EF53

http://www.vinexpo.com/en/

 

 

All’Etna

“… prometto questo,

nessun laccio fermerà la linfa

nessuno rivolterà la terra:

prometto a te, che guardi da lontano,

con la lente”.

Elisa Biagini, “L’ospite”

L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa proclamato nel 2013 Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco,  è un luogo particolare, che riconduce alla nostra dimensione. Una montagna che cambia tutti i giorni, come noi. Tutti i giorni esce un po’ di cenere, un po’ di polvere, qualche sbuffata di fumo. Ed il paesaggio muta  visibilmente. Questo fumo apporta nuova terra alla montagna, che cresce, si rigenera.

 Tenuta di Fessina è un progetto emozionale, che nasce sulla scia di un innamoramento di Silvia Maestrelli per questa terra ricca di contrasti. Nel 2007, in collaborazione con l’enologo Federico Curtaz, già agronomo di Gaja per venti anni,  la produttrice toscana acquista un vecchio vigneto di Nerello Mascalese risalente al secolo scorso.  Al centro del vigneto, un vero scrigno: un palmento del Settecento in pietra lavica, con l’antica “chianca” –  torchio per la pressatura delle vinacce – ancora intatta. I’ vigne di Fessina, come la gente di queste terre chiama da sempre la tenuta di Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia, raccontano bene la cura e l’amore con cui sono state coltivate e conservate dai precedenti proprietari, a cui è stato dedicato, come forma di ringraziamento per non aver mandato in fumo i vigneti sull’Etna, il cru di Nerello Mascalese Il Musmeci, ETNA DOC Rosso. A colpo d’occhio, Fessina  appare  come un vero giardino dai frutti d’oro o un bosco nano di brillanti chiome verdi spettinate dal vento nutriente della Montagna di fuoco, incastonato tra due fertilissime colate laviche, con alberelli centenari avvitati su se stessi ed espressivi come sculture naturali. Impossibile non innamorarsene a prima vista.

 

Il cuore pulsante di Fessina si trova a 670 mt slm.  Le vigne – circa sette ettari –  sono situate tra due antiche sciare semicircolari, colate laviche del passato che isolano  il vigneto come i vecchi muri dei “clos” francesi, creando un microambiente unico.  I noccioleti si alternano alla vite, qualche pianta di olivo completa il puzzle agrario delle rasole, che ritagliano i terreni coltivabili ingabbiandoli in scuri muri di pietra lavica. A Fessina si trovano ancora vecchi vigneti, prevalentemente piantati col metodo tradizionale ad antichissimo dell’alberello in quadro con alte densità di viti per ettaro e una produzione limitata di grappoli. Il vigneto è situato su una dorsale di terreno  poco profondo, nero, con un’ importante presenza di sabbia, ricco di piccole pomici e fini argille destrutturate.  Su questo terreno abbondano oligoelementi, ferro, potassio, calcio, fosforo, magnesio, manganese:  i vini ottenuti dalle uve prodotte su questi suoli sono in grado di stupire per la ricchezza e la complessità dei profumi accompagnati ad un’ interessante ed elegante struttura. Sia attraverso il profumo che attraverso il sapore, è percettibile la spiccata mineralità. A Rovittello l’inverno è rigido, con nevicate frequenti, la primavera è fresca e piovosa, l’estate calda e asciutta, un autunno lungo, tiepido, con un differenziale termico molto elevato tra la notte e il giorno. Vini “verticali”,  dalla netta acidità e il profilo definito.  A Fessina si pratica una viticultura fatta a mano, come si ritrova in Valtellina, nella Valle della Mosella, nella Valle del Reno, con pendenze che possono fortemente variare e diffusi terrazzamenti che sostengono autentiche perle rocciose: su queste piccole terrazze crescono Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante in prevalenza.  La coltivazione non è biologica, ma “consapevole”: ci sta solo quello di cui ha bisogno la vite.

 

Oggi in Sicilia si assiste alla rinascita del vini poetici e lirici, che raccontano con consapevolezza l’identità profonda di questa terra, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati, con l’eleganza come obiettivo decisivo. La verticalità, il rigore, alla base del nuovo stile che si sta affermando in tutto il mondo. Dall’Etna, dove,  per destino, i vari vigneti danno vini molto diversi, generati da suoli e microambienti talmente particolari da renderli unici.

 I vini di Tenuta di Fessina sono il frutto di questo costante impegno nella ricerca e  valorizzazione delle diverse potenzialità che i vari versanti dell’Etna offrono nella produzione enologica.

 ERSE, Etna DOC Rosso base, da un blend di Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese, è la fotografia del vigneto tradizionale etneo, l’ Etna DOC più fragrante di Fessina, dedicato alla dea greca della rugiada. Un “vino del mattino” per il  frutto spiccato e la piacevole freschezza, nato da un vigneto esposto ad est, perciò al riparo dalla calura del pomeriggio.  Eleganza e forte territorialità le due doti principali. Corposo e setoso, appaga il gusto di chi ricerchi un vino quotidiano con l’allungo dei Nerelli  e un’ immediata godibilità.

LAENEO, DOC Sicilia, autentica rarità dell’Etna. Prodotto da alberelli di Nerello Cappuccio in purezza – Fessina è una delle poche aziende produttrici etnee che hanno raccolto la sfida di vinificare il Nerello Cappuccio al 100% – , può essere considerato un vino “didascalico” per le intenzioni con le quali è stato prodotto. Verificare l’apporto di questa varietà all’Etna DOC, nel quale si trova in compagnia del Nerello Mascalese. Il Cappuccio apporta all’Etna DOC la spezia e il colore, perciò Laeneo è intrigante, oltre che per la succosità nutrita di note ematiche, per la propria suadenza aromatica. Oggi Laeneo vanta una propria cerchia di appassionati che attendono con curiosità  l’uscita di ogni nuova annata. Il Nerello Cappuccio di Fessina è goloso, pepato e dalla beva irresistibile.

 IL MUSMECI ROSSO, Etna DOC Riserva. Vino rosso più rappresentativo, recante anche in etichetta l’anima di Fessina, l’antico palmento del Settecento in pietra lavica. Prodotto a Rovittello, a 670 mt slm nel versante settentrionale del vulcano da una selezione degli alberelli di Nerello Mascalese più vecchi, centenari, è la più impegnativa espressione dell’Etna DOC Rosso di Tenuta di Fessina. Maturato in tonneaux e grandi botti da 35 hl, è un vino elegante, longevo, dalla grande freschezza e il carattere austero. Il Musmeci è stato definito un “Barolo dell’Etna” per il rigore e la finezza che lo contraddistinguono. Premiato dalle principali Guide ai vini d’Italia sin dalla prima annata, il 2007, ambisce a trarre il meglio da questa terra, con il rigore e il rispetto che l’Etna richiede.

 A’ PUDDARA è un cru di Carricante per un Etna DOC Bianco che è un doveroso omaggio alla Sicilia. Dedicato alle stelle che si avvistano dal mare sulla vetta del vulcano in estate, le Pleiadi, dette in  dialetto “A’ Puddara”, la chioccia, è un vino rigoroso e delineato come la cima della Montagna che si staglia nella notte. Riscoprendo le potenzialità di un comprimario dei vitigni principali dell’Etna, Tenuta di Fessina si rivela capace di regalare grandi bianchi dove il territorio e la mano dell’uomo, non invasiva ma rispettosa della terra e delle tradizioni da cui cresce, consentono la piena espressione. A’ Puddara fermenta interamente in botte grande, come da antica consuetudine etnea per la vinificazione del Carricante. Prodotto a Santa Maria di Licodìa, versante sud dell’Etna, a 900 metri slm, è un autentico vino di montagna, in grado di coniugare, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e le fiamme del vulcano. Una splendida sintesi della Montagna di fuoco, che ha consentito a Tenuta di Fessina di raccogliere i principali riconoscimenti del mondo del vino italiano e internazionale sin dalla prima annata sul mercato, la vendemmia 2009.

 IL MUSMECI Bianco ed ERSE Bianco, ultimi due nati, entrambi Etna DOC che condividono col cru A’ Puddara il vitigno principale d’origine e la provenienza, il versante sud dell’Etna, dove i vini vengono prodotti da vecchi alberelli, si fanno portavoce del progetto di Fessina sul Carricante: si stanno infatti esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del “Principe del vulcano” nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

 Milo, incantevole terrazza sulla sottostante costa jonica, è un altro cuore pulsante di Tenuta di Fessina, da dove si produce Carricante in purezza da vigneti di un secolo d’età per l’ Etna DOC Bianco Superiore Il MUSMECI. Milo nasce sulla frana vulcanica precipitata nel mare oltre 10.000/15.000 anni fa: i terreni scuri di Milo sono costituiti da una miscela di detriti con molti strati differenziati, prodotti del disfacimento del vulcano e fonte di una ricchezza straordinaria come nutrimento della vite. Allevato anch’esso ad alberello, il Carricante ha un’ elevata acidità fissa che lo rende adatto all’affinamento in legno e alla conservazione nel tempo. Come vuole la migliore tradizione etnea per questa varietà a bacca bianca, la fermentazione del cru di Carricante di Fessina Il Musmeci  avviene direttamente in botte grande, per 9 mesi.

 ERSE, Etna DOC, bianco d’entrata della batteria di Fessina, omonimo del Rosso base, è la versione vinificata un acciaio del Carricante, unito per un 20% a Minnella e Catarratto, uve indigene etnee dei vigneti aziendali a Rovittello. Nel nuovo Etna DOC Bianco di Fessina l’intervento del Catarratto e della Minnella integra l’apparato aromatico. Il frutto e la fragranza esaltano le meravigliose emozioni che dona il Carricante, così sapido e dall’acidità inconfondibile. Erse Bianco è, intenzionalmente, un vino fresco, giovane, diretto, dalla grande bevibilità e l’impronta minerale evidente. Nasce da un blend di Carricante proveniente da Milo e Santa Maria di Licodìa.

 ERO, DOC Sicilia, è un Nero d’Avola in purezza. Una sfida per noi, nuovi produttori siciliani con possedimenti sull’Etna, decidere di produrre un Nero d’Avola, varietà abusata in anni di vini siciliani marmellatosi e sovrabbondanti. Ero è un vino semplice, intenzionalmente semplice, ma dal frutto e la spezia evidenti. Un Nero d’Avola in purezza proveniente dalla patria di questo antico vitigno dalle origini oscure, la Val di Noto, che ritrova la sua vera natura, la bevibilità e la polpa.

Feb
15

“Cogliendo 
Tutti i sensi della vita
E così senti l’odore del cielo 
Risalire da questa terra
Arsa
Dal vento bassa che muschia i colori 
Raccontando la presenza di cose (…)
A. Andreotti, “Nel verso della vita”


Il 1° marzo l’importatore di Tenuta di Fessina in Australia dedicherà una bella degustazione ai vini del vulcano. Condotta dal Master of Wine Peter Scudamore-Smith, “The Wonders of Mount Etna Masterclass”, organizzata da MERCATO, vedrà sfilare prestigiose etichette di varie cantine, tra cui i nostri Etna DOC Rossi ERSE 2011, blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, e IL MUSMECI annata 2008, cru di Nerello Mascalese, entrambi prodotti a Rovittello. In degustazione anche l’Etna DOC Bianco A’ Puddara 2011, Carricante in purezza prodotto a Santa Maria di Licodìa.

Info: 
MERCATO
625 – 627 Lower North East Road, CAMPBELLTOWN, SA, 5074, Australia

www.mercato.com.au

Feb
14

_Guy HarcourtWood Ph., FortyFive10_

Wine training, Dalla Terra, London

Our centennial vineyards stretch across the sloping fields of Milo and Santa Maria di Licodia, between Mt Etna top and the Ionian Sea. From their bush-trained vines the Doc Etna Bianco ERSE is produced, blending Carricante with indigenous grape varieties such as Minnella and Catarratto.  ERSE, vinified in stainless steel tanks, is our interpretation of a variety which has been considered for a long time a “deluxe” minor wine grape, due to its remarkable characteristics of freshness and longevity.

 

Denomination: ETNA DOC Bianco

Varietal: Carricante 80%, Minnella and Catarratto 20%

Agronomist: Federico Curtaz

Oenologist: Federico Curtaz

Tasting notes

Colour:  Straw yellow with green nuances

Nose: delicate, elegant, fruity

Taste: Pleasantly fresh, salty and harmonious

 

Characteristics of production land

Production area: Milo and Santa Maria di Licodìa

Area under vine: 2,5 ha.

Year of vineyards planting: 1920

Exposure: Sud

Altitude above the sea level: 1000 meters

Type of soil:  dark and sandy, with skeleton grain and volcanic hash, typical of the Etna lava flows
Vine density: 6.000 plants per hectare

Training system: alberello

Harvest: October, 20

Yield. per hectare: 70 ql.

Harvest technique: by hands using perforated crates, after  a careful selection of grapes in the vineyard and in the cellar

Vinification and ageing

Crushing: Soft

Fermentation: in stainless steel at controlled temperature

Fermentation temperature: 12°/14°

Yearly average production: 6.500 bottles 0,75 l.

Alcohol content: 12°/13°

 

Feb
07

Trasmettiamo con piacere il CS del Parco dell’Etna sull’inizio delle attività sciistiche sull’Etna.

“Parco dell’Etna: domenica 9 febbraio al via “Parco d’inverno 2014”_Sette itinerari guidati con le racchette da neve nell’area protetta.

La prima escursione in calendario è Citelli-Monte Baracca

NICOLOSI (4 febbraio 2014) – Alla scoperta di alcuni dei luoghi più suggestivi del Parco dell’Etna imbiancati dalla neve. In contemporanea con l’avvio della stagione sciistica sul vulcano, torna domenica prossima “Parco d’inverno”, classico programma di itinerari domenicali guidati con l’ausilio delle racchette organizzati dall’Ente Parco, giunto alla dodicesima edizione. Prima escursione in calendario domenica 9 febbraio, con l’itinerario Citelli – Monte Baracca.

Dice la presidente del Parco Marisa Mazzaglia: “Il turismo e l’escursionismo invernale costituiscono una delle grandi attrazioni e risorse del nostro territorio. Con l’auspicio che le condizioni di innevamento ci diano una mano, consolidiamo dunque la tradizione di Parco d’inverno, il nostro programma di trekking sulla neve che negli anni passati ha fatto registrare il crescente interesse degli appassionati. L’offerta di quest’anno, prevede sette itinerari ricchi di fascino per la fruizione di tutti i versanti dell’Etna, con il prezioso impegno delle guide del Parco, dedicati agli escursionisti e ai turisti in visita sul vulcano”.


Ed ecco il programma completo di “Parco d’inverno 2014”, insieme a una serie di suggerimenti e consigli utili per gli escursionisti.

1 . DOMENICA 9 febbraio 2014
Itinerario: Citelli – Monte Baracca
Raduno presso il Rifugio Citelli alle ore 9
Percorso di media difficoltà
Durata media: 5 ore

2 . DOMENICA 16 febbraio 2014
Itinerario: Monti Silvestri – Schiena dell’Asino
Raduno presso incrocio Salto del Cane alle ore 9,30
Percorso di media difficoltà
Durata media: 4 ore

3. DOMENICA 23 febbraio 2014
Itinerario : Rifugio Brunek – Rifugio Conti
Raduno presso il Rifugio Brunek alle ore 9
Percorso di media difficoltà
Durata media: 5 ore

4. DOMENICA 2 marzo 2014
Itinerario: Versante Nord Ovest
Raduno presso Ferrovia Circumetnea di Bronte alle ore 9
Percorso di media difficoltà
Durata media: 5 ore

5. DOMENICA 9 marzo 2014
Itinerario: Piano Provenzana-Timparossa
Raduno a Piano Provenzana alle ore 9
Percorso di media difficoltà
Durata media: 5 ore

6. DOMENICA 16 marzo 2014
Itinerario: Intraleo – Monte De Fiore
Raduno a Nicolosi , piazzale dei Pini alle ore 8,30
Percorso impegnativo
Durata media: 6 ore

7. DOMENICA 23 marzo 2014
Itinerario: Piano Vetore – Monte Nero degli Zappini
Raduno a Piano Vetore alle ore 9,30
Percorso facile
Durata media: 4 ore

• Tutte le escursioni saranno effettuate con le guide alpine del Parco.

• Tutte le escursioni prevedono l’utilizzo di racchette da neve che, a richiesta, potranno essere fornite dal Parco. In caso di innevamento insufficiente, le escursioni saranno effettuate a piedi.

• Attrezzatura e abbigliamento: zaino con colazione a sacco e borraccia. E’ obbligatorio l’uso di scarponi da neve, giacca a vento, berretto e guanti.

• La quota di partecipazione è fissata in euro 8,00 a persona. L’eventuale utilizzo delle racchette messe a disposizione dal Parco comporterà un costo aggiuntivo di euro 7,00.

• La quota di partecipazione dovrà essere versata direttamente alle guide al momento della partenza.

• Le prenotazioni dovranno essere effettuate telefonando il venerdì precedente l’escursione (dalle ore 9 alle ore 12) al numero 095.821240, 095821245.

• In relazione ai singoli itinerari ed in base allo stato di innevamento sarà stabilito un numero massimo di partecipanti per ogni attività e le modalità dell’escursione.

• In caso di maltempo o altri problemi, le guide potranno rinviare l’escursione o ripiegare per tracciati alternativi.

• Si invita a rispettare gli orari degli appuntamenti affinché le escursioni possano avvenire entro i tempi previsti.

• Il programma potrà subire variazioni”.

Ufficio Stampa
Gaetano Perricone

Feb
06

Mount Etna InSAR Time Series Animation [3D converted]

Feb
03

Vuelvo al sur ogni volta che se ne presenta l’occasione. Il meridione mi vivifica, mi tempra e mi illanguidisce allo stesso tempo. Fare vino al sud è impresa ardua, per le caratteristiche particolari di questa terra meravigliosa su cui ho scelto di impegnarmi, l’Etna, ma la sua incandescenza mi rigenera ad ogni nuova vendemmia.  Desidero fortemente realizzare un vino che mi racconti bene, racconti della mia anima, della sua unicità, ad anime che sono altrettanto singolari.

:Silvia:

La passione per il vino. Nasce nella mia amata Toscana,  dalla mia famiglia. Un amore cresciuto da mio padre, durante la mia infanzia trascorsa a scorrazzare per dolci declivi in compagnia dei figli dei contadini della tenuta, giocando a nascondino nelle vigne a Petriolo, la mia azienda di Cerreto Guidi, nelle campagne in Provincia di Firenze. Proviene dalle ore di autentica gioia trascorse nel mio nido, una casetta costruita sopra una querce secolare, da dove adoravo ammirare la perfezione e l’armonia di lunghi filari di viti.  Una passione che viene dalla fortuna di aver giocato con i nicchi, come un vero pescatore di terra, anziché pettinare bambole. I fossili di Leonardo Da Vinci, i nicchi, così numerosi ancora oggi sulle colline sulle quali il Genio universale ha passato la fanciullezza, il Montalbano, dove queste conchiglie dalle mille forme donano al vino una finezza e un’ allure tutte speciali.  L’amore per la cipria nera di Tenuta di Fessina  è frutto di un vero colpo di fulmine. Ne sono caduta vittima al momento giusto. La mia curiosità, l’esperienza e la consapevolezza ormai maturate, la passione travolgente per il vino, mi hanno consentito di scoprire, al momento opportuno,  una realtà straordinaria come l’Etna.

Torno al sud come si torna sempre all’amore
torno da te con desiderio e con timore
porto il sud come un destino dentro al cuore
sono del sud come il respiro del bandoneon
sogno il sud immensa luna primo dolore
io cerco il sud in ogni sguardo in ogni colore
amo il sud con la sia gente la sua dignità
sento il sud come il tuo corpo nell’intimità
torno al sud come si torna sempre all’amore
torno da te con desiderio e con timore
amo il sud con la sua gente le sua dignità
sento il sud come il tuo corpo nell’intimità
ti amo sud ti amo sud ti amo sud.

Gen
31

 

_ “Monte dei morti”; particolari morfologie su un mega-tumulo di lava, sui campi lavici dell’eruzione etnea del 1614-24, nei pressi della Grotta del gelo_

Gen
30

Ritorno consapevole alla terra (Gino Veronelli) anche per generazioni più giovani.
Winelovers a Tenuta di Fessina: da Londra, Brendan e famiglia.

Foto di Natalie Milano

Gen
29

Alla memoria di un gran signore, dal corpo esile ed elegante, lo sguardo austero, il sorriso delicato. Ricorderemo sempre la sottile grazia, celata dietro la ritrosia, del sig. Ignazio Musmeci, scomparso qualche giorno fa. 
Che la terra che ha tanto protetto le sia lieve, sig. Musmeci. 

Il focolare domestico era sempre ai miei occhi una figura rettorica buona per incorniciarvi gli affetti più miti e sereni come il raggio di luna per baciare le chiome bionde; ma sorridevo allorquando sentivo dirmi che il fuoco del camino è quasi un amico. Sembravami in verità un amico troppo necessario a volte uggioso e dispotico che a poco a poco avrebbe voluto prendervi per le mani o per i piedi e tirarvi dentro il suo antro affumicato per baciarvi alla maniera di Giuda. Non conoscevo il passatempo di stuzzicare la legna né la voluttà di sentirsi inondare dal riverbero della fiamma; non comprendevo il linguaggio del cepperello che scoppietta dispettoso o brontola fiammeggiando; non avevo l’occhio assuefatto ai bizzarri disegni delle scintille correnti come lucciole sui tizzoni anneriti alle fantastiche figure che assume la legna carbonizzandosi alle mille gradazioni di chiaroscuro della fiamma azzurra e rossa che lambisce quasi timida accarezza graziosamente per divampare con sfacciata petulanza. Quando mi fui iniziato ai misteri delle molle e del soffitto m’innamorai con trasporto della voluttuosa pigrizia del caminetto”.

Dalla novella “Nedda” di Giovanni Verga

Inizia il racconto delle vigne di Contrada Rovittello citando Verga  a memoria, questo galantuomo siciliano colto e gentile.

Il sig. Ignazio Musmeci, insieme a Nino Farfaglia e ai suoi avi, è colui che non ha mandato i vigneti in fumo sull’Etna, preservandone il valore paesaggistico, storico e culturale, nonché economico. Piuttosto,  ha conservato e coltivato gli alberelli con cura, tanto da permettere a Tenuta di Fessina di lavorare, oggi, viti ultracentenarie.

Il sig. Ignazio e Nino sono legati da stima, fiducia e affetto reciproci, che si avvertono palpabili nell’abbraccio che si scambiano davanti l’obiettivo di chi, forse un po’ indiscretamente, intende raccogliere i loro ricordi di famiglia. Perché di questo si tratta, di un legame, quello tra la famiglia Musmeci e la famiglia Farfaglia, che va al di là dei rapporti professionali tra il proprietario della tenuta, che in origine contava ben dieci ettari vitati, e il suo fattore.

Ignazio Musmeci, impeccabile nella sua grisaglia, ci accoglie generosamente, in compagnia della moglie e delle figlie, nell’abitazione di Catania,  dove si è trasferito negli anni Sessanta dopo che la famiglia Musmeci ha lasciato Castiglione di Sicilia, suggestiva cittadina etnea, gli stucchi della cui Basilica della Madonna della Catena, finanziati dalla famiglia del sig. Musmeci nel 1911,  ricordano ancora oggi la grazia ricevuta: la colata dell’Etna si arrestò a pochi metri da Rovittello, risparmiando le vigne di famiglia dalla distruzione della lava.

“(…) . E in una di coteste peregrinazioni vagabonde dello spirito la fiamma che scoppiettava troppo vicina forse mi fece rivedere un’altra fiamma gigantesca che avevo visto ardere nell’immenso focolare della fattoria del Pino alle falde dell’Etna. Pioveva e il vento urlava incollerito;le venti o trenta donne che raccoglievano le olive del podere facevano fumare le loro vesti bagnate dalla pioggia dinanzi al fuoco; le allegre quelle che avevano dei soldi in tasca o quelle che erano innamorate cantavano; le altre ciarlavano della raccolta delle olive che era stata cattiva dei matrimoni della parrocchia o della pioggia che rubava loro il pane di bocca. La vecchia castalda filavatanto perché lalucerna appesa alla cappa del focolare non ardesse per nulla; il grosso canecolor di lupo allungava il muso sulle zampe verso il fuoco rizzando le orecchie ad ogni diverso ululato del vento. Poi nel tempo che cuocevasi la minestra il pecoraio si mise a suonare certa arietta montanina che pizzicava le gambe e le ragazze incominciarono a saltare sull’ammattonato sconnesso della vasta cucina affumicata mentre il cane brontolava per paura che gli pestassero la coda. I cenci svolazzavano allegramente e le fave ballavano anch’esse nella pentola borbottando in mezzo alla schiuma che faceva sbuffare la fiamma. Quando le ragazze furono stanche venne la volta delle canzonette: – Nedda! Nedda la varannisa! – esclamarono parecchie. – Dove s’é cacciata la varannisa?- Son qua – rispose una voce breve dall’angolo più buio dove s’era accoccolata una ragazza su di un fascio di legna”.

 

Conversando amabilmente, affiora, affettuoso e indelebile, il ricordo della nonna di Nino, energica contadina che sapeva – eccezionalmente per quei tempi in Sicilia – leggere, scrivere e far di conto, colei che ha avviato il piccolo Ignazio al piacere delle novelle e delle storie dei Paladini  narrate al canto del fuoco. Ed i ricordi della famiglia Musmeci divengono immediatamente i ricordi della famiglia Farfaglia. Per oltre un secolo, il nonno Antonino, il padre Giuseppe e il figlio Nino camminano fianco a fianco  alla stirpe dei Felsina/Musmeci: Michele Felsina, grande proprietario terriero di Castiglione di Sicilia scomparso nel 1930, lascia le vigne di Rovittello alla sorella Agostina Felsina che, a sua volta scomparsa negli anni Quaranta, lascia in eredità i terreni alla madre di Ignazio Musmeci, la nipote Giovanna, di origini aristocratiche.  Dopo il padre del sig. Ignazio, Arcangelo Musmeci, di una nobile famiglia di Acireale, amministrerà i vigneti di Rovittello il giovane Ignazio. Contemporaneamente, l’intera famiglia Farfaglia è impegnata nella conduzione delle vigne: Nino rammenta antiche vendemmie con squadre di cento vendemmiatori impiegati nella raccolta dell’uva di dieci ettari. Quattro o cinque giorni autenticamente di fuoco, nei quali le ceste colme di grappoli di Nerello Mascalese, Cappuccio, Minnella, Carricante – antiche varietà autoctone da sempre mescolate nei vigneti etnei – viaggiavano tra gli alberelli portate di testa in testa, e durante i quali la priorità di tutti consisteva nella salvaguardia del raccolto, insostuibile risorsa  per la sopravvivenza di intere famiglie di queste terre ricche di contraddizioni alle falde dell’Etna. Un impegno della famiglia Musmeci e dei fattori Farfaglia che si è sempre mostrato rigoroso, ricorda Nino, sin dalla cura con cui i trattamenti in vigna sono stati eseguiti.  Un buon raccolto – ed il suo prodotto finale, la qualità del vino – inizia dalla cura della terra, da una buona coltivazione. Questa la lezione di chi, sull’Etna, ha conservato il patrimonio di vecchi vigneti.

Solo quando si è capaci di “seguire l’ordine della natura, la via della natura, il tempo della natura, il disegno della natura” , ossia solo quando si è capaci di adeguarsi alla corrente dei fenomeni naturali, considerando l’uomo non come qualcosa di alieno ed opposto ad essi, ma un’integrale caratteristica del processo del mondo, si riesce a sciogliere la contraddizione uomo-vulcano.

Il Principe Fabrizio del Gattopardo racconta la Sicilia come la terra dei forti contrasti: l’Etna, in particolare, sembra interpretare questo paradigma all’ennesima potenza. Fuor di misura nel paesaggio, sia nell’inferno attorno a Randazzo, ai piedi dello spaventoso vulcano prodigo di terremoti, piogge di fuoco e colate laviche, sia nella bellezza della baia di Taormina, a poca distanza dalla vetta, altrettanto foriera di ricchezza; fuor di misura nella capacità degli Etnei di convivere intimamente con un ambiente apparentemente ostile e difficile come la Muntagna, senza sentire l’esigenza di dominarlo, ma di partecipare empaticamente alla vita del vulcano, con rispetto, ostinazione e fiducia nelle inesauribili risorse di questo territorio realmente straordinario.

_Nino Farfaglia. Vendemmia anni Settanta a Tenuta di Fessina_

IL MUSMECI, ETNA DOC _ Cru di Nerello Mascalese

Il nostro cru di Nerello Mascalese è dedicato alla famiglia Musmeci. In particolar modo, al signor Musmeci, colui che per molti anni ha conservato “I’ Vigne di Fessina” con così tanto amore da permetterci di lavorare oggi viti di oltre ottant’ anni.  E’ la storia di questa terra straordinaria, con i suoi paesaggi, i suoi colori, la sua civiltà, che si intreccia al destino delle persone.  E a quello del vino che ne nasce.

IL MUSMECI è prodotto in Contrada Rovittello.