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apr
30

Buon primo maggio!

“Dal vino si ha nobiltà solo riconoscendogliela”.
Gino Veronelli

apr
28

_Splendida serata, in compagnia dell’Arch. Lucia Papa, allo stellato Ristorante Alice, al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo. I vini di Fessina presenti in carta!_

Il ristorante gourmet Alice è stato ufficialmente inaugurato venerdì 21 marzo, al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo. È un luogo elegante, dove design e cucina si incontrano, e nello stesso tempo semplice, come lo è la Chef Viviana Varese.

Viviana Varese nasce a Salerno da una famiglia di ristoratori il 21 luglio 1974 ed esordisce come pizzaiola a soli 7 anni. A 21 segue il primo stage al ristorante Mediterraneo di Piacenza dove affianca lo chef formatosi alla Cascina Rossa, storico locale del golfo di Napoli, e acquisisce le prime basi di cucina mediterranea e pasticceria. Segue lo stage con Gualtiero Marchesi, due Stelle Michelin, dal quale apprende l’organizzazione di un grande ristorante. Il suo debutto avviene il 29 maggio 1999: nasce Girasole il suo primo ristorante a Lodi.

Poi avviene l’incontro con Sandra Ciciriello che dà il via nel 2007 ad Alice. Nel ristorante di Milano arriva la prima Stella Michelin che premia una cucina il cui protagonista è soprattutto il pesce, scelto personalmente da Sandra, che è anche sommelier A.i.s. È Sandra ad accogliere i clienti di Alice, a scegliere e suggerire i giusti accostamenti tra i piatti e i migliori vini italiani e stranieri, oltre ad occuparsi della selezione delle materie prime: frutta, verdura e naturalmente pesce! Nel 2010 Viviana riceve il riconoscimento della guida di Identità Golose come Chef Donna dell’anno e Chef Emergente del Gambero Rosso.

Prendi la passione e la creatività dei piatti di Viviana, unisci il talento rabdomantico di Sandra nella scelta delle materie prime e vini di qualità et voilà: ottieni Alice!

Il ristorante gourmet Alice è al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo e si affaccia con una grande vetrata su Piazza XXV aprile ed è un luogo molto elegante dove design e cucina si incontrano e nello stesso tempo semplice, come lo è la chef Viviana Varese.

Alice ha 50 coperti in uno spazio di circa 200 mq, i tavoli firmati Riva 1920 sono in legno massello di briccola, pali recuperati dalla laguna di Venezia o realizzati in kauri millenario proveniente dalla Nuova Zelanda, disegnati da Renzo e Matteo Piano. Le sedie Tulip di Knoll del designer Eero Saarinen circondano i tavoli, dando un tocco di moderno alla sala. L’intero ambiente è illuminato da luci Iguzzini, costruite principalmente con alluminio riciclato e materiale plastico, le parti sono facilmente separabili e consentono una riciclabilità pari al 99%. Il cuore di Alice è ovviamente la cucina, rigorosamente a vista: una Molteni, il sogno di ogni grande chef.

Per Alice, Viviana e Sandra hanno scelto un arredamento ricercato e di design con l’utilizzo di materiali che rispettano la natura e l’ambiente.
L’originalità di Viviana e Sandra si esprime nell’invenzione del Social Table, un tavolo per 12 persone, dove si può cenare proprio davanti alla cucina con un menu e abbinamenti di vini a sorpresa, da condividere con persone sconosciute, infatti si potrà prenotare anche il singolo posto a sedere.

La cucina è per Viviana sinonimo di vita. Richiede passione, impegno, creatività, dedizione e umiltà.

Orari di apertura:
Pranzo: dalle ore 12,00 alle ore 14,30
Cena: dalle ore 19,00 alle ore 23,00

Telefono: +39 02 4949 7340″

 

 

apr
23

 

Campagna di sensibilizzazione contro la conservazione “a vita” delle bottiglie importanti. ;-)

Fonte: AIS Delegazione Catanzaro

apr
22
“Non ci si vuole mettere in testa che il colore di un vino dipende dalla luce in cui lo si guarda. Non abbiamo mai una luce esattamente identica ad un’altra. E ogni volta, in “quella luce”, il colore di un vino sarà o poco o molto diverso. Così, e anche di più, per il profumo e per il sapore. (…) Dipende, soprattutto, dai ricordi che ciascuno chiude in se stesso, ricordi che giacciono indelebili nel suo sistema nervoso e di cui molte volte non ha nemmeno coscienza. Dipende, infine, dalle volte precedenti in cui ha gustato lo stesso vino (ma c’è, mai, davvero, “uno stesso” vino?) o un vino simile. Un vino bevuto, anche parecchi anni prima, in un momento in cui si era particolarmente felici, per esempio innamorati e vicini alla persona amata, parrà sublime anche se è tutto il contrario: per distinguere, bisognerebbe non avere vissuto”. 
Mario Soldati, da “Vino al vino”

Dal CS di Enoteca La Cantina.

“Guarda, odora, gusta.

Giovedì 15 Maggio – ore 20,30

Dalla Sicilia un grande Fuori Programma per le nostre Degustazioni Guidate

“Il nostro progetto nella Tenuta di Fessina, in Contrada Rovittello (Comune di Castiglione di Sicilia), aspira a realizzare un percorso alla ricerca di qualcosa di nuovo, dare una nuova interpretazione ai vini siciliani. L’eleganza come obiettivo decisivo, come stile. Il protagonista assoluto il territorio, la Sicilia, con la sua terra ed i suoi vigneti, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati. La Tenuta di Fessina, alle pendici dell’Etna, acquistata nel 2007, ci sta già regalando grandi soddisfazioni: la partecipazione, con i nostri prodotti, alle manifestazioni dedicate all’ eccellenza di Sicilia ha innescato un lusinghiero passaparola che ha già sortito buoni frutti. Il terroir della Trinacria, ed in particolare gli autentici “cru” in cui è diviso il territorio etneo, sta godendo di un grande momento di entusiasmo, che ci incoraggia a proseguire la strada imboccata con ancora più impegno e passione” (Tenuta di Fessina)

IN DEGUSTAZIONE:

- A’ PUDDARA 2012, Carricante in purezza prodotto a Santa Maria di Licodìa;
- ERSE Rosso 2012, Etna DOC, blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio allevati ad alberello in Contrada Moscamento, a Rovittello;
- Verticale del cru di Nerello Mascalese IL MUSMECI, Etna DOC Rosso. Vendemmie 2007, 2008, 2009.
La degustazione sarà accompagnata da una selezione di salumi e formaggi.
Guiderà la serata la signora Silvia Maestrelli
Il costo della serata è di € 28,00
Le serate si terranno presso Via Toscana 122 – Bologna_www.pragacaffè.it
Le serate si svolgeranno raggiunto un minimo di 12 partecipanti
Prenotazione obbligatoria:
Alessandra 393 5412123
Enoteca 051 474753″

 

apr
19

Nell’ambito dell’Etna Grand Tour 2014, organizzato dal Consorzio Etna DOC, mercoledì 4 giugno 2014 (ore 16.00/21.30), presso l’Hotel Rome Cavalieri Hilton -Via Alberto Cadlolo, 101, Roma -, si terrà una grande degustazione dei vini dell’Etna, in collaborazione con “Bibenda”.

Tenuta di Fessina sarà presente con le seguenti etichette:

A’ Puddara, Etna DOC Bianco, 2012, cru di Carricante prodotto a Santa Maria di Licodìa
Il Musmeci, Etna DOC Bianco Superiore, bianco 2012, cru di Carricante prodotto a Milo
Il Musmeci, Etna DOC Rosso Riserva, 2008, cru di Nerello Mascalese prodotto in Contrada Moscamento, a Rovittello
Erse, Etna DOC Rosso, 2012, blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio prodotto a Rovittello, Contrada Moscamento
Laeneo, DOC Sicilia Nerello Cappuccio, 2012, Nerello Cappuccio in purezza prodotto a Santa Maria di Licodìa

All’Etna

“… prometto questo,

nessun laccio fermerà la linfa

nessuno rivolterà la terra:

prometto a te, che guardi da lontano,

con la lente”.

Elisa Biagini, “L’ospite”

L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa proclamato nel 2013 Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco,  è un luogo particolare, che riconduce alla nostra dimensione. Una montagna che cambia tutti i giorni, come noi. Tutti i giorni esce un po’ di cenere, un po’ di polvere, qualche sbuffata di fumo. Ed il paesaggio muta  visibilmente. Questo fumo apporta nuova terra alla montagna, che cresce, si rigenera.

Tenuta di Fessina è un progetto emozionale, che nasce sulla scia di un innamoramento di Silvia Maestrelli per questa terra ricca di contrasti. Nel 2007, in collaborazione con l’enologo Federico Curtaz, già agronomo di Gaja per venti anni,  la produttrice toscana acquista un vecchio vigneto di Nerello Mascalese risalente al secolo scorso.  Al centro del vigneto, un vero scrigno: un palmento del Settecento in pietra lavica, con l’antica “chianca” –  torchio per la pressatura delle vinacce – ancora intatta. I’ vigne di Fessina, come la gente di queste terre chiama da sempre la tenuta di Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia, raccontano bene la cura e l’amore con cui sono state coltivate e conservate dai precedenti proprietari, a cui è stato dedicato, come forma di ringraziamento per non aver mandato in fumo i vigneti sull’Etna, il cru di Nerello Mascalese Il Musmeci, ETNA DOC Rosso. A colpo d’occhio, Fessina  appare  come un vero giardino dai frutti d’oro o un bosco nano di brillanti chiome verdi spettinate dal vento nutriente della Montagna di fuoco, incastonato tra due fertilissime colate laviche, con alberelli centenari avvitati su se stessi ed espressivi come sculture naturali. Impossibile non innamorarsene a prima vista.

Il cuore pulsante di Fessina si trova a 670 mt slm.  Le vigne – circa sette ettari –  sono situate tra due antiche sciare semicircolari, colate laviche del passato che isolano  il vigneto come i vecchi muri dei “clos” francesi, creando un microambiente unico.  I noccioleti si alternano alla vite, qualche pianta di olivo completa il puzzle agrario delle rasole, che ritagliano i terreni coltivabili ingabbiandoli in scuri muri di pietra lavica. A Fessina si trovano ancora vecchi vigneti, prevalentemente piantati col metodo tradizionale ad antichissimo dell’alberello in quadro con alte densità di viti per ettaro e una produzione limitata di grappoli. Il vigneto è situato su una dorsale di terreno  poco profondo, nero, con un’ importante presenza di sabbia, ricco di piccole pomici e fini argille destrutturate.  Su questo terreno abbondano oligoelementi, ferro, potassio, calcio, fosforo, magnesio, manganese:  i vini ottenuti dalle uve prodotte su questi suoli sono in grado di stupire per la ricchezza e la complessità dei profumi accompagnati ad un’ interessante ed elegante struttura. Sia attraverso il profumo che attraverso il sapore, è percettibile la spiccata mineralità. A Rovittello l’inverno è rigido, con nevicate frequenti, la primavera è fresca e piovosa, l’estate calda e asciutta, un autunno lungo, tiepido, con un differenziale termico molto elevato tra la notte e il giorno. Vini “verticali”,  dalla netta acidità e il profilo definito.  A Fessina si pratica una viticultura fatta a mano, come si ritrova in Valtellina, nella Valle della Mosella, nella Valle del Reno, con pendenze che possono fortemente variare e diffusi terrazzamenti che sostengono autentiche perle rocciose: su queste piccole terrazze crescono Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante in prevalenza.  La coltivazione non è biologica, ma “consapevole”: ci sta solo quello di cui ha bisogno la vite.

Oggi in Sicilia si assiste alla rinascita del vini poetici e lirici, che raccontano con consapevolezza l’identità profonda di questa terra, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati, con l’eleganza come obiettivo decisivo. La verticalità, il rigore, alla base del nuovo stile che si sta affermando in tutto il mondo. Dall’Etna, dove,  per destino, i vari vigneti danno vini molto diversi, generati da suoli e microambienti talmente particolari da renderli unici.

I vini di Tenuta di Fessina sono il frutto di questo costante impegno nella ricerca e  valorizzazione delle diverse potenzialità che i vari versanti dell’Etna offrono nella produzione enologica.

ERSE, Etna DOC Rosso base, da un blend di Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese, è la fotografia del vigneto tradizionale etneo, l’ Etna DOC più fragrante di Fessina, dedicato alla dea greca della rugiada. Un “vino del mattino” per il  frutto spiccato e la piacevole freschezza, nato da un vigneto esposto ad est, perciò al riparo dalla calura del pomeriggio.  Eleganza e forte territorialità le due doti principali. Corposo e setoso, appaga il gusto di chi ricerchi un vino quotidiano con l’allungo dei Nerelli  e un’ immediata godibilità.

LAENEO, DOC Sicilia, autentica rarità dell’Etna. Prodotto da alberelli di Nerello Cappuccio in purezza – Fessina è una delle poche aziende produttrici etnee che hanno raccolto la sfida di vinificare il Nerello Cappuccio al 100% – , può essere considerato un vino “didascalico” per le intenzioni con le quali è stato prodotto. Verificare l’apporto di questa varietà all’Etna DOC, nel quale si trova in compagnia del Nerello Mascalese. Il Cappuccio apporta all’Etna DOC la spezia e il colore, perciò Laeneo è intrigante, oltre che per la succosità nutrita di note ematiche, per la propria suadenza aromatica. Oggi Laeneo vanta una propria cerchia di appassionati che attendono con curiosità  l’uscita di ogni nuova annata. Il Nerello Cappuccio di Fessina è goloso, pepato e dalla beva irresistibile.

IL MUSMECI ROSSO, Etna DOC Riserva. Vino rosso più rappresentativo, recante anche in etichetta l’anima di Fessina, l’antico palmento del Settecento in pietra lavica. Prodotto a Rovittello, a 670 mt slm nel versante settentrionale del vulcano da una selezione degli alberelli di Nerello Mascalese più vecchi, centenari, è la più impegnativa espressione dell’Etna DOC Rosso di Tenuta di Fessina. Maturato in tonneaux e grandi botti da 35 hl, è un vino elegante, longevo, dalla grande freschezza e il carattere austero. Il Musmeci è stato definito un “Barolo dell’Etna” per il rigore e la finezza che lo contraddistinguono. Premiato dalle principali Guide ai vini d’Italia sin dalla prima annata, il 2007, ambisce a trarre il meglio da questa terra, con il rigore e il rispetto che l’Etna richiede.

A’ PUDDARA è un cru di Carricante per un Etna DOC Bianco che è un doveroso omaggio alla Sicilia. Dedicato alle stelle che si avvistano dal mare sulla vetta del vulcano in estate, le Pleiadi, dette in  dialetto “A’ Puddara”, la chioccia, è un vino rigoroso e delineato come la cima della Montagna che si staglia nella notte. Riscoprendo le potenzialità di un comprimario dei vitigni principali dell’Etna, Tenuta di Fessina si rivela capace di regalare grandi bianchi dove il territorio e la mano dell’uomo, non invasiva ma rispettosa della terra e delle tradizioni da cui cresce, consentono la piena espressione. A’ Puddara fermenta interamente in botte grande, come da antica consuetudine etnea per la vinificazione del Carricante. Prodotto a Santa Maria di Licodìa, versante sud dell’Etna, a 900 metri slm, è un autentico vino di montagna, in grado di coniugare, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e le fiamme del vulcano. Una splendida sintesi della Montagna di fuoco, che ha consentito a Tenuta di Fessina di raccogliere i principali riconoscimenti del mondo del vino italiano e internazionale sin dalla prima annata sul mercato, la vendemmia 2009.

IL MUSMECI Bianco ed ERSE Bianco, ultimi due nati, entrambi Etna DOC che condividono col cru A’ Puddara il vitigno principale d’origine e la provenienza, il versante sud dell’Etna, dove i vini vengono prodotti da vecchi alberelli, si fanno portavoce del progetto di Fessina sul Carricante: si stanno infatti esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del “Principe del vulcano” nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

Milo, incantevole terrazza sulla sottostante costa jonica, è un altro cuore pulsante di Tenuta di Fessina, da dove si produce Carricante in purezza da vigneti di un secolo d’età per l’ Etna DOC Bianco Superiore Il MUSMECI. Milo nasce sulla frana vulcanica precipitata nel mare oltre 10.000/15.000 anni fa: i terreni scuri di Milo sono costituiti da una miscela di detriti con molti strati differenziati, prodotti del disfacimento del vulcano e fonte di una ricchezza straordinaria come nutrimento della vite. Allevato anch’esso ad alberello, il Carricante ha un’ elevata acidità fissa che lo rende adatto all’affinamento in legno e alla conservazione nel tempo. Come vuole la migliore tradizione etnea per questa varietà a bacca bianca, la fermentazione del cru di Carricante di Fessina Il Musmeci  avviene direttamente in botte grande, per 9 mesi.

ERSE, Etna DOC, bianco d’entrata della batteria di Fessina, omonimo del Rosso base, è la versione vinificata un acciaio del Carricante, unito per un 20% a Minnella e Catarratto, uve indigene etnee dei vigneti aziendali a Rovittello. Nel nuovo Etna DOC Bianco di Fessina l’intervento del Catarratto e della Minnella integra l’apparato aromatico. Il frutto e la fragranza esaltano le meravigliose emozioni che dona il Carricante, così sapido e dall’acidità inconfondibile. Erse Bianco è, intenzionalmente, un vino fresco, giovane, diretto, dalla grande bevibilità e l’impronta minerale evidente. Nasce da un blend di Carricante proveniente da Milo e Santa Maria di Licodìa.

ERO, DOC Sicilia, è un Nero d’Avola in purezza. Una sfida per noi, nuovi produttori siciliani con possedimenti sull’Etna, decidere di produrre un Nero d’Avola, varietà abusata in anni di vini siciliani marmellatosi e sovrabbondanti. Ero è un vino semplice, intenzionalmente semplice, ma dal frutto e la spezia evidenti. Un Nero d’Avola in purezza proveniente dalla patria di questo antico vitigno dalle origini oscure, la Val di Noto, che ritrova la sua vera natura, la bevibilità e la polpa.

apr
19

Nell’ambito dell’Etna Grand Tour 2014, organizzato dal Consorzio Etna DOC, mercoledì 4 giugno 2014 (ore 16.00/21.30), presso l’Hotel Rome Cavalieri Hilton -Via Alberto Cadlolo, 101, Roma -, si terrà una grande degustazione dei vini dell’Etna, in collaborazione con “Bibenda”.

Tenuta di Fessina sarà presente con le seguenti etichette:

A’ Puddara, Etna DOC Bianco, 2012, cru di Carricante prodotto a Santa Maria di Licodìa
Il Musmeci, Etna DOC Bianco Superiore, bianco 2012, cru di Carricante prodotto a Milo
Il Musmeci, Etna DOC Rosso Riserva, 2008, cru di Nerello Mascalese prodotto in Contrada Moscamento, a Rovittello
Erse, Etna DOC Rosso, 2012, blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio prodotto a Rovittello, Contrada Moscamento
Laeneo, DOC Sicilia Nerello Cappuccio, 2012, Nerello Cappuccio in purezza prodotto a Santa Maria di Licodìa

All’Etna

“… prometto questo,

nessun laccio fermerà la linfa

nessuno rivolterà la terra:

prometto a te, che guardi da lontano,

con la lente”.

Elisa Biagini, “L’ospite”

L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa proclamato nel 2013 Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco,  è un luogo particolare, che riconduce alla nostra dimensione. Una montagna che cambia tutti i giorni, come noi. Tutti i giorni esce un po’ di cenere, un po’ di polvere, qualche sbuffata di fumo. Ed il paesaggio muta  visibilmente. Questo fumo apporta nuova terra alla montagna, che cresce, si rigenera.

Tenuta di Fessina è un progetto emozionale, che nasce sulla scia di un innamoramento di Silvia Maestrelli per questa terra ricca di contrasti. Nel 2007, in collaborazione con l’enologo Federico Curtaz, già agronomo di Gaja per venti anni,  la produttrice toscana acquista un vecchio vigneto di Nerello Mascalese risalente al secolo scorso.  Al centro del vigneto, un vero scrigno: un palmento del Settecento in pietra lavica, con l’antica “chianca” –  torchio per la pressatura delle vinacce – ancora intatta. I’ vigne di Fessina, come la gente di queste terre chiama da sempre la tenuta di Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia, raccontano bene la cura e l’amore con cui sono state coltivate e conservate dai precedenti proprietari, a cui è stato dedicato, come forma di ringraziamento per non aver mandato in fumo i vigneti sull’Etna, il cru di Nerello Mascalese Il Musmeci, ETNA DOC Rosso. A colpo d’occhio, Fessina  appare  come un vero giardino dai frutti d’oro o un bosco nano di brillanti chiome verdi spettinate dal vento nutriente della Montagna di fuoco, incastonato tra due fertilissime colate laviche, con alberelli centenari avvitati su se stessi ed espressivi come sculture naturali. Impossibile non innamorarsene a prima vista.

Il cuore pulsante di Fessina si trova a 670 mt slm.  Le vigne – circa sette ettari –  sono situate tra due antiche sciare semicircolari, colate laviche del passato che isolano  il vigneto come i vecchi muri dei “clos” francesi, creando un microambiente unico.  I noccioleti si alternano alla vite, qualche pianta di olivo completa il puzzle agrario delle rasole, che ritagliano i terreni coltivabili ingabbiandoli in scuri muri di pietra lavica. A Fessina si trovano ancora vecchi vigneti, prevalentemente piantati col metodo tradizionale ad antichissimo dell’alberello in quadro con alte densità di viti per ettaro e una produzione limitata di grappoli. Il vigneto è situato su una dorsale di terreno  poco profondo, nero, con un’ importante presenza di sabbia, ricco di piccole pomici e fini argille destrutturate.  Su questo terreno abbondano oligoelementi, ferro, potassio, calcio, fosforo, magnesio, manganese:  i vini ottenuti dalle uve prodotte su questi suoli sono in grado di stupire per la ricchezza e la complessità dei profumi accompagnati ad un’ interessante ed elegante struttura. Sia attraverso il profumo che attraverso il sapore, è percettibile la spiccata mineralità. A Rovittello l’inverno è rigido, con nevicate frequenti, la primavera è fresca e piovosa, l’estate calda e asciutta, un autunno lungo, tiepido, con un differenziale termico molto elevato tra la notte e il giorno. Vini “verticali”,  dalla netta acidità e il profilo definito.  A Fessina si pratica una viticultura fatta a mano, come si ritrova in Valtellina, nella Valle della Mosella, nella Valle del Reno, con pendenze che possono fortemente variare e diffusi terrazzamenti che sostengono autentiche perle rocciose: su queste piccole terrazze crescono Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante in prevalenza.  La coltivazione non è biologica, ma “consapevole”: ci sta solo quello di cui ha bisogno la vite.

Oggi in Sicilia si assiste alla rinascita del vini poetici e lirici, che raccontano con consapevolezza l’identità profonda di questa terra, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati, con l’eleganza come obiettivo decisivo. La verticalità, il rigore, alla base del nuovo stile che si sta affermando in tutto il mondo. Dall’Etna, dove,  per destino, i vari vigneti danno vini molto diversi, generati da suoli e microambienti talmente particolari da renderli unici.

I vini di Tenuta di Fessina sono il frutto di questo costante impegno nella ricerca e  valorizzazione delle diverse potenzialità che i vari versanti dell’Etna offrono nella produzione enologica.

ERSE, Etna DOC Rosso base, da un blend di Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese, è la fotografia del vigneto tradizionale etneo, l’ Etna DOC più fragrante di Fessina, dedicato alla dea greca della rugiada. Un “vino del mattino” per il  frutto spiccato e la piacevole freschezza, nato da un vigneto esposto ad est, perciò al riparo dalla calura del pomeriggio.  Eleganza e forte territorialità le due doti principali. Corposo e setoso, appaga il gusto di chi ricerchi un vino quotidiano con l’allungo dei Nerelli  e un’ immediata godibilità.

LAENEO, DOC Sicilia, autentica rarità dell’Etna. Prodotto da alberelli di Nerello Cappuccio in purezza – Fessina è una delle poche aziende produttrici etnee che hanno raccolto la sfida di vinificare il Nerello Cappuccio al 100% – , può essere considerato un vino “didascalico” per le intenzioni con le quali è stato prodotto. Verificare l’apporto di questa varietà all’Etna DOC, nel quale si trova in compagnia del Nerello Mascalese. Il Cappuccio apporta all’Etna DOC la spezia e il colore, perciò Laeneo è intrigante, oltre che per la succosità nutrita di note ematiche, per la propria suadenza aromatica. Oggi Laeneo vanta una propria cerchia di appassionati che attendono con curiosità  l’uscita di ogni nuova annata. Il Nerello Cappuccio di Fessina è goloso, pepato e dalla beva irresistibile.

IL MUSMECI ROSSO, Etna DOC Riserva. Vino rosso più rappresentativo, recante anche in etichetta l’anima di Fessina, l’antico palmento del Settecento in pietra lavica. Prodotto a Rovittello, a 670 mt slm nel versante settentrionale del vulcano da una selezione degli alberelli di Nerello Mascalese più vecchi, centenari, è la più impegnativa espressione dell’Etna DOC Rosso di Tenuta di Fessina. Maturato in tonneaux e grandi botti da 35 hl, è un vino elegante, longevo, dalla grande freschezza e il carattere austero. Il Musmeci è stato definito un “Barolo dell’Etna” per il rigore e la finezza che lo contraddistinguono. Premiato dalle principali Guide ai vini d’Italia sin dalla prima annata, il 2007, ambisce a trarre il meglio da questa terra, con il rigore e il rispetto che l’Etna richiede.

A’ PUDDARA è un cru di Carricante per un Etna DOC Bianco che è un doveroso omaggio alla Sicilia. Dedicato alle stelle che si avvistano dal mare sulla vetta del vulcano in estate, le Pleiadi, dette in  dialetto “A’ Puddara”, la chioccia, è un vino rigoroso e delineato come la cima della Montagna che si staglia nella notte. Riscoprendo le potenzialità di un comprimario dei vitigni principali dell’Etna, Tenuta di Fessina si rivela capace di regalare grandi bianchi dove il territorio e la mano dell’uomo, non invasiva ma rispettosa della terra e delle tradizioni da cui cresce, consentono la piena espressione. A’ Puddara fermenta interamente in botte grande, come da antica consuetudine etnea per la vinificazione del Carricante. Prodotto a Santa Maria di Licodìa, versante sud dell’Etna, a 900 metri slm, è un autentico vino di montagna, in grado di coniugare, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e le fiamme del vulcano. Una splendida sintesi della Montagna di fuoco, che ha consentito a Tenuta di Fessina di raccogliere i principali riconoscimenti del mondo del vino italiano e internazionale sin dalla prima annata sul mercato, la vendemmia 2009.

IL MUSMECI Bianco ed ERSE Bianco, ultimi due nati, entrambi Etna DOC che condividono col cru A’ Puddara il vitigno principale d’origine e la provenienza, il versante sud dell’Etna, dove i vini vengono prodotti da vecchi alberelli, si fanno portavoce del progetto di Fessina sul Carricante: si stanno infatti esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del “Principe del vulcano” nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

Milo, incantevole terrazza sulla sottostante costa jonica, è un altro cuore pulsante di Tenuta di Fessina, da dove si produce Carricante in purezza da vigneti di un secolo d’età per l’ Etna DOC Bianco Superiore Il MUSMECI. Milo nasce sulla frana vulcanica precipitata nel mare oltre 10.000/15.000 anni fa: i terreni scuri di Milo sono costituiti da una miscela di detriti con molti strati differenziati, prodotti del disfacimento del vulcano e fonte di una ricchezza straordinaria come nutrimento della vite. Allevato anch’esso ad alberello, il Carricante ha un’ elevata acidità fissa che lo rende adatto all’affinamento in legno e alla conservazione nel tempo. Come vuole la migliore tradizione etnea per questa varietà a bacca bianca, la fermentazione del cru di Carricante di Fessina Il Musmeci  avviene direttamente in botte grande, per 9 mesi.

ERSE, Etna DOC, bianco d’entrata della batteria di Fessina, omonimo del Rosso base, è la versione vinificata un acciaio del Carricante, unito per un 20% a Minnella e Catarratto, uve indigene etnee dei vigneti aziendali a Rovittello. Nel nuovo Etna DOC Bianco di Fessina l’intervento del Catarratto e della Minnella integra l’apparato aromatico. Il frutto e la fragranza esaltano le meravigliose emozioni che dona il Carricante, così sapido e dall’acidità inconfondibile. Erse Bianco è, intenzionalmente, un vino fresco, giovane, diretto, dalla grande bevibilità e l’impronta minerale evidente. Nasce da un blend di Carricante proveniente da Milo e Santa Maria di Licodìa.

ERO, DOC Sicilia, è un Nero d’Avola in purezza. Una sfida per noi, nuovi produttori siciliani con possedimenti sull’Etna, decidere di produrre un Nero d’Avola, varietà abusata in anni di vini siciliani marmellatosi e sovrabbondanti. Ero è un vino semplice, intenzionalmente semplice, ma dal frutto e la spezia evidenti. Un Nero d’Avola in purezza proveniente dalla patria di questo antico vitigno dalle origini oscure, la Val di Noto, che ritrova la sua vera natura, la bevibilità e la polpa.

apr
18

 

“Avevo sentito parlare delle iridescenze stupende dell’aurora sul mar Jonio, quando la si contempla dalla vetta dell’Etna… La vastità terrestre e marina si dischiuse al nostro sguardo sino all”Africa, visibile, e alla Grecia, che si indovinava. Fu uno dei momenti supremi della mia vita. Non vi mancò nulla, né la frangia dorata di una nube, né le aquile…”

Da “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar

 

Domenica 4 Maggio, Sciara Nera organizza la prima escursione della stagione 2014 presso la Riserva naturale Fiumedinisi – Monte Scuderi, circa 20 km in auto da Roccalumera (Messina). L’escursione è abbastanza impegnativa (15km di cammino, 600 metri dislivello in salita).

Tutte le info sul percorso e il modulo per l’iscrizione direttamente in home page su Etnatracking.

Escursione 4 Maggio 2014 – Monte Scuderi

Informazioni percorso:
  • Difficoltà: Medio – Alta
  • Trekking su strada sterrata agevole
  • Totale a piedi A/R: 15Km
  • Dislivello positivo: 600 m ( Partenza 650m – Arrivo 1250 m )
  • Tragitto in auto: circa 20 Km dal casello di Roccalumera.

 

Programma della giornata:

  • Ore 08:00 Appuntamento al distributore dell’Eni all’uscita del casello di Acireale
  • Ore 09:00 Appuntamento all’uscita del casello di Roccalumera
  • Ore 10:00 Arrivo ingresso Riserva Orientata Fiumedinisi e Monte Scuderi
  • Ore 10:10 Inizio trekking
  • Ore 13:30 Arrivo in cima a Monte Scuderi
  • Ore 14:00 Pranzo a sacco
  • Ore 14:30 Inizio trekking di rientro
  • Ore 17:00 Arrivo parcheggio auto e rientro.
Informazioni: 

Escursione riservata ai soci dell’associazione.
Quota associativa stagione 2013/2014 pari a € 10,00.

Una riserva naturale… Riservata.

Alle pendici dell’Etna c’è una riserva naturale molto particolare. Più che di una riserva naturale, possiamo parlare di una riserva privata: si tratta delle zone più caratteristiche del Simeto, stupende aree dove il fiume ha scavato il basalto nel corso dei millenni, creando canyons, forre e ingrottati lavici. Le Forre laviche, accanto al ponte Saraceno, sono in teoria incluse nel Piano regionale delle Riserve naturali in provincia di Catania ma non è mai stata istituita. Come abbiamo mostrato nel percorso, si possono percorrere solo alcune centinaia di metri lungo il fiume, per il resto è tutto privato e recintato.  Qui il fiume fornisce acqua per le coltivazioni, la riserva è vista probabilmente più come una minaccia che come una risorsa. Durante una delle nostre gite abbiamo chiesto a persone del luogo se ci fossero altri punti da cui accedere a questa famosa “riserva”. La risposta ricevuta è stata alquanto lapidaria: “Quale riserva? Qui non c’è alcuna riserva”. E credo abbiano sottinteso che lì non dovrà mai esserci alcuna riserva.  Ancora peggiore lo stato dell’ingrottato “La Cantera”: è il tratto più affascinante del fiume e non è neppure compreso nell’ipotetico perimetro di questa ipotetica riserva, per accedere occorre per forza passare da terreni privati”.

 

Sunday, May 4, Sciara Nera is pleased to invite you to the first excursion of the season, the Nature Reserve ”Fiumedinisi - Monte Scuderi”, about 20 km drive from Roccalumera (Messina). The hike is quite challenging (15km walk, 600 meters ascent), you will find all the details on the path and the registration form on the home page of Etnatracking.

See you at the meeting point!

Etnatracking/Sciara Nera team

apr
17

“L’Etna bianco raccoglie e fonde, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e il fuoco del vulcano”.

(Mario Soldati, “Vino al vino”)

White Wine Show – Salone del Vino Riccione.

Dal 4 al 5 Maggio 2014, al Palazzo del Turismo di Riccione, in programma il Salone del Vino Bianco – White Wine Show 2014. 

Tenuta di Fessina sarà presente con tutta la linea prodotta nelle “contrade bianche”, nella zona sud del vulcano, tra Santa Maria di Licodìa e Milo a circa mille metri di altitudine, da Carricante di alberelli centenari.

IL MUSMECI Bianco vendemmia 2012, Etna DOC Superiore prodotto a Milo,  ed ERSE Bianco 2012, Etna DOC blend di Carricante, Minnella e Catarratto, che condividono col cru di carricante A’ PUDDARA 2012 il vitigno principale d’origine e la provenienza, il versante sud dell’Etna, dove i vini vengono prodotti da vecchi alberelli, si fanno portavoce del progetto di Fessina sul Carricante: si stanno infatti esplorando contemporaneamente le potenzialità di un altro vitigno indigeno etneo oltre al Nerello Mascalese, ossia il Carricante, uva a bacca bianca considerata da sempre “gregario di lusso” del cosiddetto Principe del vulcano nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le straordinarie doti di freschezza e longevità. Fessina intende verificare realmente quali esiti possono essere raggiunti, lavorando su diversi versanti etnei, con gli autoctoni.

Il Carricante è un vitigno esclusivamente coltivato sull’Etna, si pensa originario della zona di Viagrande. Molto fertile e molto produttivo, ha grappolo grande e alato, apparentemente neutro sul piano aromatico. Produce vini all’elevata acidità fissa, da un pH basso (2.9/3.0) e da un alto contenuto in acido malico. Le uve della varietà Carricante, con l’invecchiamento, manifestano note complesse. È interessante notare, ad esempio, la presenza, in vini di Carricante di qualche anno di età, del composto 1,1,6 – TRIMETIL -1,2- DEIDRONAFTALENE, responsabile del tipico aroma dei Riesling invecchiati. Gli ettari di Carricante iscritti oggi all’Albo dei vigneti Etna a D.O.C. sono circa 80, di cui quasi la metà con oltre 30 anni d’età.

ERSE, Etna DOC BIANCO_Carricante (80%), Minnella e Catarratto (20%)

Sul mercato da settembre 2013.

L’Etna DOC Bianco ERSE è prodotto, tra la vetta dell’Etna e il mare, da Carricante degli alberelli centenari di Milo e Santa Maria di Licodìa. Con aggiunta di uve indigene etnee Minnella e Catarratto, è vinificato in acciaio  e rappresenta la nostra introduzione alle potenzialità di questo vitigno da sempre considerato “gregario di lusso” del Nerello Mascalese nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le notevoli doti di freschezza e longevità.

“(…) Tra le novità di quest’anno c’è l‘Etna Bianco ERSE, un blend di Carricante e Catarratto coltivati a Santa Maria di Licodìa e Milo, dove si estendono vecchi vigneti tra i quaranta e cento anni. Etna DOC Bianco ERSE, Tipologia: Bianco DOC, Uve: Carricante (80%), Catarratto e Minnella 20%, gr: 13°, € 16, bott. 4.500, vendemmia tardiva, vinificazione in acciaio e maturazione nel medesimo per 9 mesi, 6 mesi in bottiglia, Carpaccio di pesce bianco con bacche di ginepro” (Guida ai migliori vini d’Italia 2014, BIBENDA, AIS).

“L’ERSE Bianco, ultimo nato, da Carricante e Catarratto, si caratterizza per note floreali e di piccoli frutti chiari” (Guida ViniBuoni d’Italia 2014, Touring Editore)

“Quest’anno l’ETNA ROSSO ERSE 2011 (12.000 bottiglie, 15 €) è anche nella versione ETNA BIANCO ERSE 2012 (Carricante, 6.000 bottiglie, 15 €). Entrambi vini puliti, immediati, specchio del territorio. Il primo esalta i profumi tipici del nerello, unendoli a una struttura agile ma con un tannino ben levigato; il secondo è caratterizzato da sobrietà olfattiva e grande piacevolezza gustativa” (Guida SLOW WINE 2014, Slow Food Editore).

“Silvia Maestrelli e Federico Curtaz hanno contribuito non poco al rinascimento della viticoltura etnea. Significativo il loro apporto nel far conoscere e apprezzare i vini di Santa Maria di Licodìa, sul versante sud occidentale del vulcano, zona tra le meno battute, dove nasce l’Etna DOC Bianco A’ Puddara. Nuove acquisizioni riguardano adesso Milo, sul versante orientale, dove il terroir è vocato per la coltivazione del carricante. Pertanto attualmente i vini aziendali sono prodotti su tre diversi versanti: a nord i rossi, a sud e a est i bianchi che si segnalano per la particolare eleganza e l’aderenza al territorio e alle caratteristiche varietali dei vitigni d’origine” (Guida ai vini d’Italia 2014, Gambero Rosso) . 

“ETNA BIANCO ERSE 2012_16/20 BT 6500 €14/17″ (Guida I vini d’Italia 2014, L’Espresso)

“(…) Ottimi vini di pregevole fattura, ma le nostre tasche in profonda crisi economica reclamano ossigeno e in nostro soccorso giunge l’ Etna Bianco Erse 2012. Anch’esso a prevalenza Carricante ma con contaminazioni autoctone di Minnella e Catarratto da vigne centenarie, affinato in acciaio per amplificare le doti di agilità e immediatezza. Riesce benissimo nell’intento grazie a un olfatto di bella espressività e mutevolezza coinvolgente: l’agrumato del cedro e del limone prende possesso della scena, poi le nuance esotiche del frutto della passione lasciano spazio all’ingresso trionfale delle bianche sensazioni della pesca e del melone invernale. Finito? E le sensazioni minerali? Ci sono, nettissime, con addirittura echi salmastri, accompagnati da sentori freschi, mentolati e infine vegetali di erba falciata. Al sorso c’è tutto quello che ci si aspetta da un vino così leggibile: succo ma anche nerbo acido a sostegno, grande componente fruttata, freschezza, facilità di beva e quella salinità che non abbandona il palato e invoglia il sorso successivo. Da iscrivere di diritto alla categoria dei vini pericolosi, poiché finisce talmente in fretta da far sembrare bucata la bottiglia. Per 15 euro circa in enoteca è un gran bel bere: abbinatelo a delle polpette di baccalà in salsa verde (AGRODOLCE, 16 01 2014, “Vini anticrisi: ERSE Bianco 2012 di Tenuta di Fessina”  di Alessio Pietrobattista)

“Ecco un percorso guidato fra quelle varietà che negli ultimissimi anni hanno segnato una crescita qualitativa sorprendente e hanno mostrato, nella loro naturale diversità, un registro stilistico comune, una bevibilità, una freschezza e un’originalità aromatica che piace sempre di più.  (…) La spiccata acidità e i profumi di stampo minerale costituiscono infine anche i dati salienti dei vini a base di Carricante, uva bianca tradizionalmente coltivata sulle pendici dell’Etna: un luogo di straordinaria vocazione vinicola, giusto per ricordare che i buoni vini nascono dalla magica fusione tra uva e territorio. (…) Carricante. Vitigno a bacca bianca diffuso in Sicilia, prevalentemente nella provincia di Catania; è presente nella DOC Etna e nella DOC Sicilia. Aziende di riferimento: Benanti, Fessina, Graci” (LE GUIDE DI REPUBBLICA, 1° aprile 2014_L’Italia dei mille vini, di Ernesto Gentili)

“Un intreccio di storie hanno portato nel 2007 sull’Etna Silvia Maestrelli, wine lady già famosa in toscana, e suo marito l’industriale milanese Roberto Silva. Subito innamoratisi della splendida zona decidono di acquistare le vecchie tenute della famiglia Musumeci, composte da vigne centenarie a 600 mt. sul livello del mare. Negli anni la proprietà ha poi acquistato altri appezzamenti sulle diverse sponde del vulcano. In poco tempo si sono imposti nel panorama nazionale per la qualità e la schiettezza dei loro vini, non avendo mutato nulla ne in vigna ne in cantina e rispettando rigorosamente il territorio che li ospita. ERSE Bianco 2012. Esempio di una ricerca costante di qualità, dopo vini bianchi complessi e elaborati, Tenute di Fessina decide di stupire con un bianco fresco e di annata, ma non banale. Un assaggio intenso di Etna, minerale e fruttato. A maggioranza carricante da piante centenarie sprigiona tutta la sua completezza fin da subito” (Tannico, aprile 2014)

“(…) L’Erse Bianco 2012 è l’ultimo nato, e porta il nome della Dea greca della Rugiada, lasciando intuire il suo bagaglio di freschezza. E’ ottenuto in gran parte dai medesimi vigneti dell’A’Puddara, quindi dai vecchi ceppi ad alberello di Carricante (80%), Minnella e Catarratto siatuati nelle contrade di Santa Maria di Licodìa e Milo, rispettivamente a Sud.Ovest e a Sud-Est del cratere vulcanico. Erse Bianco si mostra sorprendente, con impatto intenso e fine al naso, ricco di aromi minerali, citrici ma anche fiore e note di frutti tropicali. Scalfisce il palato con freschezza intensa, e chiude lungo su fini ricordi minerali, di salvia, albicocche fresche e fiori bianchi. Ti conquista subito” (Di Matteo Carlucci, Il TaccuVino, appunti di enogastronomia, “Tenuta di Fessina, conoscere un’azienda al Vinitaly”, aprile 2014)

Erse Bianco 2012 è stato selezionato da Luca Gardini, sommelier Campione del Mondo 2010, tra i cinquanta migliori vini italiani sotto i 15 euro (Best price, #popwine, #vinitaly2014, La gazza golosa e Luca Gardini).

IL MUSMECI, Etna DOC Bianco Superiore_Carricante in purezza

Sul mercato da aprile 2014.

Sull’Etna, per destino, i vari vigneti danno vini molto diversi, generati da suoli e microambienti talmente particolari da renderli unici. Milo nasce sulla frana vulcanica precipitata nel mare oltre 10.000/15.000 anni fa: i terreni scuri di Milo sono costituiti da una miscela di detriti con molti strati differenziati, prodotti del disfacimento del vulcano e fonte di una ricchezza straordinaria come nutrimento della vite. Allevato ad alberello, il Carricante ha un’ elevata acidità fissa che lo rende adatto all’affinamento in legno e alla conservazione nel tempo. Come vuole la migliore tradizione etnea per questa varietà a bacca bianca, la fermentazione del cru di Carricante di Tenuta di Fessina avviene in botte grande.

“Il Musmeci Etna Bianco Superiore Tenuta di Fessina 2012_ Contrada Milo quindi eleganza diffusa e sussurrata, ribes bianco e camemoro, salvia, salsedine e mandarino, bocca carezzevole e incalzante ancora avvolta in un guscio ma dentro rugge aspettando il suo momento. 90+” (Andrea Gori, gennaio 2014)

Il Musmeci Bianco 2012: “Che bella novità! Crudo, fresco, intenso, ha un grande avvenire” (Paolo Trimani, marzo 2014)

“Ecco un percorso guidato fra quelle varietà che negli ultimissimi anni hanno segnato una crescita qualitativa sorprendente e hanno mostrato, nella loro naturale diversità, un registro stilistico comune, una bevibilità, una freschezza e un’originalità aromatica che piace sempre di più. (…) La spiccata acidità e i profumi di stampo minerale costituiscono infine anche i dati salienti dei vini a base di Carricante, uva bianca tradizionalmente coltivata sulle pendici dell’Etna: un luogo di straordinaria vocazione vinicola, giusto per ricordare che i buoni vini nascono dalla magica fusione tra uva e territorio. (…) Carricante. Vitigno a bacca bianca diffuso in Sicilia, prevalentemente nella provincia di Catania; è presente nella DOC Etna e nella DOC Sicilia. Aziende di riferimento: Benanti, Fessina, Graci” (LE GUIDE DI REPUBBLICA, 1° aprile 2014_L’Italia dei mille vini, di Ernesto Gentili)

“(…) Il Musmeci bianco, annata 2012, è da solo uve Carricante, della zona di Milo, e sosta 9 mesi in botti grandi da 35hl. Il colore è più marcato, il panorama olfattivo si delinea di anice, fiore d’acacia, ananas caramellato, agrumi. Al palato entra elegante ma protratto da viva freschezza, largo su ritorni sapidi e agrumati” (Di Matteo Carlucci, Il TaccuVino, appunti di enogastronomia, “Tenuta di Fessina, conoscere un’azienda al Vinitaly”, aprile 2014) .

A’ PUDDARA, ETNA DOC BIANCO_Cru di Carricante.

A’ Puddara è prodotto a Santa Maria di Licodìa, in Contrada Cavaliere, versante sud del vulcano.

A’ Puddara è un vino dedicato alla Sicilia e, come le Pleiadi, che sono un oggetto pulsante nel cielo, è un piccolo continente che ha un cuore che pulsa in mezzo al Mediterraneo. A’ Puddara – “le gallinelle” o “la chioccia” per i pescatori e gli agricoltori, a memoria della poesia di Ovidio - costituiva un segnale che indicava la direzione nel lavoro e nella vita. Immaginiamo i pescatori di Riposto che rientrano dal mare e che, guardando in alto sul vulcano, avvistano le Pleiadi nascoste dietro alla vetta proprio nel punto in cui, come fosse un giardino pensile, riposa il vigneto del nostro Carricante. E’ un vino rigoroso e delineato come A’ Muntagna che si staglia nella notte…

“Etna carricante. (…) anche altri “piccoli” che vale la pena provare come A’ Puddara della Tenuta di Fessina o Calabretta. Vini che non solo raccontano l’energia e il calore di una montagna sui generis come l’Etna, ma che lo fanno in maniera estremamente naturale evitando trattamenti fitosanitari eccessivi e lavorando in cantina in maniera da mediare il meno possibile tra la montagna e il consumatore: emozioni assicurate a chi li beve socchiudendo gli occhi, per non parlare di chi decide di toccare con mano la bellezza delle zone vitate da cui provengono”.(BUSINESS PEOPLE, gennaio 2011, “Vini d’alta quota” di Andrea Gori)

“Tra i tanti Carricante dell’Etna, tutti di buon livello, mi piace definire un fuoriclasse il Carricante A’ Puddara ’09 di Tenuta di Fessina, in uscita nel prossimo mese di Giugno, fermentato in botte grande evidenzia viva freschezza, pienezza e mineralità, è pronto a sfidare il tempo” (WINE REALITY, 18 marzo 2011, Luigi Salvo).

“A’ PUDDARA 2009. Prodotto appena nato. Intrigante che racchiude tutte le caratteristiche distintive del vitigno d’appartenenza. Vino dal grande equilibrio con una spiccata personalità”(ENOS, marzo-aprile 2011).

“Un evento (Le contrade dell’Etna 2011, ndr), che ha abbattuto tutte le cortine e i tabù delle invidie e delle gelosia. Una vera grande prova di maturità, di emulazione e di fattiva cooperazione”. Ma soprattutto una bella  ‘atmosfera di gruppo’ come sottolinea anche Silvia Maestrelli (Tenuta di Fessina) il cui nuovo bianco non ancora in commercio ha suscitato nello suo stand curiosità e apprezzamenti. Che ha chiamato (importanza del lessico) “A puddara” nome siciliano di una stella dell’Orione, cara ai pescatori del golfo di Ognina, che brilla nel cielo a settembre durante la vendemmia. Vino che nasce da una vecchia vigna ad alberello in altitudine nel versante sud del vulcano con basse rese e eccellente struttura” (CRONACHE DI GUSTO, 24 marzo 2011, “Les crus de l’Etna” di Stefano Gurrera).

A’ PUDDARA 2009_18/20 bt. 3000 €24/28: Freschezza agrumata e mineralità in equilibrio dinamico, palato di attacco sapido, centro bocca di buona densità e finale più slanciato e reattivo, che lascia presagire ulteriori, ampi margini di evoluzione e suggerisce molti abbinamenti con la cucina” (Guida I vini d’Italia 2012 L’Espresso; Vino d’Eccellenza 2012)

“Non sempre i tempi della vigna coincidono con quelli delle degustazioni e, quindi, ci sono mancati alcuni vini, a partire dal cavallo di razza della maison, l’elegante Etna Rosso Il Musmeci da vigne ultracentenarie. Ci siamo consolati con il sorprendente Etna Bianco A’ Puddara ’09 (Carricante in purezza da vigne di 40 anni), che si aggiudica i Tre Bicchieri in virtù di un affascinante colore verdolino intenso e sentori distinti e armoniosi di agrumi e fiori, vivacizzati da una invitante caratteristica sfumatura di pietra focaia. In bocca si è mostrato dinamico, di beva fresca appagante. In forma anche il fragrante Etna Rosso Erse ’10 (Nerello Mascalese e Cappuccio)” (Guida Vini d’Italia 2012 Gambero Rosso, Tre Bicchieri 2012).

“Il magnifico Etna Bianco A’ Puddara 2009 (Carricante; 3.700 bt; 25 €) ha profumi di nocciola, pesca e ginestra. La bocca è in perfetta armonia, grazie a un’acidità abbondante e a una dolcezza misurata. Alla sua prima uscità ci ha incantato e si è aggiudicato il nostro Grande Vino” (Guida Slow Wine 2012,“Grande Vino”).

“Una produttrice toscana, Silvia Maestrelli (nell’azienda della provincia di Firenze Villa Petriolo), impegnata anche in Sicilia, dove sembra decisamente essersi ambientata molto bene, cogliendo il carattere più intimo delle potenzialità enologiche dell’Etna. Le sue vigne si trovano a Rovittello, a 650 metri slm, circa 7 ettari coltivati ad alberello (certificati bio), piantati tra gli anni ’20 del Novecento e il primo dopoguerra.Spettacolare l’Etna Bianco A’ Puddara 2009, dai colori giallo-verdi e dal tratto minerale accecante, ben sostenuto da un frutto fresco che ricorda gli agrumi e la scorza di limone, e impreziosito da un fine corredo floreale, che anticipa un gusto sapidissimo, al quale è molto difficile sottrarsi al primo sorso” (I quaderni di WineNews _febbraio 2012_, a cura di Franco Pallini e Antonio Boco).

A’ Puddara 2010 Etna Bianco Tenuta di Fessina.  Antipasto di mare completo dal lime all’ostrica nel finale e nel mezzo tutte la variazione tra mare e cielo passando dal vulcano, grande. 92”(Andrea Gori, Intravino).

“Da non trascurare la salata acidità del Carricante A’ Puddara di Tenuta di Fessina, un bianco siciliano di freschezza e complessità aromatica avvincenti” (Alessio Pietrobattista, Intravino, 30 08 2012).

“A’ Puddara Etna Bianco 2010. Nome localmente dato alle Pleiadi, in dialetto vuol dire “la chioccia”, simbolo degli affetti domestici, infatti le Pleiadi, poste proprio sull’Etna per i pescatori che rientrano dal mare verso la costa, costituiscono il loro punto di riferimento. Proprio sotto le Pleiadi, sull’Etna in Contrada Cavaliere a Santa Maria di Licodia c’è il vigneto di Carricante con il quale è realizzato questo vino bianco vinificato in legno botte grande da 35 hl, dopodiché subisce una leggera decantazione in acciaio e l’affinamento di un anno ed oltre in bottiglia. Delicato e chiuso al naso, è lento e timido nell’aprirsi, vuole tempo e sul tempo batte il suo dinamismo in continuo divenire. Sono delicati i profumi di buccia di agrumi, poi la ginestra e l’erba fresca di campo, decisi i sentori di ghiaia. In bocca è spigoloso e vibrate, marcatamente sapido e minerale” (Mauro Maccario, settembre 2012, Enopress)

“A’ Puddara 2010 – Fessina.  Freschezza, tanta acidità ficcante modello Chablis, lunghezza gustativa: col Carricante si può, sull’Etna si può. Al naso è ancora giovanissimo, quasi clorifilloso, primario nel profilo fruttato e floreale con melone invernale, pepe bianco. La bocca fa il resto, si beve in scioltezza malgrado la gioventù. Apporto del legno pari a zero e non possiamo che esserne contenti” (Alessio Pietrobattista, 24 09 2012, Intravino)

Al Carricante A’ Puddara 2010 sono assegnati  i “TRE BICCHIERI” del Gambero Rosso 2013, oltre all‘ “ECCELLENZA” della Guida ai vini d’Italia 2013 de L’Espresso (curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari) e la menzione “Grande Vino” di Slow Wine, ritenuto tra i vini più piacevoli della Guida Slow Food Editore 2013, curata da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni. All’intera produzione aziendale di Tenuta di Fessina anche l’attribuzione della “BOTTIGLIA” Slow Wine.

“ETNA BIANCO A’ PUDDARA 2010. 5 bottiglie, ECCELLENZA DELL’ESPRESSO. 18/20 bt 3000 € 24/28. Il profilo aromatico è giocato su sottili venature minerali, l’attacco di bocca è molto fresco, lo sviluppo reattivo, la sapidità e l’acidità ne sostengono la dinamica, con l’aerazione l’autenticità si allea a una purezza cristallina” (Guida Vini d’Italia 2013 L’Espresso)

Gnocchi di patate alla brace, questo è il piatto che ci propone  Matias Perdomo del Ristorante Al Pont de Ferr di MilanoUn piatto assolutamente fine ed elegante, difficile trovare l’abbinamento giusto. Bisogna giocarlo tutto su questa sua affumicatura, sull’uso della brace. L’Italia ci offre le sue risorse: siamo andati in Sicilia, alle pendici dell’Etna,  e abbiamo scelto un grandissimo bianco, l’Etna Bianco da uve Carricante A’ Puddara della Tenuta di Fessina. Perché ho parlato di grande risorsa dell’Italia? Perché parlare dei vini dell’Etna è come parlare di vini di un’isola nell’isola. Qui c’è tutta la mineralità del terroir vulcanico. Questo vino, che ha già un anno sulle spalle, inizia ad avere delle sensazioni  affumicate, iodate. E’ per questo che ci è piaciuto molto nell’abbinamento. Ovviamente, poiché in giovane età, presenta tutto il frutto bianco, mediterraneo e maturo, tanta freschezza poiché stiamo parlando di vigneti ad alta quota, un’acidità che riequilibra il palato e lo rende perfetto per essere abbinato a questo grandissimo piatto. Assolutamente da provare, è una grande emozione” (Giuseppe Carrus, Gambero Rosso Channel, ottobre 2012).

“La Tenuta di Fessina conta, nell’ambito etneo, su due diversi siti produttivi: il principale sul versante nord, proprio a ridosso dell’abitato di Rovittello, in gran parte composto da una vigna di nerello mascalese di un’ottantina d’anni; l’altro vigneto, di solo carricante, di pari età, è invece sul versante opposto, quello che guarda verso sud, a Santa Maria di Licodìa. Riguardo allo stile aziendale, Federico Curtaz, enologo e agronomo, socio di Silvia Maestrelli in quest’avventura isolana, sin dalla prima vendemmia ha sempre pensato che i vini di Fessina, senza rinunciare minimamente alla finezza, dovessero esprimere al meglio, e far risaltare, i sentori varietali delle uve e la territorialità unica del vulcano. Tre Bicchieri meritati per il carricante A’ Puddara ’10vino complesso e di straordinaria eleganza, gustativamente spesso, connotato da una vibrante acidità. (…)” (Guida Vini d’Italia Gambero Rosso 2013) 

“A’ Puddara 2009, Etna DOC Bianco: già il nome è quello di un vulcano, per un vino dell’Etna che mi impressiona ogni volta. Da un vigneto di Carricante ad alberello arrampicato sull’Etna a 900 metri, la versione 2009 è fantastica, fresca e sulfurea insieme” (Blog SCATTI DI GUSTO, 11 12 2012, “Vini minerali. Cinque etichette scavate nella roccia aspettando le tue” diAlessandro Bocchetti).

“A’ Puddara. I vini dell’Etna, sia bianchi che rossi. La Sicilia che non ti aspetti, tutta nervosismo e acidità, da vigne su terreno vulcanico arrampicate tra freddo e pietra. A’ Puddara 2009 di Tenuta Fessina è semplicemente il miglior bianco provato in questo millesimo“ (Frizzifrizzi, 12 vini per 12 mesi”di Alessandro Bocchetti).

“Sopra tutti, quest’anno, brilla Tenuta di Fessina. Il loro bianco, A’ Puddara 2011, carricante, è come il sole in una giornata estiva, di una bontà sferzante e spiazzante” (Massimiliano Montes, Gustodivino.it).

“TENUTA DI Fessina A ‘Puddara Etna Bianco 2010-92 punti. Fondata nel 2007, questa tenuta è frutto di una collaborazione  tra Silvia Maestrelli e Federico Curtaz. Il loro Carricante cresce da un vignetopiantato nel 1970, dove vecchi alberelli producono un luminoso bianco speziato con sapori nitidi di pesche nettarine. E’ fresco e scattante, con una consistenza  arricchita da una sensazione leggera di panna fresca”(Wine&Spirits, giugno 2013, “Year’s Best Southern Italy”).

“A’ Puddara 2011. Vino bianco, Sicilia Tenuta di Fessina Società Agricola a r.l.  Abbastanza coperto, erbaceo, con note di frutta gialla.  Non completamente secco, presenta note di agrumi al gusto, mela acida e limone, un po’ di ortica. Piuttosto persistente, dallo stile alquanto fresco, è molto buono. Finale pungente” (Wein-Plus, giugno 2013).

Emblematica espressione dei vini de ‘a muntagna, l’Etna. Vecchie vigne e terreno vulcanico per un carricante in purezza a 900 metri d’altezza. Nasce in una zona che ormai è percepita senza dubbio come sinonimo di qualità ma i cui vini già in un lontano ’68 venivano valutati con lungimiranza da Mario Soldati: ‘l’Etna bianco raccoglie e fonde, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e il fuoco del vulcano’. A’ Puddara colpisce per l’intensità aromatica violenta, fatta di erbe profumate, spezie e frutta gialla succosa e fondente al limone. In bocca incede ancor più feroce, marchiato a fuoco dall’impronta del vulcano, con una sapidità netta e spiccata, ritorni vegetali e nuance affumicate che accompagnano il lungo finale. 23 Euro” (Livia Belardelli, 02 09 2013, “Carricante d’alta montagna”, Doctor Wine)

Tenuta di Fessina, Etna Bianco A’ PUDDARA 2011. In dialetto catanese, a’ puddara è la chioccia. Ma la puddàradi Fèssina è una chioccia metaforica e a suo modo fischiona: si tratta infatti della costellazione delle Pleiadi, intesa come un segnale per i marinai del porto di Riposto, come un richiamo che indicava la giusta direzione. La vena agrumata garantisce qui un a bocca reattiva, che combina ritmo, salinità infiltrante ed eleganza: siamo sull’Etna, ma se chiudiamo gli occhi potremmo quasi essere in Valle Isarco. E a ogni riassaggio il vino guadagna in profondità, al punto che l’amico Pierluca Proietti, che degusta insieme a me, contagiato dal demone dell’analogia, azzarda anche lui una metafora: come un lago trasparente tra le montagne. Il “club dell’acqua di roccia”, utilizzata come sinonimo di purezza e trasparenza dei bianchi più espressivi, trova così un nuovo adepto” (Di Giampaolo Gravina, “Un bianco per l’estate”, ENOGEA, II serie, settembre 2013).

Per il terzo anno consecutivo, sono conferiti i TRE BICCHIERI DEL GAMBERO ROSSO al Carricante di Tenuta di Fessina A’ Puddara. L’annata 2011 dell’ Etna DOC Bianco guadagna il massimo riconoscimento da una delle Guide più influenti nel mondo del vino italiano.

Per il terzo anno consecutivo, l’Etna DOC Bianco A’ Puddara viene proclamato “Vino d’Eccellenza” dalla Guida ai vini d’Italia (2014), edita dall’Espresso e curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari:  “Decollato in tempi recenti, il progetto siciliano di Silvia Maestrelli (sua l’azienda toscana Villa Petriolo) e Federico Curtaz ha portato con lungimiranza sull’Etna, dove l’azienda si è rapidamente attestata su standard qualitativi di costante eccellenza. Il quartier generale è in Contrada Rovittello, nel versante nord del vulcano, con un apprezzabile nucleo di vecchie vigne ad alberello e un affascinante palmento per la vinificazione, al centro di un intelligente restauro conservativo. Ma può contare anche su uve di Carricante provenienti dal versante sud (Santa Maria di Licodìa) per alimentareuno dei bianchi più riusciti dell’intera denominazione.  ETNA BIANCO A’ PUDDARA 2011_18.5/20 BT 6000 €24/28_sottile ma sfumato nei rimandi di erbe aromatiche, con l’aerazione guadagna in profondità; lo sviluppo al palato è tonico e ritmato, coniuga vitalità agrumata e salinità infiltrante e sfoggia un’elegante personalità espressiva”.

TRE BICCHIERI della Guida I vini d’Italia 2014 del Gambero Rosso al Carricante A’ Puddara 2011, Etna DOC Bianco premiato per il terzo anno consecutivo con il massimo riconoscimento dai curatori della Guida Marco Sabellico, Eleonora Guerini e Gianni Fabrizo : “Silvia Maestrelli e Federico Curtaz hanno contribuito non poco al rinascimento della viticoltura etnea. Significativo il loro apporto nel far conoscere e apprezzare i vini di Santa Maria di Licodìa, sul versante sud occidentale del vulcano, zona tra le meno battute, dove nasce l’Etna DOC Bianco A’ Puddara. Nuove acquisizioni riguardano adesso Milo, sul versante orientale, dove il terroir è vocato per la coltivazione del carricante. Pertanto attualmente i vini aziendali sono prodotti su tre diversi versanti: a nord i rossi, a sud e a est i bianchi e si segnalano per la particolare eleganza e l’aderenza al territorio e alle caratteristiche varietali dei vitigni d’origine. Meritati Tre Bicchieri al Carricante A’ Puddara ’11, vino di rara eleganza che si esprime con nitidi toni minerali e agrumati e che al palato si dispiega compatto e ricco di polpa senza perdere in freschezza e dinamicità. (…)”. 

TENUTA DI FESSINA_ Etna Bianco A’ PUDDARA 2011_La bella tenuta di Silvia Maestrelli e Federico Curtaz si trova a Rovittello, sul versante nord dell’Etna: in questa zona , proprio accanto alla cantina, si trova un vecchio vigneto con ceppi anche ultraottantenni di Nerello Mascalese , da dove si produce il cru Il MusmeciA’ Puddara 2011 invece proviene da un vigneto, anche questo molto antico, che si trova nel versante sud del vulcano, elegante, ricco, complesso, è un vino che è buono sin da subito, ma capace di evolvere positivamente per un bel po’ d’anni”. (OINOS, nov. 2013, “I vini del vulcano” di Massimo Lanza)

Guida ai vini del Giornale di Sicilia 2014: “Miglior bianco” è A’ PUDDARA 2011.  ”Un bianco fuori da ogni schema. Irraggiungibile per freschezza, intensità e facilità di beva. Il colore è giallo paglierino chiaro. Naso elegante, finissimo, di erbette, pesca bianca, pera e gelo di agrumi. Toni minerali. In bocca è lieve, dinamico, piccante per freschezza e sapidità. Un vino di gran classe, piacevole e poliedrico. Vince il super premio come Miglior vino bianco il Doc Etna bianco A’ Puddara 2011 di Tenuta di Fessina” (Cronache di gusto)

Un bianco fuori da ogni schema, senza eguali e nemmeno simili. Il DOC Etna Bianco A’ PUDDARA 2011 è Cinque Stelle e Miglior Vino Bianco di Sicilia. Un ettaro di Carricante sul versante sud, nella zona di Santa Maria di Licodìa, stravolge e riscrive il catalogo dei bianchi etnei. Tutto insieme. A questo s’aggiunga un’altra sorpresa: il vino fermenta e affina in legno, e tale è la fusione con il frutto che quasi non si percepisce il legno come tale. Il colore è giallo paglierino chiaro. Naso elegante, finissimo, di erbette, pesca bianca, pera e gelo di agrumi. Toni minerali. In bocca è lieve, dinamico, piccante per freschezza e sapidità. Un vino di gran classe, piacevole e poliedrico. (…)  Fessina è una star del vulcano e siamo sicuri che in futuro ci regalerà tantissime sorprese!” (Guida Vini di Sicilia 2014 Giornale di Sicilia)

“Tenuta di Fessina Etna Bianco A’ Puddara 2011 Bianco Vino Oro Sicilia Slow Wine_Un vino di classe cristallina e sconfinata eleganza ma racchiuso in una sfera di forza ed energia che lo rendono allo stesso tempo piacevole intrigante ma anche ritroso e restio a farsi conoscere del tutto. Note di pompelmo, lime ma soprattutto polvere da sparo, gesso, zenzero e note fruttate appena tropicaleggianti. Bocca struggente ma esplosiva con una riserva di vitalità indefinibile che sarebbe saggio aspettare ma sfido chiunque cominci a berlo a fermarsi al primo bicchiere e a non aprire un’altra bottiglia. Un vino magnetico e irresistibile” (Andrea Gori, novembre 2013)

A’ Puddara Etna Bianco Tenuta di Fessina 2012_da uve in contrada Cavaliere, Santa Maria di Licodia. Un velo di legno stringe un poco il naso ma lo zolfo e la mineralità escono ad ogni giro del bicchiere insieme ad albicocca e note balsamiche. Bocca struggente e dolce con bei contrasti ritmati. Abbisogna di tempo, materia e sostanza non mancano, forse un poco di eleganza in meno del 2011 ma darà soddisfazioni comunque. 88+” (Andrea Gori, gennaio 2014)

“Doc Etna Bianco A’ Puddara 2010 – Tenuta di Fessina. Versante sud- Santa Maria Licodia. Carricante in purezza. Vino freschissimo, tagliente, intenso al naso con fiori bianchi e macchia mediterranea. Uno degli affreschi dell’Etna più belli.  Costo: 23 euro. (…) Alla orizzontale condotta da Francesca Ciancio che ha aperto Sorsi dell’Etna 2014 a Villa Igiea, a Palermo, e che ha visto protagonisti dodici bianchi annata 2010 , è emerso l’affresco poliedrico di un Etna che non si lascia imbrigliare sotto un unico stile, troppe variabili geografiche e anche umane in gioco, che fanno a tutto tondo la sua ricchezza, verrebbe da dire, vertiginosa. Ma c’è la forgia del territorio che marca a fondo queste espressioni, facendole emergere con i tratti della forte mineralità e sapidità, della verticalità, della freschezza e con una vita consegnata al tempo.” (Cronache di gusto, 10.03.2014, I bianchi del vulcano, l’orizzontale di Sorsi dell’Etna)

“Ecco un percorso guidato fra quelle varietà che negli ultimissimi anni hanno segnato una crescita qualitativa sorprendente e hanno mostrato, nella loro naturale diversità, un registro stilistico comune, una bevibilità, una freschezza e un’originalità aromatica che piace sempre di più.  (…) La spiccata acidità e i profumi di stampo minerale costituiscono infine anche i dati salienti dei vini a base di Carricante, uva bianca tradizionalmente coltivata sulle pendici dell’Etna: un luogo di straordinaria vocazione vinicola, giusto per ricordare che i buoni vini nascono dalla magica fusione tra uva e territorio. (…) Carricante. Vitigno a bacca bianca diffuso in Sicilia, prevalentemente nella provincia di Catania; è presente nella DOC Etna e nella DOC Sicilia. Aziende di riferimento: Benanti, Fessina, Graci” (LE GUIDE DI REPUBBLICA, 1° aprile 2014_L’Italia dei mille vini, di Ernesto Gentili)

A’ Puddara viene sempre da sole uve Carricante, ma della contrada di Santa Maria di Licodìa, e segue lo stesso affinamento del Musmeci. Assaggiamo il 2012, che ammalia con l’eleganza dei suoi profumi, dal minerale di pietra focaia al miele, dai fiori di zagara ai datteri, alla frutta secca pralinata, e ancora ricordi esotici di banana e arancia. Conferma tutta la sua classe anche al palato, con rotondità e avvolgenza, imbastito su piena freschezza ma dotato di struttura ricca, con glicerina e sale. Permane a lungo il suo sapore, che trasmette tutta la forza e l’eleganza della montagna etnea (Di Matteo Carlucci, Il TaccuVino, appunti di enogastronomia, “Tenuta di Fessina, conoscere un’azienda al Vinitaly”, aprile 2014).

apr
16

_Centenari alberelli di Nerello Mascalaese ai piedi dell’Etna, metamorfosi immaginarie_

Buone festività di Pasqua a tutti gli amici di TENUTA DI FESSINA!

La terra scrive anche di sé, da sé. Le incisioni rupestri, vegetali, distribuite sui corpi degli animali, penetrate goccia dopo goccia nelle caverne, sono linguaggi simbolici minuscoli e giganteschi.
Quale è la lingua della terra? Non di una soltanto, di un’infinità di linguaggi, simboli, numeri, immagini, si avvale per comunicare la sua duplice natura: visibile e invisibile. Sono le voci tradotte in parole da migliaia di lingue dei poeti, dei santi, degli scienziati, di chiunque di noi abbia cercato di orientarsi grazie ai suoni che da lei provengono, attraverso il contatto con cose mute, però intimamente loquaci.
da “La religiosità della terra” di Duccio Demetrio

“(…) Siamo QUI forse per dire: casa,
ponte, fontana, porta, brocca, albero da frutto,
finestra,
(…) ma per DIRE, comprendilo,
per dire COSI’ come persino le cose intimamente mai
(…) credettero d’essere.
Terra, non è questo che vuoi: INVISIBILE
Sorgere in noi? – Non è il tuo sogno questo
d’essere una volta invisibile? – Terra! Invisibile!
Che cosa, se non metamorfosi, è il compito a cui
ci solleciti?
Terra, tu cara, io voglio. Oh credi, neppure le tue
Primavere occorrerebbero più; per conquistarmi (…)”
R. M. Rilke, da La nona Elegia, in Elegie duinesi

apr
15

_Erse, Etna DOC Bianco annata 2012 al Bar Latteria Lo Stregatto di Bologna_

Bar Latteria Lo Stregatto
Via Laura Bassi 30/A
Bologna

Ho letto con interesse grande, e curiosità,  il parallelo tra l’Arizona e  l’Etna, apparso in un bell’ articolo di Cronache di Gusto.  Ossia, il confronto tra ciò  sta succedendo, di magnifico, sull’Etna e l’ episodio accaduto nel 1881 a Tombstone. Il ricordo della famosa sparatoria del lotto 2” del 17° blocco, la “sparatoria all’O.K. Corrall”, terreno della sfida,  calza a pennello per ciò che noi produttori stiamo conducendo, con modalità molto più incruente, a colpi di vitigni indigeni. Una sfida a raccontare al meglio le straordinarie potenzialità della Muntagna e le nostre personali interpretazioni di questo luogo così ricco e suggestivo.

Nutro da sempre una passione personale per il Carricante, ancora prima di diventare una produttrice etnea. E’ una varietà che mi ha sempre emozionata.

Nel nostro portafoglio vini mancava un Etna bianco d’entrata da abbinare al nostro omonimo rosso, fotografia del vigneto tradizionale etneo.

Cercavamo un vino che potesse offrire ai nostri appassionati caratteristiche di freschezza, grande bevibilità, e un segno inconfondibile del vulcano, insomma un bianco da pasto non scontato.

I nostri due cru A’ Puddara e Il Musmeci Bianco sono vini importanti, cru di Carricante vinificato in legno e maturato pazientemente in anni di affinamento. Vini da appassionati e palati allenati, non precisamente vini da consumarsi giornalmente. Il nostro Erse Bianco andrà a colmare questa lacuna nella batteria dei vini di Fessina: offrirà l’opportunità di godere quotidianamente di un prezioso Carricante, realizzato da alberelli centenari a mille metri slm ma vinificato in acciaio.

Nel nostro nuovo Etna DOC Bianco l’intervento del Catarratto e della Minnella integra l’apparato aromatico. Il frutto e la fragranza esaltano le meravigliose emozioni che dona il Carricante, così sapido e dall’acidità inconfondibile. Nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, come scrive Mario Soldati, capace di coniugare perfettamente le nevi perenni della vetta e il fuoco del vulcano.

Erse Bianco è, intenzionalmente, un vino fresco, giovane, diretto, capace di soddisfare tutti. Nasce da un blend di Carricante proveniente da Milo, dove il vulcano in mezzo al mare sprofonda e l’acqua con il fuoco si scontra, e Santa Maria di Licodìa (da dove cresce anche A’ Puddara), con l’aggiunta di vitigni indigeni Catarratto e Minnella dei vigneti aziendali a Fessina.

L’Etna DOC Bianco ERSE è vinificato in acciaio e rappresenta la nostra introduzione alle potenzialità di questo vitigno da sempre considerato “gregario di lusso” del Nerello Mascalese nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le notevoli doti di freschezza e longevità.

Erse Bianco sarà, come la sua versione rossa, un vino del mattino, come ama ricordare Federico. Le alte gradazioni dei nostri vini – siamo in Sicilia, la gradazione sostenuta è originata dalle latitudini di queste terre! – regalano un sorriso a proposito di questa definizione, ma la fragranza e l’acidità di Erse bilanciano perfettamente il tasso alcolico, e la freschezza avvincente ci permette tranquillamente di considerare il nuovo nato un vino da bersi anche di mattina, per un originale aperitivo o un light lunch.

Ciò che vogliamo mettere in tavola sono dei vini che sappiano accompagnare i cibi. Il bello di una cena è il cibarsi, perciò cerchiamo di premiare nei vini la scelta dell’eleganza, la verticalità, l’acidità. Il vino deve essere una compagnia per la tavola.

:Silvia: