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Ott
29

Ragusa Oggi ha pubblicato un articolo sulla premiazione di Silvia Maestrelli come Vignaiola Innovatrice…

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Ott
28

 

Gambero Rosso ha pubblicato alcuni giorni fa l’edizione 2016 della sua guida “Vini d’Italia”, premiando A’ Puddara Etna Bianco 2013 con il prestigioso 3 Bicchieri…

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Ott
28

Premiazione di A’ Puddara Etna Bianco 2013 come Vino dell’Eccellenza all’interno della guida de L’Espresso “I Vini d’Italia 2016″…

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Lug
25

dal post in Dissapore sui migliori vini siciliani del 4 luglio 2014

Tenuta di Fessina
La riscoperta del territorio vinicolo siciliano posa gran parte delle sue fondamenta sul lavoro che è stato fatto sull’Etna, polmone viticolo di grande qualità. E dal fascino assoluto. Non a caso i grandi del vino siciliano come Planeta, Tasca, Firriato e recentemente Cusumano ne hanno acquistato decine di ettari. L’etna bianco e rosso di Fessina è puro manifesto delle potenzialità dell’Etna. Vini d’autore da non farsi sfuggire.

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Lug
25

“Per rinfrescarsi il tipico vino alla mandorla ghiacciato… e lo sguardo verso la baia” Read more!

Mag
30

Reduci dall’edizione 2014 di Sicilia en Primeur, svoltasi quest’anno nella suggestiva Isola di Vulcano e che ha portato anche a Tenuta di Fessina i più importanti giornalisti del mondo del vino, ecco i dieci motivi per cui amare la Sicilia.

“I 10 motivi perché la Sicilia Mi piace:

Che la Sicilia, un “continente”, per le sue tante “anime”, le sue storie antiche e la continua voglia di innovare, le realtà consolidate e quelle emergenti, dove vecchie e nuove generazioni ancora convivono, con tutti i suoi pregi e contraddizioni, sia una delle Regioni rampanti del vino italiano, i cui nettari sono sempre più apprezzati in tutto il mondo, è ormai un fatto.
Una nuova ed ultima conferma, ma solo in ordine di tempo perché di certo altre ce ne saranno, è arrivata quando, freschi di entusiasmo per il trionfo agli Oscar del capolavoro di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”, e dell’Italia in generale, WineNews ha pensato subito al vino italiano, al successo che ha nel mondo, e a quale fosse la sua “grande bellezza”. E lo ha chiesto, di recente, alle firme più prestigiose della stampa enoica internazionale (da The Wine Advocate a Wine Enthusiast, da JancisRobinson.com a Master of Wine e famosi wine writer …).
Il risultato? La Sicilia è una delle Regioni del vino italiano che, con Toscana e Piemonte, racconta meglio “La grande bellezza” dell’Italia del vino. Ma non è questo l’unico motivo, per cui quest’isola affascinante, complicata e divertente, mi piace.

1 – Perché guardando nel passato, vede sempre il suo futuro, in un “laboratorio” di soggetti privati e pubblici, studiosi ed importanti università, in cui si riscoprono antichi vitigni e si fanno rinascere con successo interi territori.
2 – Per la contaminazione che si riflette anche nei vini, tra autoctoni e internazionali che nel “continente siciliano (con le sue isole)” si incontrano per la gioia di chi ama i grandi vini.
3 – Per la stratificazione storica, dalla colonie greche all’abusivismo edilizio, passando per Bizantini, Arabi, Normanni, spagnoli, francesi …
4 – Perché le “grandi” cantine si alleano con le più piccole, grazie ad aziende “pioniere” che hanno fatto e fanno ancora oggi da apripista a tante altre realtà, non solo del vino, diventate di eccellenza.
5 – Per le tavolate con i prodotti che si prendono dal campo e si portano direttamente in tavola, preparati sul momento, dai pomodori ai capperi, dai pistacchi alle nocciole, ma anche per i “trionfi” di crudité e dolci siciliani.
7 – Perché vecchie e nuove generazioni fanno ancora le cose insieme, e i più anziani non si tirano mai indietro, ma anzi sostengono, le idee che partono da figli e nipoti (dall’attenzione alla sostenibilità al mondo della rete, solo per fare un esempio).
8 – Perché c’è il feudo antico ma anche il resort più moderno, conservati, restaurati, in entrambi i casi alla base del rilancio, insieme a molto altro, della Sicilia come una delle mete turistiche più importanti al mondo.
9 – Perché ci sono il mare ed il vulcano, sintesi estrema delle tante anime di questo “continente”, meglio ancora, dal punto di vista enologico, di quelle nuove, capaci in poco tempo di raggiungere un grande successo.
10 – Perché senza i suoi “mali” che, purtroppo, l’affliggono non sarebbe la Sicilia che “Mi piace” raccontare.

(Credit Alessandro Regoli, direttore WineNews)

 

Mag
29

“Il vino siciliano è cambiato tantissimo, così come il vino italiano in generale. In Sicilia, però c’è stato un processo più rapido che ha permesso di trovare un’identità fortemente legata al territorio. L’attenzione verso i vitigni autoctoni è partita proprio da qui, dall’Isola al centro del Meditterraneo, in primis con il Nero d’Avola e poi con il Nerello Mascalese. Questa tendenza ha avuto poi un effetto domino anche nelle altre regioni d’Italia”

(Monica Larner dall’intervista rilasciata a Cronache di gusto su Sicilia en Primeur)